|
       
|
|
Bent,
Programmed to Love, Emi, 2001

E' Passato quasi inosservato
nella sua prima pubblicazione e adesso, sulla scia del successo di gruppi
come Lemon Jelly e Zero 7, la Emi ripubblica questo importante
disco, arricchendolo di nuovi brani.
L' organico dei Bent e' rappresentato da Simon Mills e Nail
Tolliday entrambi inglesi di Nottingham; la musica "chill-out"
e' la principale etichetta data dalla stampa musicale, riferendosi agli
eventuali utilizzi post- dance floor, "elettronica organica",
la definirei piuttosto, questa che possiamo ascoltare lungo gli oltre
70 minuti di ascolto del cd.
Sono convinto che Programmed to Love sia uno tra i migliori esempi
di connubio tra melodia e ritmo, ereditando direttamente alcune peculiarita'
della scena downtempo, come ho avuto gia' modo di sottolineare per gli
Zero 7, ma anche dalla scena cocktail-lounge che ha caratterizzato
gli ultimi anni 90, in zona "club".
Il confronto con i primi Air e' inevitabile soprattutto ascoltando
pezzi come "Cyclons of Love" con l'uso dell'ormai inflazionatissimo
vocoder, oppure con il gradevole singolo "Swollen" condito di
sinth analogici effettati da eco.
Trovo molto interessanti anche quegli intermezzi di durata 1-2 minuti
che costituiscono degli spunti per possibili evoluzioni in "forma-canzone",
ma anche sottili divertimenti, tra ironia e auto-compiacimento.
La leggerezza e' una costante lungo tutto il cd e ne fa' a mio avviso
un punto di forza e di estrema riconoscibilita', attraverso anche sovrapposizione
di ritmi articolati alla "Board of Canada" e continue dimostrazioni
che il downtempo si e' quasi definitivamente evoluto verso una direzione
piu' "easy". Posso notare cosi' con piacere che cio' potrebbe
sortire inevitabili contatti con la musica mainstream, anche se analizzando
piu' a fondo la questione questa puo' considerarsi al momento una chiara
prerogativa del movimento inglese.
I Bent Potrebbero
rappresentare il punto di arrivo dell' easy-pop del futuro che paradossalmente
fa' l'occhiolino all'euro pop degli anni 80 tra ritmi alla "West-End
Girl" di "Always" e le armonie vocali quasi liriche di
Norie Paramour, un po' come avrebbe fatto Malcom McLaren 15 anni
fa', e un uso smodato di sinth, sia dilatati che ritmici, oltre ad atmosfere
dilatate in pieno stile Cocteau Twins ("A Ribbon for my Hair)
e al puro divertimento sinth-pop di "Exercise 2".
Ma badate bene non e' un ritorno di fiamma "eighty" come
e' daltronde gia' successo, ma una personalissima rielaborazione in ragione
delle evoluzioni di club culture ed elettro-pop illuminato.
Pippo Marino
|
Vuoi
commentare l'articolo?
|
|
|
|
|
|
|
Questa
rubrica e' a cura di:
|