Dei
delitti e della violenza. Due
La sera del 30 luglio del 1966 Charles Whitman accoltello' la madre
e la moglie. Il giorno dopo sistemo' in una sacca da mare un paio di
sandwich, radio a transistor e vari fucili e pistole con le rispettive
munizioni e ando' sulla torre dell'Universita' di Austin, Texas. Prima,
nell'atrio sparo' a due receptionist e nella tromba delle scale a due
studenti. Poi, una volta sul tetto, sparo' a qualsiasi umano si muovesse.
Risultato: 16 morti e 30 feriti in un'ora e mezzo.
Lo stesso anno ma alcuni mesi prima (28 aprile) a Port Arthur (Tasmania),
un giovane ventinovenne entro' in un locale e fece fuoco con una mitragliatrice
contro i clienti. Poi diede fuoco al locale. Prese degli ostaggi e si
trincero' in una vicina pensione. Iniziarono le trattative con la polizia.
Il mattino seguente uccise gli ostaggi e diede fuoco al locale e si
consegno' alla polizia. Risultato: 35 morti e 19 feriti.
Un salto nel passato. Nel 1817 in Alsazia una donna uccide la figlia,
la fa a pezzi, la cucina e se la mangia. Un'altra donna Henriette Corner
(siamo a Parigi nel 1926), domestica presso alcune famiglie di Parigi,
si presenta un giorno dalla vicina e le propone di prendersi cura della
figlia. La vicina prima esita e poi accetta. Henriette conduce la bambina
in camera sua e la', con un grande coltello le recide interamente il
collo. Resta cosi' a guardare la testa recisa e il tronco per diversi
minuti, finquando la madre della malcapitata viene a cercare la figlia.
Henriette dice "la sua bambina e' morta" ma la madre terrorizzata
non le crede e Henriette entra nella stanza, prende un grembiule, vi
mette la testa della bambina e la butta dalla finestra. Durante l'interrogatorio
le chiederanno il perche' di tanta crudelta'. Rispondera' "un'idea"
e non disse piu' altro.
Ernst Wagner, insegnante a Degerloch (Stoccarda) la mattina del 4 settembre
1913 uccise la moglie e i quattro figli con delle coltellate alla gola
e ai polmoni. Copri' i volti dei cadaveri con una coperta, si lavo'
ripose il pugnale in un cassetto, preparo' la borsa da viaggio con dentro
3 armi da fuoco e 500 munizioni. Si diresse quindi verso un villaggio
vicino e durante il viaggio fece una sosta in osteria e dal fratello.
Poi riprese il viaggio. Si fermo' ancora per spedire alcune lettere
e per mangiare ancora. Giunse cosi' nel villaggio di Muhlausen alle
11 di sera. Inizio' a sparare contro chiunque passeggiasse a quell'ora.
Risultato: 9 morti e 11 feriti. Fece fuori anche due mucche. Poi fu
bloccato. Quando gli chiesero il perche' di tali atti, rispose per "compassione"
(per moglie e figli) per "vendetta" contro le maldicenza (i
passanti del villaggio dove aveva insegnato anni prima). Per le due
mucche non addusse spiegazione.
Ancora un salto nel passato. Francia, 3 giugno 1835. Pierre Rivie're
uccide i suoi familiari. I medici che constatarono i decessi scrissero
cosi': "....una volta entrativi (nella casa di Pierre) abbiamo
notato tre cadaveri nel seguente stato: Una donna, moglie del suddetto
Rivie're, rovesciata sul dorso, con i piedi appoggiati contro il focolare
e un po' inclinati, la mano destra lungo il fianco, le dita contratte,
la mano sinistra piegata sul petto, i vestiti sono abbastanza in buon
ordine, salvo l'acconciatura che consiste in una cuffia di cotone....una
enorme quantita' di sangue e' sparsa intorno al capo, il collo dal mio
lato destro e sulla parte anteriore come la faccia, sono talmente fatti
a pezzi, che le vertebre cervicali sono completamente separate dal tronco,
la pelle e i muscoli del lato sinistro trattengono ancora la testa,
il parietale dal lato destro e' completamente spezzato; il colpo si
e' prolungato verso la sommita' del cranio e cosi' in profondita' che
la polpa cerebrale e' stata staccata nella massima parte; diversi altri
colpi sono stati portati su tutto il viso e con una violenza tale che
le ossa e i muscoli non sembrano piu' fare che una poltiglia. Essendo
la donna in istato di gravidanza, noi abbiamo ....proceduto all'autopsia
del cadavere; avendo fatto un'incisione ed aperto l'utero, abbiamo trovato
un feto di sesso femminile, giunto a circa sei mesi e mezzo di gestazione......Non
abbiamo spinto piu' oltre le nostre ricerche, dal momento che la causa
della morte e' certa poiche', come abbiamo detto, la testa e' quasi
separata dal tronco, essendo state tagliate le vene giugulari e le arterie
carotidee, la morte deve essere stata istantanea. All'estremita' del
cadavere si trova un bambino tra i sette e gli otto anni (Jules Riviere)...e'
steso con il viso contro terra, ancora coperto dai suoi abiti, con la
testa in mezzo ad un enorme quantita' di sangue; ai due lati.... si
notano larghe e profonde incisioni che sono penetrate a fondo nel cervello
in piu' direzioni, insieme a numerosi colpi che devono essere stati
portati al cervelletto poiche' la volta del cranio poteva essere staccata
con facilita'; un colpo e' stato portato anche alla nuca e senza aver
leso le vertebre cervicali, molti altri colpi sono stati portati alle
spalle ed hanno attraversato la camicia e gli altri vestiti....non abbiamo
creduto di dover procedere ad altre indagini....dal momento che la causa
della morte e' anche qui certa, poiche' essendo il cervello ed il cervelletto
completamente fatti a pezzi, le arterie che li attraversano sono state
completamente spaccate.
A sud dell'appartamento e vicino al cadavere che abbiamo appena descritto,
si trova una ragazza di circa diciotto anni, rovesciata sul dorso......Sul
lato destro del collo, si notano due larghe e profonde incisioni: la
prima, in basso, ha spaccato non solo la pelle ed i muscoli, ma anche
la carotide; la seconda vertebra cervicale e' stata completamente staccata:
Al di sopra della prima incisione se ne trovano altre....la faccia e'
solcata in piu' sensi da larghe e profonde ferite, la mascella inferiore
e' quasi staccata verso la sinfisi del mento, la mascella superiore
e' parimenti staccata da un colpo che, dirigendosi al di sopra delle
orbite e' quasi penetrato nel cervello, un'incisione obliqua da destra
a sinistra ha staccato completamente le fosse nasali.....".
***
L'ira e l'aggressivita' sono condizioni non determinanti la violenza:
non ne spiegano l'accadere.
La violenza dell'uomo e' piu' terribile di quella di qualsiasi bestia
perche' puo' non essere finalizzata. Ma soprattutto perche' beneficia
dell'immaginazione. Un prerequisito della violenza e' la possibilita'
di immaginare. Di ipotizzare un percorso di eventi possibili: la fantasia
creatrice della distruzione. Quindi la violenza umana si realizza grazie
alla capacita' di razionalita' e di immaginazione. Ecco perche' puo'
essere cosi' terribile.
Poiche' l'uomo puo' immaginare, puo' immaginare quasi tutto. E poiche'
e' razionale puo' eseguirlo. La violenza distruttiva non deriva dall'ira
ma dalla ragione. Possiede talvolta elementi creativi: e' questo l'elemento
"scomodo" da accettare. Sia a livello individuale che a livello
collettivo e di massa si riscontrano elementi progettanti nella realizzazione
del crimine. Sia nei serial killer che negli stermini di massa.
Sulle cause della violenza vi sono varie tesi. Una di queste sostiene
che la violenza e' un fenomeno di regressione temporanea, eccezioni
tragiche di un percorso di progressiva civilizzazione volto al controllo
monopolistico della violenza. Un'altra tesi afferma esattamente il contrario.
La violenza non e' un ritardo della modernita' ma l'altra faccia del
moderno, e' cifra del suo successo. La modernita' modernizza la barbarie
non le elimina. Modernizza e tecnologizza le tecniche per l'esecuzione.
Il moderno quindi accentua creativita' e distruttivita'; le coniuga
entrambe, talvolta mescolandole.
L'idea di una modernita' che si approssima all'eden terreno e' un mito
antropocentrico; un'illusione della speranza. Una specie di autoinganno
cognitivo con il quale il moderno adora se stesso. E si innalza a specchio
dell'evoluzione.
Ma cosi' non e'.
La modernita' e' un giano bifronte capace di coniugare le antinomie:
produce gli ossimori: la civilta' moderna aumenta sia la creativita'
che la distruttiva violenza.
Le figure del "matto" e del "mostro" sono maschere
per placare l'orrore e per esorcizzare l'evento. Per marginalizzarne
la plausibilita'. Per renderlo altro da se'.
La violenza e' dentro l'uomo:
"Tu non differisci da me come la tua gamba destra dalla sinistra;
cio' che ci unisce e' il sonno della ragione che genera i mostri"
G. Bataille.