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Herbert,
Bodily functions, k7 2001

Errori levigati
E' un cd
che spiazza questo Bodly Functions, di quelli che ti mettono in
seria difficolta' nell'attimo in cui hai necessita' di descriverlo con
il comodo metodo della classificazione per genere. Si tratta di jazz,
elettronica, club music, house o techno?
Ho approfondito la conoscenza di questo artista dopo aver visto il video
di "Suddenly", riuscitissima house-pop con protagonista la cantante
Dani Siciliano in posa plastica attraverso una sequenza di primi piani
e visuali eteree con fiori ed elementi organici, insomma un video apparentemente
molto leccato e compiaciuto ma ricco di incursioni con disturbi elettronici
legati agli equivalenti in musica del brano. Quel video rappresenta molto
bene cio' che piu' mi colpisce di questo lavoro: la capacita' di setacciare
l'aspetto meno indagato, almeno sino ad oggi, della scena elettronica:
attribuire all'errore un valore estetico, dargli una capacita' di rendersi
piu' umano e non risultare piu' come e' spesso accaduto, come mera sovrapposizione
tra muscoli digitali e basi acustiche o unplugged, come si diceva
qualche anno fa'.
Il percorso di Matthew Herbert e' simile a quello dei Matmos, da
dieci anni cerca di campionare e rappresentare in musica suoni organici,
prodotti anche attraverso funzioni corporee, e il punto di approdo e'
simile ma molto piu' digeribile, masticabile, piu' pop se vogliamo, e
non per questo meno efficace. Herbert in questi anni produce una serie
di cd sotto pseudomini come Dr. Rockit con il quale ha elaborato
una curiosa commistione di house ed electro, Radio Boy e Wishmountain,
nomi con cui ha proposto una techno alquanto giocosa. L'ultima esperienza
rimarchevole di nota e' la collaborazione alla produzione di alcuni brani
di Vespertine di Bjork. Queste esperienze sono qui confluite
inevitabilmente con una sequenza di brani apparentemente disgiunti per
stile e numero di "battute al minuto".
Il cd presenta un levigato jazz stile Amhad Jamal, tutto pianoforte,
basso acustico, spazzole e, se stiamo attenti, facilmente attaccato da
una serie di volute virate elettroniche,"I Know"
prima tra tutte, poi "You're Unknown To Me", "The
Last Beat", "About This time Each Day",
una destrutturazione della stessa base acustica perfettamente fusa e non
giustapposta al punto da doverci fare proprio caso.
Ci sono anche delle basi House volutamente imperfette come "The
Audience" e "You Saw It All", in
deriva da un "Chicago style" e depurate dalla fondamentale base
percussiva e che a tratti fanno venire in mente gli ultimi Mouse on
Mars( con i quali non a caso Herbert ha collaborato nel loro ultimo
cd). "It's Only" e' la chiave di volta del lavoro,
presente in una riuscitissima versione deep-house declinata in club music
e in una sua reprise alla fine del cd in versione vocale con numerosissime
aggressioni elettroniche. Il cd suona classico, erotico e pop nello stesso
tempo, amalgamato da un evidente ottimo song-writing.
Pippo Marino
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