Il ripostiglio

I CENTO PASSI

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Il meticoloso e puntuale lavorio di decenni e decenni era riuscito a sortire gli effetti sperati.

Una massa di MOSTRI si aggirava per il per la regione. Per il paese.

La gran parte dei volti era ormai sfigurata. I corpi DEFORMI. C'era chi era completamente cieco. Chi soltanto ORBO da un occhio. Chi era MONCO da un braccio.

C'era pure chi aveva tentacoli al posto degli arti superiori. E chi, addirittura, aveva mani bioniche. In molti avevano perso la BOCCA.

A suon di FEROCI MORSI, la mafia aveva mutilato il corpo di molta della gente siciliana.

Il paese era infetto. In ogni sua piega. Cosa Nostra l'aveva completamente avvolto in un rassicurante ABBRACCIO.

Ma "LA MAFIA E' UNA GROSSA MONTAGNA DI MERDA".

 A dirlo e' Giuseppe Impastato, il figlio di un  rispettabile uomo di mafia. Il giovane abita a Cinisi, in Sicilia. In una zona IN . A soli 100 passi da casa sua, infatti, c'e' l'abitazione del GURU del paese: l'invincibile e ONNIPOTENTE Tano  Badalamenti. Suo e' piu' o meno tutto. Sindaco. Assessori. Figliocci. Terre. Denaro. Diritti.

Con un gruppo di amici Giuseppe apre una radio. RADIO AUT. E da li' che vuole parlare. Per SPUTTANARE, con arguzia ed ironia,  gli obbrobri commessi  dagli uomini di Cosa Nostra. Il piu' colpito e', naturalmente, "TANO SEDUTO". Fiore all'occhiello della mala locale.

 Giuseppe allora SI FA BOCCA. Diventa l'occhio del paese. E la sua voce diventa denuncia. Ribellione. Violenta. EFFICACE

Maggio '78.  Peppino ha30 ANNI e decide di candidarsi alle successive elezioni. Siamo in piena campagna elettorale. Suo padre l'hanno gia' ammazzato. Non era stato capace di sopprimere il suo figlio illegittimo.

A due giorni dal voto, nel portabagagli di una Renault, le br restituiscono all'Italia il cadavere di Aldo Moro.

Nello stesso giorno a Cinisi si piange la morte di Giuseppe. Morto SUICIDA.

Dopo essersi sfracellato la testa con una pietra, l'intrepido eroe era addirittura riuscito a raggiungere i binari della ferrovia e a saltare in aria con i 30 chili di TRITOLO che con dovizia aveva legato intorno al proprio corpo.

A fare da eco alla tragica morte del giovane, e' il folto corteo di giovani che partecipa al suo funerale.  I loro striscioni parlano chiaro: nemico numero uno da debellare: il SILENZIO. Gli inquirenti evitano di  interrogarsi sulla sua morte. E subito voltano pagina.

Quella di Giuseppe e' una storia vera. Dopo 20 ANNI dall'accaduto, Tano Badalamenti e' stato rinviato a giudizio come mandante dell'omicidio. Ancora oggi si e' in ATTESA della celebrazione del processo.

E cosi', mentre la famiglia di Domenico Modugno continua a lottare perche' nel film si ometta la parte in cui i ragazzi di radio Aut presentano "NEL BLU DIPINTO DI BLU" come l'inno nazionale di "Mafiopoli", arriva, quasi inaspettata, la tanto ambita candidatura all'Oscar.

 Personalmente premierei Marco Tullio Giordana perche' ha fatto dei suoi 100 passi un film  equilibrato. Nulla e' di troppo. Non c'e' enfasi. Non c'e' RETORICA. Tutto e' cosi'. Come doveva essere. E come , probabilmente, e' stato.

Nel presentare il personaggio, inoltre, e' riuscito a tenersi a debita distanza sia da facili eroismi che da falsi moralismi.  Giuseppe rimane per tutto il film solo un ragazzo che non indossa mai, nemmeno per gioco,  la sfavillante uniforme da fanatico paladino della giustizia.

Bravo e bello, infine, Luigi Lo Cascio, protagonista del film.

Voto Finale:  7 e 1/2

 CAST TECNICO ARTISTICO:

Regia: Marco Tullio Giordana

Soggetto: Claudio Fava, Monica Zappelli

Sceneggiatura: Claudio Fava, Monica Zappelli, Marco Tullio Giordana

Fotografia: Franco Ceraolo

PERSONAGGI INTERPRETI

Giuseppe Impastato: Luigi Lo Cascio

Luigi Impastato: Luigi Maria Burruano

Tano Badalamenti: Tony Sperandeo

Felicia Impastato: Lucia Sardo

Cugino Anthony: Ninni Bruschetta

Giovanni Impastato: Paolo Briguglia

 

 Rossana

                                

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