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Falso dautore
Un
arpeggio di chitarra molto delicato ed una voce appena sussurrata: I
remember you in a cine film, the sunshine always burst the cloud, the
smell of cut grass fills the sky just like the birds of mid July.
Si apre in questo modo My beautiful demon di Ben Christophers, album del
1999. Il primo pezzo, di cui ho citato i versi iniziali, da il nome
al disco e ne fa capire subito il senso, sia musicale, sia nei contenuti:
arpeggi di chitarra, archi a fare da tappeto, ritmi scomposti, bellissima
voce, melodie raffinate avvolgono testi damore molto intensi (My
beautiful demon flood lit veins and I enhale you, Im missing the
sweetest ghost killed with silence feels like I am missing the sweetest
ghost: e il ritornello del brano a cui accennavo prima).
Non si tratta sicuramente di un disco che sconvolge i paradigmi della
musica rock, ci tengo a dirlo, pero tutti i pezzi in esso contenuti
sono eseguiti in modo molto personale dallautore, con arrangiamenti
scarni ma molto convincenti, ricchi di atmosfera e suoni particolari.
Sin dal primo ascolto questo lavoro mi e piaciuto: non avevo mai
sentito precedentemente il nome di questo artista e credo proprio che
My beautiful demon sia il suo primo album ufficiale, pubblicato dalletichetta
V2 e comprato da un mio amico piu per fiducia nei confronti della
casa discografica che per leffettiva conoscenza delle gesta di Christophers.
Spesso nel disco si sentono le influenze dei Radiohead (Give me everything
ne e un esempio) sia per luso delle chitarre, sia per il modo
dilatato di cantare: se i Radiohead non avessero prodotto
Kid A, che ha rappresentato una svolta sperimentale per il gruppo di Oxford,
My beautiful demon potrebbe quasi essere scambiato per la naturale evoluzione
di OK Computer. E questo il motivo per cui affermo che Ben Christophers
non ha dato molto alla musica a livello di originalita. Nonostante
cio, pezzi come Stay, come Sunday (completamente acustico) o come
Skyscraper sono capaci di dare forti emozioni per la profondita
dellinterpretazione, pur nella loro semplicita.
Se, come dicevo, linterpretazione canora e la forza di questo
disco, la sua debolezza e invece la monotonia: non e
un disco noioso, sia chiaro, pero la prima impressione e che
i pezzi siano molto simili tra loro e solo un ascolto piu attento,
possibilmente in cuffia, consente di cogliere le diverse sfumature e alcuni
rumori particolari in sottofondo (sempre molto graditi alle mie orecchie
se non troppo insistenti, come avrete ormai capito).
Se, quindi, avete nostalgia delle sonorita dei penultimi Radiohead
(quelli cioe non ancora dediti alle recenti sperimentazioni) ed
in particolare dei loro pezzi piu sofferti e sentiti, allora apprezzerete
Ben Christophers; se, invece, i Radiohead non vi hanno mai entusiasmato
e li avete sempre tacciati come paranoici, allora state molto alla larga
da My beautiful demon e la vostra vita andra avanti lo stesso in
piena tranquillita, senza aver rimpianto di non aver ascoltato questo
album.
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