Il ripostiglio

The Cell

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Quando si parla di "coraggio", non vengono di certo a cercare me per rappresentare la categoria. Quindi, in teoria, non farei testo e non mi credereste assolutamente se vi dicessi che, a due ore di distanza dalla visione del film The cell non riesco ancora a deglutire con disinvoltura, ho evidenti problemi di deambulazione, mi si è inspessito ancora di piu’ il naso e che, infine, mi si è appesa pure la cellulite sulle cosce!!!! Ma no...si scherza... ilari donzelle non vi allarmate...non e’ vero che non riesco a deglutire...

A proposito di cellulite...sapete che dopo aver visto questo film, mi sono definitivamente convinta che la aitante e versatile Jennifer Lopez, "chiappetta d’oro di Holliwood", restera’ negli annali del cinema americano piu' per la sua gradevole presenza che per come tenta di fare l’attrice? Certo, non nuoce alla salute vederla sulla scena, ma, sinceramente, e’ una delle ultime attrici che definirei "dalle mille maschere". I suoi occhi parlano poco, come, del resto, il suo sorriso e il suo corpo (sull’inespressivita’ del suo corpo, forse qualcuno avrebbe da ridire...ma che volete se a me non dice proprio niente? Sara’ l’nvidia? Al 93% si’.).

The cell e’ un film sconcertante. Un film duro.

E sinceramente non so se stanotte riusciro’ a dormire. Ma...add’a passa’ a’ nuttata...!!

Ore: 01,23. Buonanotte a tutti.

Prima del giorno dopo

Ingurgitata dal silenzio, anche la sua casa aveva smesso di respirare.

Ma lei, tremula dinanzi a se stessa, aveva giurato che di li’ a poco avrebbe trovato il coraggio di spegnere il pc e di arrivare, rotolando nel buio della notte, al salvifico interruttore della luce, che, probabilmente - ed era questo che profondamente si augurava - le avrebbe finalmente ridato la vista. Poco dopo aver schiaffeggiato i suoi ultimi tentennamenti, prese la fatidica decisione: al piu’ presto, il tanto agognato interruttore, sarebbe stato suo.

L’ultimo clic. "Arresto del sistema ". "Ok". Aveva detto "ok"...Ecco...di li’ a poco sarebbe ripartita per una nuova avventura...Di li’ a poco il buio avrebbe masticato anche lei...E poi...chissa’....

Aveva sempre pensato che l’origine della sua paura del buio doveva essere antichissima. Ma quella notte capi’che era ancestrale.

Poco prima che le tenebre l’avessero assediata del tutto, una graffiante vocina - dall’accento spiccatamente bolognese- le aveva dato l’estremo saluto: era la voce del suo pc, che ogni volta, prima di crepare momentaneamente, dolcemente le sussurrava :"Il tuo computer ti saluta, visto che mi hai spento e ti ricordo che adesso ti puoi andare a fare anche i cazzi tuoi! Ciao bello!". Buoi. Hem...ho sbagliato....Volevo dire "Buio".

Buio.

Mai il corridoio della sua casa le era sembrato cosi’ lungo e irto di ostacoli. Dov’era il tanto agognato interruttore!? Si arrampico’ sui suoi passi come mai le era capitato di dover fare...E la luce fu.

Si diresse allora nella sua stanza. Vide un’ombra sul suo letto. Che forse si trattava del buon Morfeo, li’ ad attenderla per stringerla in un rassicurante e fraterno abbraccio? Ah...no...era solo Mariuccia*...la sua "inquietante"cagnetta-pipistrello (per aspetto e per dimensioni...). Dopo aver incrociato nell’oscurita’i suoi occhiettini rossastri, dedusse immediatamente che le sue indomite paure non si erano ancora del tutto arrese.

Quella notte dormi’ con Mariuccia appesa al soffitto, senza smettere un attimo di stringerle la zampina.

* Appellandosi alla legge sulla privacy, la mia cagnetta G.M. ha chiesto e’ ottenuto che il suo nome non venisse reso noto

 

Appendice a "Prima del giorno dopo"

Non dormiva cosi’ bene da millenni.

Si sveglio’dopo nove ore, quando Mariuccia le porto’ il the.

 

Il giorno dopo

Le serene nove ore di sonno sono state la risposta chiara e laconica ai miei dubbi riguardo la reale "perfidia" del film. The cell e’ sicuramente un film duro, ma secondo me non titilla le paure piu’ oscure come puo’ aver fatto il solare Dario Argento dei tempi aurei. Il lavoro di Tarsem Singh impressiona. Questo e’ vero. Ma lo fa puntando su scene estremamente violente. L’impatto con alcune situazioni e’ davvero forte. Pero’, basta poco per rendersi conto che quella che si esercita sullo spettatore, e’ una violenza piu’ "fisica" che psicologica. E’ una violenza che passa attraverso gli occhi. E spesso decide di rimanere incastonata nelle pupille senza poi andare oltre. Piu’ volte, durante la visione del film, ho pensato che il lavoro fosse frutto di una mente malata. Di un sadico.

Infatti, come puo’non turbare, o meglio, impressionare, la visione di uno psicopatico che vorrebbe trasformare le sue giovani vittime in bambole? E che, dopo un rituale che si ripete sempre uguale, le stende su un lettino e si cala su loro dall’alto con delle catene conficcate lungo tutta la parte posteriore del suo corpo? E non vi farebbe pure un po’ schifo vedere che le suddette simpatiche catenelle, per il peso del poco esile corpo dell’assassino, tirano, fino quasi a strapparla, la pelle della sua schiena e delle sue gambe?

L’idea su cui fa leva il film, e’interessante, anche se c’e’ parecchio di gia’ visto...

Dopo mesi di ricerche, gli inquirenti trovano questo benedetto serial killer. Ma quando lo raggiungono, lui e’ in coma. E’ questo, infatti, il decorso naturale della malattia che lo ha colpito: una rarissima forma di schizofrenia. Da quel sonno profondo si sarebbe potuto svegliare dopo attimi. Ma anche dopo anni. Il problema? L’ultima delle sue prede e’ ancora viva, ma nascosta chissa’ dove. 40 ore di tempo per cercare di trovarla e salvarla. Al termine delle 40 ore, infatti, anche lei, come avevano gia’ fatto le altre, sarebbe stata lentamente deglutita dalle acque del cubo di vetro in cui era tenuta prigioniera.

E’ a questo punto che si affaccia sulla scena la dolce Jennifer.

Grazie ad un complesso procedimento architettato da alcuni studiosi, i professionisti del settore - tra cui naturalmente c'e’ lei - possono entrare nella mente delle persone in difficolta’( si tratta piu’ spesso di persone in coma ) per interagirvi sul piano prettamente psicologico. Il compito della nostra eroina, dunque, e’ infilarsi nei meandri del pensiero "infetto"di Leonard (...si chiama cosi’?....Va beh...noi lo chiamiamo cosi’...) per farsi confessare in quale posto del mondo si trova il tanto inquietante " cubo magico".

Ma vi siete mai chiesti cosa mai ci possa essere nella mente di un serial killer? Sicuramente si’. Ecco, nel film voi vedrete sicuramente qualcosa di piu’ assurdo e di piu’ allarmante rispetto a cio’ a cui avevate pensato. Ma se cosi’ non dovesse essere, allora contattate subito lo sceneggiatore e ditegli che vorreste scrivere con lui The cell 2.

Sulla sua strada, la bella assistente sociale ( alias "chiappette d’oro"), non incontra solo i fantasmi della terribile infanzia trascorsa da Leonard, ma anche gli abitanti di un mondo creato esclusivamente dalla sua spaventosa follia. Egli, infatti, vede se stesso come il sovrano di uno sfavillante mondo di bambole. Bambole morte. A muoverle sono soltanto dei meccanismi di ferro. Nel suo regno tutto e’ luccicante. Tutto e’ oro. Tutto e’ devastazione...

Leonard e’ circondato da mostri. Leonard e’ un mostro. Ha gli orchi che gli devastano il cervello.

Ma "Jennifer"conosce anche la parte inerme di Leonard. Conosce il suo "io" all’eta’ di cinque o sei anni. Conosce il Leonard bambino. Quando e’ ancora un essere incontaminato. Quando non ha ancora assaporato la malvagita’ e la perversione del suo diabolico padre.

La storia si complica ancora un po’...ed e’ sicuramente architettata molto meglio di quanto non appaia dal mio psudo-pigro commento...Ma credo di avervi gia’ tediato abbastanza...e di essermi anche un po’stancata di scrivere su un film che in effetti, non mi e’ piaciuto poi piu’ di tanto...

Comunque, non vi preoccupate, alla fine stanno piu’ o meno tutti bbene...

Salute a tutti. Baci da Mariuccia. Ci si sente...

 

 

 

 

VOTO FINALE AL FILM The Cell DI TARSEM SINGH:

6 e _*

*Il voto sarebbe cresciuto di molto se aveesi considerato anche la fotografia.

 

VOTO FINALE A CHI E’ RIUSCITO AD ARRIVARE ALLA FINE DEL PEZZO:

7

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