Vivere nell'anonimato

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C'era una volta un gruppo inglese chiamato Felt di cui pochi di voi avranno sentito il nome e di cui nessuno avra' mai ascoltato un pezzo. Sorti nei primi anni Ottanta e durati poco piu' di una una decade, i Felt furono offuscati, in quel periodo, dall'ampia notorieta' acquisita dagli Smiths, con i quali condividevano grosso modo la tendenza musicale.

Bene, tenete a mente il nome di questo gruppo perche' nella vita non si sa mai, puo' sempre servire, magari puo' essere la risposta esatta al domandone finale di un telequiz in cui si vince nienetepopodimenoche' un miliardo.

In questi ultimi cinque anni ha cominciato a diffondersi nei circoli alternativi oltremanica e gradualmente anche in Europa il culto per Belle and Sebastian: non sto parlando dei cartoni animati francesi che narrano le avventure di un ragazzo e del suo cane (a sua volta tratti dalla novella di Cecile Aubry), ma di un gruppo di Glasgow fondato nel 1995 da tal Stuart Murdoch alla fine di un corso per discografici raccogliendo altri sei musicisti della scena cittadina (tutti studenti universitari) conosciuti nei vari locali. L'obiettivo era quello di registare il progetto finale di Stuart per il corso, cioe' un disco.

La collaborazione, che inizialmente avrebbe dovuto limitarsi a questo lavoro, porto' alla creazione di Tigermilk, registrato in tre giorni (qui non sto inventando un'altra leggenda come quella di Kid A dei Radiohead, cfr. n. 7 di Frittomisto: qui sto dicendo la verita') e stampato in mille copie su vinile, ognuna delle quali e' valutata oggi dai collezionisti circa 400 sterline (piu' di un milione di lire!). Il passaparola dei giovani inglesi su Tigermilk fu molto positivo ed indusse i sette misconosciuti individui a continuare nell'avventura: effettivamente questo disco, che oggi e' stato ristampato anche su CD, e' a mio parere un capolavoro, per quella sua bucolica essenzialita' sonora e per quella freschezza intinta di malinconia che da allora avrebbe caratterizzato tutti i lavori di Belle and Sebastian ed influenzato altri gruppi della nuova scena musicale inglese.

A giugno di quest'anno i nostri eroi hanno partorito il loro quarto LP dal titolo Fold your hands child, you walk like a peasant (esistono anche tre EP riuniti oggi in un solo CD Lazy Line Painter Jane) che conferma lo straordinario gusto di Murdoch e compagni per la melodia e per gli arrangiamenti evocativi di un certo pop anni Sessanta contaminati talvolta da essenze di folk scozzese. Nel disco spiccano i violini, che danno ai pezzi un'ambientazione totalmente estranea ai nostri tempi, come si puo' ascoltare in I fought in a war (non fatevi trarre in inganno dall'iniziale presenza della sola chitarra acustica), The model e Waiting for the moon to rise.

Ispirata da Leonard Cohen (vogliamo metterci anche De Andre'?) e Nick Drake la suggestiva Beyond the sunrise, dal testo simil-biblico (tratta di un'apparizione di una non ben specificata donna a un tipo di nome Joseph!). Molto bella l'atmosfera in Don't leave the light on Baby, scandita dagli accordi di pianoforte e caratterizzata da un ritornello che richiama alla mente i pezzi lenti dei vecchi Bee Gees (senza falsetto, pero'). Di sapore piu' beat sono The wrong girl, quasi un omaggio ai Velvet Underground di Loaded, e Women's realm, mentre in Nice day for a sulk si sente il richiamo degli amici Stereolab (vi ricordate le atmosfere da colonna sonora dei b-movies anni Settanta?). Molto divertente il testo di Family tree, cantato dalla violoncellista Isobel Campbell, dove vengono prese in giro le imposizioni sociali (I'm here in a cage with a bottle of rage and a family like the mafia).

Il culto che si e' creato attorno a Belle and Sebastian in questi cinque anni e' stato alimentato da scelte sicuramente in forte antitesi con le regole dello show-business che oggi MTV, in accordo con le grandi multinazionali discografiche, impone al mondo musicale. Se vi capita di girare per le strade di Glasgow potreste imbattervi in uno dei componenti del gruppo e magari chiedergli un autografo, se proprio ci tenete; l'unico problema e' che non avreste la possibilita' di riconoscerlo perche' i nostri eroi sono molto ritrosi a farsi fotografare: infatti, nei loro dischi compaiono sempre immagini di amici e conoscenti; evidentemente i sette componenti del gruppo sono molto brutti e si vergognano ad apparire in foto pubbliche.

Alla loro avversione per l'immagine si aggiunge l'accurata scelta dei luoghi in cui esibirsi per i concerti: grandi case, chiese, biblioteche, per cui non e' neanche facile riuscire a vedere un loro concerto.

Prima di iniziare il corso per discografico, Stuart (che deve essere un personaggio un po' sui generis) era stato a Londra per un lungo periodo alla ricerca del suo idolo, Lawrence Hayward, leader dei Felt . . . . . (ve l'avevo detto che conoscere questo nome sarebbe servito a qualcosa!). Ma, nonostante la sua affannosa ricerca, degna del nostrano programma televisivo "Chi l'ha visto" (bleah!) e delle tormentate leggende che si narrano attorno a Syd Barrett (fondatore dei Pink Floyd di cui si sono perse le tracce), Stuart non trovo' Lawrence e ritorno' a Glasgow con la ferma intenzione di frequentare il corso che gli avrebbe cambiato la vita. Non so voi, ma io vedo qualcosa di strano e profetico in questa storia, a tal punto che mi viene in mente un'ipotesi, alimentata anche dalla ritrosia di Murdoch verso le apparizioni pubbliche: e se Stuart Murdoch non fosse altro che Lawrence Hayward sotto mentite spoglie ritornato sulla scena musicale diversi anni dopo lo scioglimento dei Felt ?

Provate a mettere a confronto alcuni pezzi di Let the snakes krinkle their heads to death o Ignite the seven cannons dei Felt (se riuscite a trovarli: nel mio archivio sono un retaggio dell'adolescenza, oggi in rete non c'e' nulla, purtroppo) con alcuni brani di Belle and Sebastian e forse il dubbio verra' anche a voi!

Non posso non dirvelo!

"Non posso non dirvelo" non e' una nuova rubrica di Frittomisto, ma una piccola appendice musicale per illustrarvi brevemente alcune cose degne di nota.

David Bowie, dopo aver letto l'articolo su di lui in Frittomisto n. 2, ha fatto tirar fuori in fretta e furia dagli archivi della BBC le sue session registrate fra il 1968 e il 1972 per la radio e ne ha fatto due CD con tutti i piu' bei pezzi di quel periodo. Non solo: ha aggiunto anche la registrazione del suo concerto tenuto il 27 giugno 2000 sempre presso la BBC. Insomma "Bowie at the Beeb" e' un cofanetto con piu' di tre ore di Bowie vecchio e nuovo al modico prezzo di L. 59.000. A me l'hanno regalato e non posso che dirvi di correre a comprarlo perche' e' davvero eccezionale!

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