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Onorevole presidente del consiglio,
Stavo guardando il telegiornale della libera informazione, il tg4 della notte, che ha dedicato ampio spazio alla Sua assoluzione, per il reato di corruzione di pubblico ufficiale, da parte della Suprema corte di Cassazione. Nel servizio veniva citata la lettera da Lei inviata al Corriere della Sera, nella qual veniva auspicato il riconoscimento della Sua onorabilitá di uomo e di esponente politico, di fronte ad accuse che Lei ha sempre dichiarato di considerare infondate. Lei sostiene, tra l'altro, di avere subito un danno dalle conseguenze di quella comunicazione di garanzia inviataLe dalla procura della repubblica di Milano, in seguito ad eventi di corruzione avvenuti nell'ambito della Sua azienda (la Fininvest Spa). Nello specifico, Lei sostiene che la falsitá delle accuse, ora dimostrata dalla sentenza della S.C., abbia "Modificato i destini dell'Italia", provocando la caduta del suo governo. Solo dopo sette anni, sempre secondo la sua opinione, il legittimo ordine democratico sarebbe stato risptabilito, con il Suo ritorno sulla poltrona di presidente del consiglio dei ministri. Al di lá della sua profonda ignoranza in merito agli strumenti che la legge penale utilizza per tutelare tutti coloro i quali sono posti sotto inchiesta (tra questi vi À l'avviso di garanzia) oltre a chi, naturalmente, À parte lesa, nello specifico lo Stato Italiano, vorrei ricordarle che, se in merito alla Sua persona non À stata dimostrata l'ipotesi di reato, molti suoi dipendenti, anche di alto livello dirigenziale, sono stati condannati. Questo non dimostra, À vero, la sua diretta partecipazione agli atti di corruzione sui quali la Procura della Repubblica ha indagato. Dimostra tuttavia parecchie altre cose, le quali, pur non avendo conseguenze penali, dovrebbero condurre (delle menti raziocinanti) ad alcune, profonde, riflessioni: Innanzitutto, se all'interno di un'aggregazione sociale fondata a fini di lucro, quale À una societá commerciale, vengono commessi degli atti illeciti al piö alto livello dirigenziale, questo segnala (se pur non dimostra a livello processuale) un'approvazione implicita nell'adozione di tali atti, da parte di chi À il proprietario di tale azienda, ossia colui il quale ha il massimo interesse a tutelare, ad ogni livello, gli interessi di suddetta azienda. Sarebbe infatti impensabile che il titolare responsabile di un'ente di tale importanza non fosse nemmeno lontanamente a conoscenza di eventi di tale portata. Eventi che potrebbero portare alla rovina dell'azienda stessa, e che una buona guida dovrebbe fare di tutto per evitare che fossero commessi. Allo stesso modo, se artifici di questo tipo vengono adottati come misura, per evitare o "Ammorbidire" delle verifiche fiscali, se ne deduce che i bilanci e le dichiarazioni tributarie di suddetta azienda non sono in regola con le normative fiscali vigenti. Viste le altre (numerose) pendenze penali che riguardano il suo gruppo e la Sua persona, un osservatore neutrale potrebbe farsi un'impressione quantomeno non positiva del suo ruolo innanzitutto di imprenditore; in secondo luogo, circostanza ben piö sconfortante, di leader politico. La prescrizione della pena (non del reato) Le ha, in un paio di occasioni, evitato l'onta di una condanna definitiva, ma Lei, che dovrebbe essere laureato in giurisprudenza, mi insegna che la prescrizione della pena non implica l'estinzione del reato, ossia la legge ritiene che Lei sia colpevole, ma non ritiene piö utile punirla. Per questa ragione definirla un pregiudicato non À che la pura veritá. Le manovre che Lei stá portando avanti in materia di politica giudiziaria (entriamo nella valutazione del suo operato ad un livello che definirei ultra penale) vengono additate da tutti coloro i quali lavorano in questo ambito, come dei passi indietro nella lotta alla corruzione, al riciclaggio del denaro, e piö in generale, a tutti quei reati in materia finanziaria che Lei, onorevole presidente del consiglio, conosce fin troppo bene. E' palese, per chi non soffra di forme troppo gravi di miopia, l'intento auto assolutorio di tali manovre. La perdita di prestigio che l'Italia stá soffrendo in questa delicatissima fase storica, provocata dall'incapacitá dell'esecutivo di porsi come interlocutore a livello internazionale su qualsiasi tema, viene provocata dagli atteggiamenti non solo dilettantistici a livello diplomatico, ma prima di tutto privi di un minimo di cultura umana di rispettto degli elementari principi di tolleranza che dovrebbero stare alla base di ogni singola parola pronunciata da un capo di governo di un paese democratico. Lei stesso si À reso protagonista, quindi ha platealmentee ridicolamente negato, alcune dichiarazioni Sue e di esponenti della sua maggioranza, che testimoniano la pochezza prima umana e culturale e poi politica della sua persona e della sua compagine di governo. Lei ha ottenuto dagli Italiani, onorevoe presidente del consiglio, un'ampia fiducia a governare e a rappresentare i loro interessi all'estero. Nella convinzione che poche volte nella storia del mio paese (forse una sola) tanta fiducia sia stata tanto mal riposta, mi auguro che non abbiano a ripetersi per mano Sua, quei tragici eventi che tutti noi abbiamo ben presenti, i quali, sebbene appaiano lontani nel tempo, avverto invece come incombenti.
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