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Miss
Kittin and the Hacker, First Album, gigolo 2001.
Oh siii gli anni 80!
Quante parole spese
a denunciare la vacuita' degli anni dell'edonismo, il glamour, l'effimero,
il lato visivo prima di tutto, il post punk e la new wave...e poi il i
divi dei teenager, gli Spandau Ballet, i Visage.....ahhhhhhh (traduci
sospiro).
E poi quanto sta accadendo in TV (Un Cocktail d'amore) che tra i pregi
e i difetti del revivalismo denuda una moda di questi primi anni 2000,
l'ultimo riflusso di una tendenza ormai prossima all'esaurirsi: attingere
a piene mani dall'identita' di un epoca per riciclare stilemi e arte precofenzionata.
Parlo dell'esaurirsi di una moda perche' mi chiedo: dopo i seppur effimeri
anni 80 quale identita' puo' consegnarci il decennio appena passato?
E' appena finito, a mio avviso, un periodo di veloci e fugaci derivatismi,
dal grunge, figlio del primo punk, alla house di matrice chicago, passando
per il riciclo della soul piu' leggera dell'ormai dimenticata Acid house,
l'elettronica kraut, il pre garage, e il neo progressive, l'amore per
il low-fi e l'analogico fino al piu' recente neo minimalismo: tutto gia'
detto.
Quello che mi lascia piu' perplesso e' che perfino i piu' denigrati anni
80 avevano una identita',seppur discutibile (ve lo concedo), e pure forte!
Ascoltate, infatti, cosa sono riusciti a tirar fuori dagli 80's, Miss
Kittin and The Hacker.
Lei Miss Kittin cresciuta come noi (mi riferisco ai trentenni naturalmente)
a pane e Gary Low (non vi dissociate, tanto non ci credo). Una dj di Grenoble
che tra mille collaborazioni riesce a mantenere una sua fortissima identita'
fatta di sense of humor e glamour dark (gia' dimenticavo il dark). Non
ha paura di rubare assieme al suo collaboratore, the Hacker, dal vasto
repertorio di euro -pop, non ha bisogno di cancellare ogni traccia di
quei campioni, come avrebbe invece fatto in altre situazioni l'olandese
Solex. I riferimenti piu' che dichiarati sono l'elettro pop (e fin qui
ci siamo) e, udite udite, la italo disco, quelle produzioni dance da classifica
che partivano da Rimini per invadere le classifiche di mezzo mondo (vi
ricordate Valerie Dore?) , ma anche produttori tra il geniale ed il pecoreccio
come Giorgio Moroder, Cerrone, per sconfinare nei capisaldi riconosciuti
come precursori di un'era, Visage, Soft Cell, New Order, fino all'apoteosi
di quella fusione tra approccio visivo glamour e marketing che furono
i Pet Shop Boys di Paninaro.
Musicalmente dovrebbe delinearsi maggiore chiarezza allora, siamo in un
equilibrato cocktail (termine d'obbligo) e un leggero ed ipnotico strascico
di Techno dei giorni d'oggi.
Il cantato non esiste, Miss Kittin sussurra, geme e parla, in un inglese
ad dir poco banale, ci rivela la scintillante inconsistenza dell'effimero;
"Do you Know
Frank Sinatra?, he's dead, ah, ah, ah,.....To be famous is so nice, suck
my dick! lick my ass! In limousine we have sex, every night with my famous
friends....." (Frank Sinatra)
Pippo Marino
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