Il ripostiglio

L e f o t o g r a f i e

Sapeva che prima o poi sarebbe successo. Sapeva che prima o poi si sarebbe stancata di vivere rannicchiata nell'ombra.
Ma cio' che l'altra non riusciva proprio a spiegarsi era il perche', dopo anni di tribolante attesa, quella aveva deciso di venire allo scoperto lasciando nel cassetto le miriadi di mosse strategiche che con dovizia aveva sicuramente architettato nel tempo. Si era catapultata fuori con uno slancio ferino. Le aveva dato una zampata ed era repentinamente fuggita via. Di nuovo risucchiata dall'ombra. Rannicchiata nel buio.
Le aveva urlato la sua presenza. Quasi con un ruggito. E poi basta. Sparita. Deglutita da chissa' cosa.
A questo punto non era affatto semplice interpretare la sua mossa. Aveva voluto volontariamente rivelarsi per darle una prova tangibile della sua esistenza oppure stanca di attendere di essere finalmente tirata su da lei, aveva preferito arrampicarsi in cima da sola per scuoterla e per intimarla, quindi, ad abbreviare i tempi della resa?
Non sapeva per quali delle due ipotesi avrebbe optato, ma a questo punto importava poco saperlo.
Di certo non era stata per niente astuta. Anzi, era stata addirittura ingenua. Perche' adesso tutti ormai potevano sapere. Le prove erano lampanti. Aveva lasciato tracce inequivocabili. Tutti avrebbero potuto vedere. E decidere che fare di lei.
Non si scherza cosi' con le cose. E lei lo aveva fatto.
In tanti erano gia' pronti, sul piede di guerra, a testimoniare contro. Ognuno di loro era pronto a giurare su ogni sorta di Testo Sacro, di aver visto quelle cose piu' e piu' volte nello stesso posto. Per una grossa manciata di tempo. Senza ombra di dubbio.
Le sue foto erano rimaste su quel benedetto comodino per almeno due settimane.
Doveva esser stata lei a portarle via. A nasconderle chissa' dove.
Certo, non era stata furba, ma lesta proprio si'. Era stata capace di arraffare tutto e di sotterrare mosse, intenzioni, paure e perche' in chissa' quale anfratto della loro mente in uno sparuto attimo di tempo.
E adesso era proprio da impazzire. Perche' l'altra ricordava ogni cosa di quel momento. Tutto. Per filo. E. Per segno. Momento. Per momento.
Erano le otto di sera circa e lei, in preda ai fremiti dell'anima, aveva tra le mani le sue cose pensando a cio' che ne avrebbe dovuto fare. Poi...
E poi evidentemente si era impossessata di lei. Con quel ruggito...

Le aveva rubato quel pezzo di vita senza che l'altra se ne accorgesse.
Ora non avrebbe piu' riavuto quel pezzo di tempo. Quel pezzo di spazio.
E nemmeno le sue cose.
Il comodino era ancora li'. Consumato dai suoi sguardi.
La platea pronta a testimoniare contro di lei.
Ma era lei che adesso non c'era piu'. Nuovamente risucchiata da se stessa.
Rannicchiata al buio. Nell'ombra.
O a questo punto...rannicchiata chissa' dove. O con chi. Forse con le sue cose.
Nemmeno rannicchiata. Magari partita proprio via.
Ma ancora oggi non lo so.


Rossana


Il ripostiglio e' curata da rossana Mitolo( rossana@frittomisto.co.uk)

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