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Don't give in 2000 man! --------------------- Questa
volta, amici di Frittomisto, saro' davvero sfacciato: prima ancora di
provare a caratterizzare il disco e il gruppo di cui oggi vi parlero',
vi consiglio caldamente di fare quanto segue: 1.
Andare in un negozio di dischi (anche virtuale);
2. Chiedere al/la commesso/a il CD "The Sophtware Slump"
(Il tracollo del software!!!) dei Grandaddy; 3.
Se ce l'ha, comprarlo e andare a casa (in alternativa, se si dispone di
un lettore CD portatile, andare in un parco);
4. Accomodarsi sul divano (se si e' a casa), sul prato (se si e' in un
parco) e chiudere gli occhi; 5.
Premere play . . . . . . and dream . . . . . Due note
di un suono tra il clavicembalo e il banjo stanno giungendo alle vostre
orecchie con una voce maschile molto dolce che inizia a cantare "Adrift
again 2000 man" . . . . . . "di nuovo alla deriva uomo del 2000"
, un'affermazione (cosi' come il titolo del disco) che in se' ha qualcosa
di catastrofico, pero', nel modo rilassato in cui viene espressa e con
quel sottofondo musicale, sembra un dialogo fra due vecchi amici nel quale
uno, il piu' saggio, dice all'altro che non lo vede proprio bene, che
sta perdendo tutti i suoi punti di riferimento e i suoi valori perche'
c'e' qualcuno che vuole instillargli dei nuovi valori e che ha dei precisi
piani per lui, sperando che lui ceda a queste false promesse . . . . . "are you giving in 2000 man? Don't
give in 2000 man" . . . . . "non ti arrendere uomo del 2000".
Da un suono di mero "clavicenbalo banjato" siamo passati ad
un suono ampio, che sembra disperdersi nello spazio cosmico, nel quale
in lontananza sentiamo degli accordi di chitarra acustica (ed anche i
Pink Floyd!).
Il primo pezzo di questo terzo disco dei Grandaddy si chiama He's simple,
he's dumb, he's the pilot e da' subito l'idea dell'atmosfera che domina
in questo concept-album in cui il gruppo di Modesto (California, piu'
o meno cento kilometri a est di San Francisco) ci canta la sua visione
del mondo contemporaneo e del suo (possibile?) futuro, tra umanoidi assemblati
nella cucina di casa che, dopo un po', sentendosi trascurati dall'uomo,
si perdono nell'alcool e smettono di funzionare (Jed the humanoid),
laghi di cristallo (The Crystal Lake) che l'uomo rimpiange di aver
perso, foreste nazionali (addirittura!) di elettrodomestici abbandonati
(Broken hausehold appliance national Forest), insomma il futuro
di un pianeta davvero alla deriva da cui non rimane che volar via (So
you'll aim towards the sky Se
lo spirito ecologico insito nel disco non e', in generale, un tema originalissimo,
l'ambientazione da film di fantascienza e l'uso di strumenti tradizionali
affiancato ad effetti musicali elettronici geniali, fanno di questo disco
uno dei piu' belli che abbia ascoltato forse da dieci anni a questa parte,
un disco che risente dell'ambientazione cosmica di Bowie in Space Oddity
e della melanconia esistenziale dei Radiohead, il tutto in un contesto
musicale che il pensiero critico dominante chiama "lo-fi", i
cui capostipiti sono i Flaming Lips e gli Sparklehorse (calma, calma,
stanno per arrivare anche loro su Frittomisto!), e che probabilmente incorpora
la musica piu' genuina attualmente in giro, fatta di piccoli particolari
sonori che possono, da soli, rendere un brano un capolavoro. Per fare
un esempio, in "Sophtware Slump" questi particolari possono
essere ascoltati in The Crystal Lake, dove un loop sintetizzato in sottofondo
accompagna il cantato fino al termine del pezzo, oppure in Chartsengrafs
nel passaggio dall'inizio in sordina all'entrata delle chitarre, o nella
dispersione cosmica del pezzo iniziale. Sono
diversi i modi per esprimere la propria preoccupazione e la propria protesta
nei confronti di una "umanita' alla deriva": da una parte ci
sono i ragazzi di Seattle che sfilano contro la globalizzazione e contro
il Fondo Monetario Internazionale che ne favorisce le logiche senza pensare
alle possibili conseguenze sull'uomo (del tipo: chi se ne frega se i posti
di lavoro si assottigliano sempre piu'? chi se ne frega se tre quarti
della popolazione mondiale rimane fuori dai vantaggi economici della globalizzazione,
anzi viene soltanto sfruttata da essa? chi se ne frega se tra un po' di
tempo vedremo crescere delle "foreste di elettrodomestici abbandonati"
perche' non sapremo piu' come smaltire i beni che il caro consumismo ci
induce a fagocitare?), dall'altra ci sono i ragazzi come i Grandaddy che
riescono a veicolare gli stessi sentimenti in opere d'arte come The Sophtware
Slump e come loro tantissimi altri che, attraverso altre forme artistiche,
credono ancora in una umanita' che non si arrende alle imposizioni dei
poteri forti. E
noi siamo con loro.
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