Vai a fidarti dei
critici...
Siamo sicuri che questo The optimist lp dei Turin Brakes sia
uno delle migliori uscite dell'anno? Per intenderci, non che il disco sia
brutto, ma sicuramente deludente se consideriamo tutti gli aggettivi in positivo
sprecati da buona parte della critica estera e anche italiana.
Ve ne parlo come una voce forse un po' fuori dal mucchio (ogni riferimento
alla rivista italiana e' puramente voluto). Inanzitutto fa molto comodo incasellare
sempre in un genere ben preciso, questo per maggiore chiarezza (?!?!), mi
riferisco al cosiddetto New Acoustic Movement coniato dalla stampa
inglese (sempre loro!) con addirittura delle curiose varianti (new pastoralist).
Quando si intende accostare un artista a questo presunto genere, i riferimenti
d' obbligo sono Nick Drake, Radiohead, Tim Buckley ,etc.. I nuovi pastorali
devono essere obbligatoriamente bravi ragazzi dalla faccia pulita e possibilmente
giovani (molto giovani!), devono produrre un disco composto per lo piu' da
ballate, e non devono mai eccedere troppo in distorsioni con la chitarra,
la quale e' di gran lunga preferita acustica. I giovani acustici sono tutti
amici tra loro inoltre (magari hanno lo stesso manager in comune), sono sparite
infatti le finte rivalita' dell'ormai estinto filone del brit pop. Bisogna
possibilmente scrivere dei testi pessimisti e malinconici e, soprattutto,
non variare di molto la sequenza di accordi dei brani.
Non voglio dire che ci sia un totale appiattimento tra questi artisti inseriti
nel presunto movimento, anzi alcuni di loro sono decisamente interessanti,
ma la questione e' che uno comincia a credere che l'esaltazione per
questi "Freni di Torino" sia motivata piu' da assuefazione
piuttosto che da effettiva voglia di nuovo.
Il disco in questione inizia con una discreta "Feeling Oblivion",
che svela subito le regole del gioco, graziosa ballata acustica con voci in
controcanto, con una predilezione al cantautorato pop americano."Underdog
(save me)" il singolo di questo lp, ha un ritornello azzeccato e che
ricorda le cose migliori dei gia' dimenticati Gomez, "Emergency
72", sembra essere la fotocopia uscita male della precedente traccia.
"Future Boy", e' l'ennesima riproposizione di "No surprises"
dei Radiohead, senza pero' essere sincera. Salto "The Door",
pressocche' inutile, per arrivare ad uno dei due brani del disco per cui varrebbe
la pena un acquisto, cioe' "State of Things", una composizione riuscitissima
che piace in questo arrangiamento decisamente scandito. Seguono "By Tv
Lights", improbabile rilassamento country ,"slack" e "starship"
in odore di Alice in chains diluiti, "The Road" che chiude
la sequenza soporifera per arrivare dunque di questo disco: "Mind Over
Money", il secondo brano che salverei da questo lp. Il brano e' decisamente
tirato corposo e ben scritto, vicino alle composizioni migliori di Showbiz
dei Muse, un miraggio insomma, per cui mi viene in mente di consigliarvi
napster e affini, piuttosto che metodi tradizionali per eventuali curiosita'
su questo disco di cui sono convinto, nessuno si ricordera' piu' tra qualche
mese. Chiude il cd "The Optimist" altro inutile riempitivo che svela
come gost track invece una curiosa sequenza che sembra rubata dal bellissimo
disco The Hour of the Bewilder Beast di Badly Drawn Boy, di
cui spero ssparlarvi prossimamente.
Pippo Marino

Turin Brakes
The Optimist lp, 2001