Piacere casuale


Da qualche anno a questa parte non ho un buon rapporto con la televisione perche’ ritengo che porti via molto tempo prezioso che puo’ essere speso in attivita’ piu’ costruttive. Apprezzo molto di piu’ la radio e, se proprio vogliamo metterla sul piano squisitamente musicale, quei programmi che vengono generalmente trasmessi in tarda serata e nei quali vengono presentati lavori dei piu’ svariati generi con commenti piuttosto interessanti (Suoni & Ultrasuoni, erede di Planet Rock, su Radiodue, ne e’ un esempio, ma non so dirvi se lo trasmettono ancora). Se dovessi scegliere i miei dischi tramite la programmazione di MTV sicuramente avrei seri problemi a fare i miei acquisti, perche’ cio’ che viene “pompato” su questo canale generalmente non asseconda i miei gusti, mentre solo uno scarso cinque per cento ritengo sia ascoltabile. Per me, quindi, i canali per la scoperta di gruppi interessanti diventano gli amici che, come me, hanno la passione della musica rock, con i quali si innesca uno scambio continuo di dischi e, da qualche anno, Internet, attraverso i soliti Napster (a giugno ce lo chiudono e bisognera’ trovare dei buoni surrogati) o quei supermercati virtuali del tipo Cdnow e Amazon che, pero’, offrono soltanto un breve campione di ascolto.

Ancora piu’ emozionante e’ la scoperta casuale di nuovi gruppi, ad esempio in qualche locale notturno oppure in piacevoli posti da aperitivo. Milano, dove vivo attualmente, e’ pieno di questi locali, ma soltanto in pochi ti capita di poter scambiare due chiacchiere con un sottofondo musicale di un certo livello (oltreche’ scegliere tra una notevole varieta’ di vini, che, probabilmente, e’ il principale punto di attrazione del locale). Proprio in uno di questi locali, che vi cito con piacere (Barracuda, via Paolo Sarpi: non si tratta di pubblicita’, il mio suggerimento e’ assolutamente spontaneo, quando trovo un posto carino mi piace farlo sapere anche agli altri), davanti ad un bicchiere di vino bianco californiano, le mie orecchie sono state sedotte dai Moloko (from Sheffield, Inghilterra). Probabilmente ne avevo gia’ sentito parlare, ma non avevo ancora trovato nessuno che li avesse ascoltati attentamente: quella sera, invece, sono stato davvero affascinato da questo originalissimo gruppo che, dietro una facciata superficialmente dance-pop, nasconde un alto grado di sperimentazione musicale ed un’ottima dote nel costruire arrangiamenti molto particolari.

I Moloko nascono nel 1994 dall’unione artistica della cantante irlandese Roisin Murphy (fino ad allora solo presunta tale in quanto non aveva alcuna precedente esperienza musicale professionale) e del produttore Mark Brydon: un po’ come era successo per i Goldfrapp (cfr. Frittomisto 18), insomma: bastano due persone con un paio di buone idee per mettere su un gruppo, poi gli altri musicisti si trovano lungo la strada, se la cosa funziona. Per chi non lo sapesse: Moloko era la bevanda preferita dai Drughi di Arancia Meccanica al Karova Milk Bar (adesso non voglio fare il fico: non me lo ricordavo neanch’io: l’ho letto su Internet!!!).

Ho subito cercato il loro ultimo disco Things to make and do perche’ non me la sentivo di privare gli amici di Frittomisto di un piacere cosi’ grande. Credo, infatti, che si tratti di un disco che va incontro a gusti musicali svariati, visto che i richiami in esso contenuti ricordano a tratti il trip-hop dei Portishead e dei Massive Attack (A drop in the ocean oppure It's nothing), a volte le sperimentazioni vocali e ritmiche di Frank Zappa (Indigo), in alcuni casi gli approcci funk new-wave dei Talking Heads (Somebody somewhere), addirittura talvolta brevi atmosfere simil scat alla Manhattan Transfer (Just you and me dancing oppure la strofa di Remain the same, con un bellissimo ritornello da brividi “Change my name I remain the same, try again, another new beginning) oppure versioni corali che riportano alla mente i lavori di Keith Emerson (If you have a cross to bear you may as well use it as a crutch).

Pure pleasure seeker, primo pezzo del disco dopo la breve introduzione di Radio Moscow, mi ha fatto pensare in alcuni tratti alla melodia iniziale di “Saranno famosi” (Fame per gli anglofili), naturalmente con arrangiamenti e suoni piu’ nuovi ed una ritmica ben piu’ definita. Absent minded friends e’ un pezzo stupendo, dall’arpeggio di chitarra iniziale, al pianoforte che subentra impetuoso in certi punti del pezzo, alla ricchezza dei suoni campionati inseriti in modo squisito e senza esagerazione, all’uso della voce, che ricorda quella di Kate Bush. Being is bewildering e’ uno dei pochi brani lenti dell’album, caratterizzato dagli accordi della chitarra acustica e da cinque note di tastiera ripetute per quasi tutto il pezzo. The time is now e’ probabilmente il pezzo piu’ noto del disco, molto ballabile e orecchiabile, vista la sua radice soul-funky. Altro brano a mio parere di notevole spessore e’ Mother, per la sua melodia accattivante e per il modo originale in cui viene proposta dalla Murphy. Piena atmosfera funky-dance nel brano finale Sing it back, consigliato per le discoteche con una certa dignita’.

Che dirvi di piu’ di questo duo inglese! Credo che il loro disco sia uno dei migliori da me ascoltati nel 2000 perche’ e’ molto vario e perche’ riesce a mescolare egregiamente ed in maniera originale diversi stili apparentemente molto diversi tra loro: ancora una volta non mi rimane che confermare che la musica pop-rock ha ormai dato tutto e che le sole cose originali attualmente in giro derivano da un rimpasto delle cose vecchie. Ma credetemi, non e’ una cosa semplice, anzi si rischia facilmente di cadere in schemi scontati: vi assicuro che non e’ il caso dei Moloko! Buon ascolto.

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