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I paesi nordici come nuova frontiera del pop? Kings of Convenience, "Quiet is the new loud", Source, 2001.
Ho avuto modo di sentire il duo norvegese la prima volta in quel di "Patchanka", a radio Popolare, e mi hanno subito colpito con quei controcanti su delle ballate acustiche che farebbero pensare ad un curioso incrocio tra Simon & Garfunkel, Red House Painters e Belle and Sebastian. Proprio grazie a un concerto di questi ultimi, hanno conosciuto una ragazza che li ha presentato al manager della "source" l'etichetta che, grazie alla distribuzione della potente Virgin, li ha pubblicati in tutta Europa. Quello che risulta subito evidente e' la capacita' di coniugare delle ottime composizioni secche ed immediate, alle ballate dalla struttura dilatata di Mark Kozelek, dei gia' citati Red House Painters. A loro detta gli ascolti che li hanno formati sono Air, Belle & Sebastian, Tortoise, The Sea and Cake and Mojave 3 e quello che piu' risulta strano e' che non vi alcuna traccia delle produzioni "cerebrali" dei post rockers a cui si riferiscono. Pur amando gli Air, hanno rifiutato le idee del loro collaboratore David Whittaker, proposto dalla casa discografica, pagato a caro prezzo e infine scartato semplicemente perche' i loro pezzi hanno quella freschezza e immediatezza che nessuna sovrapproduzione, nessun gioco conturbante di suoni puo' riprodurre. A tratti danno anche una sensazione di deja-vu, la medesima che si ha sentendo "69 love songs" di quel Stephin Merritt (Magnetic fields) che loro stessi adorano, cioe' niente di nuovo proprio perche' la loro musica e' come sospesa nel tempo. Tra le note melanconiche di "Winning a battle, losing the war" , e "Parallel Lines", che aprono e terminano il cd, appaiono anche momenti apparentemente spensierati come "Toxic girl", il loro nuovo singolo (che devia di molto pero' dal vero contenuto del resto del cd) o come "Failure", arricchite (e' il caso di dire) di una base ritmica quasi impercettibile all'interno di una voluta economia di suono. Lungo il cd sono non pochi i pezzi che ricordano l'esordio di Ben Watt come in "The weight of my words", o i succesivi Everything but the girl, nel bossanova di "Leaning against the wall". Il sussurrato "Little kids" e' una cantilena che termina cosi' come molti dei loro brani potrebbero finire cioe' azzerando le gia' mute chitarre in un solo controcanto dimesso. Ma non finisce qui perche' il massimo dell'intesita' e' raggiunta con quello che e' il pezzo piu' rappresentativo della loro produzione "Summer on the westhill", minimale e timida. Rimane esclusa dalla selezione delle precedenti pubblicazioni quella "Surprice Ice"che potete trovare nel precedente omonimo ep oppure nel singolo di "Failure", a mio avviso (ma non sono il solo) tra i loro brani piu' illuminati, una "song of silence" di pura intesita'. Il pop minimale acustico dei K.O.C. non e' quello troppo sofferto di Songs:Ohia o quello dilatato e cupo di Cat Power, ma e' la giusta via di mezzo tra ottime capacita' compositive e depurazione da ogni superfetazione sonora. Avremo modo di ascoltare i "Kings of convenience" dal vivo in Italia a Montefeltro giovedi' 3 maggio assieme ai TURIN BRAKES. Pippo Marino
Links mp3 "Toxic Girl" (http://www.kingsofconvenience.com/sounds/Toxic Girl.mp3) mp3 "Singing Softly to Me" (http://www.kingsofconvenience.com/sounds/Singing softly to me.mp3) mp3 "Winning a battle, losing the war" ( http://www.kingsofconvenience.com/sounds/Winning a Battle, Losing the War.mp3)
Discografia Album, ep's Quiet is the new loud 2001-source Playing live in a room- ep-source Kings of convenience- 2000- kindercore Singoli Failure-2000- ellet Toxic girl-2001-ellet |
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