La Panchina

 

Schizofrenia degli umani tra

individualismo, morte e armonia

 

 

Individualismo

 

 

Ma

dove sono io?

 

la donna sentì, aria e lama sulle guance, la sua ombra camminarle

addosso,

piccoli leggeri punti di pressione su battiti innervati da fiumi di colori: rosso pieno e nero e bianco, poi bianco in strisce di blu

 

ed erano passi,

discreti e tenaci passi sotto la pelle

a ricordarle

quasi fastidiosa

la vita

umana di carne

fragile meccanismo di leve e cinghie e pompe:

che follia il corpo!

 

Lei era li

Dentro un orologio

senza certezza di lancette,

né guaina di metallo a sostenere il ticchettio

 

Morte

 

Ma

Dove sono io?

 

Si chiese ancora

 

Ticchettio di sveglie sulle ciglia                       

Panico e follie di fuga

 

Vado

se Dormo e’ senza danno

Grido

Se Corro e cerco l’altro

 

Sottane di seta leggera il traguardo

 

Dove sono io?

 

E la donna si toccava il volto

E poi le braccia fino a contare le pieghe del singolo dito

Per poi scivolare sul collo, la gola tesa,

la sottile pelle del busto: piccole montagne di ossa scopriva sotto il bianco velluto picchiettato di nero,

legnose asticelle, le gambe, ci correva irriverente da infiniti tempi

 

calpestati da smemorati passi,

gia’

chi ha memoria dei passi che ciascun corpo calpesta?

E chi ha memoria del corpo?

 

La mano cerca su e giù ogni singolo pezzo con curiosa inibizione

Quasi fossero gioielli posseduti per poco da restituire entro un’ora al primo uomo, punto nero sulla terra

 

Poteva sentirsi tutta

melliflua compatta esistenza, agglomerato di nervose cellule a spingersi impazzite per la futura malattia

la futura non esistenza

 

e non riusciva a rispondersi,

 

Armonia

 

dove sono io?

 

Sono pavimento bianco?

 

Sono viaggio sul pavimento bianco

Sono occhio che guarda

Sono mente che guida occhio, luce e bianco?

A volte si vuole e si crede di essere mente, e luce e bianco,

ma si e’ battito e polvere e tuono

 

Senza via di scelta si e’ nella battaglia pieni di terra sotto le unghie

 

 

Sveglia!!

Lontano suono ferma ticchettio e tempo nel cuore della donna

 

Sacre parole versa nello spazio:

 

“Se ci armiamo di coraggio e realta’ senza un guerriero,

e un tempo

e un mondo intorno e tutto dentro

illusione e’ la lotta”

 

 

La donna muove velocemente il capo

Percepisce un nuovo suono

 

“ferro battuto in una conca di pietra scavata”

 

elastica dilatazione di vento

 

ci cammina contro la donna

 

e scopre cento mille

bocche

aperte: incredibile orchestra

 

ed erano lì

apri e chiudi

sbattito di viole rosse oltre il dirupo di silenzio

 

Schizofrenia...

 

entro o esco? vado in volo?

Si chiede la donna

Interstizio di decisione per

Incredibile destino

 

...e Suono di coraggio

Precipita, donna,

se ti e’ danno il valore

se ti e’ prigione il volare

 

Precipita perché e’ gioia il cadere quando

violato lo spazio

- oltre il bosco .

non c’e’ più una fine



La Panchina e' curata da Sara Albolino(sara@frittomisto.co.uk)

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