Robbosi,
pettinati, zarri, babbi e hip hop
A
Milano abitano differenti gruppi giovanili. Cinque per la precisione:
robbosi, pettinati, zarri, babbi e hip hop. Sarebbe corretto chiamarli
"spazi di stili di vita" ma per semplicita' continueremo a
chiamarli gruppi.
Vediamone le forme.
Robbosi detti anche alternativi
L'eta' e' tra i 14 e i 18 anni (talvolta di piu'). Lo stile d'abbigliamento
e' trasandato. Pantaloni a zampa d'elefante, anche di velluto. Sempre
larghi sia per i maschi che per le femmine. Scarpe: Clark e da ginnastica
(le Puma di tela). Calze colorate con disegni vari. Magliette larghe
(anche con la foto di Che Guevara), con buchi; maglioni di lana larghi
e felpe Adidas. Talvolta giaccone di tela di colore verde militare;
uso della kefiah. In generale sono preferiti i vestiti usati acquistati
magari alla Fiera di Senigallia (tipico mercatino dell'usato di Milano).
Capelli rasta sia per i maschi che per le femmine. E tendenzialmente
poco curati. Molti piercing.
Questi personaggi abitano nei centri sociali, presso il mercatino di
Senigallia, il parco Sempione. Frequentano i concerti rock e ascoltano
musica rap, punk e reggae. Studiano in scuole pubbliche e frequentano
i licei classici, scientifici e linguistici. Risiedono piuttosto distribuiti
in citta'. Sono di sinistra.
Sancarlini,
detti anche pettinati o fighetti.
L'eta' e' compresa tra i 14 e i 18 ma con punte fino ai 25 anni. Portano
jeans larghi in fondo (non troppo pero') sia i maschi che le femmine.
Gonne languette per le ragazze (appena sotto il ginocchio). Polo (Ralph
Lauren e Lacoste) con colletto alzato. Magliette sportive MBC, Sub Dued,
Pickwick. La sera, di preferenza camicie dentro i pantaloni per i maschi.
Maglioni corti (si direbbe giusti) classici, aderenti. Per coprirsi
dalle intemperie usano la giacca a vento o piumino Woolrich, oppure
l'Aspesi smanicato. In primavera estate si usa la giacca di jeans, ma
anche le giacche di Prada in pelle per le ragazze. Occhiali da sole
di Gucci oppure Arnette. Cappelli di lana d'inverno. Trucco per le ragazze
ma discreto. Uso frequente di lampade per l'abbronzatura. I motorini
usati sono: Scarabeo, Sky, Zx. Fumano sigarette.
Usano meno piercing e preferibilmente lo portano alla narice. Molto
eleganti e ben vestiti si direbbe. Frequentano scuole pubbliche ma anche
le private (tra i diversi gruppi sembrano essere quelli piu' propensi
alla scuola privata): licei scientifici, linguistici e classici. Risiedono
tendenzialmente in centro citta'. Appartengono alle classi economicamente
piu' agiate. Ascoltano musica rock, house, commerciale, dance. La discoteca
e' il punto di ritrovo e di divertimento principale sia di pomeriggio
che di sera. Grande uso di cellulari possibilmente di ultima generazione
(Nokia). Gli SMS sono un mezzo di comunicazione fondamentale. Il telefono
e' usato piu' di un normale call center commerciale.
Frequentano i locali e si incontrano in piazza San Babila e Piazza Tommaseo.
Fumano.
Gli
Zarri detti anche Tabozzi
L'eta' e' compresa tra i 14 e i 20 anni. Sono il contrario dei sancarlini.
Vestono in modo appariscente, con tacchi alti le ragazze e comunque
scarpe con zeppe di svariati centimetri (anche i maschi). Scarpe preferite:
Buffalo. Minigonne estreme, pantaloni strettissimi a laccio emostatico.
Di colore bianco o arancione. Magliette colorate. Felpe Wals con cappuccio.
I negozi d'abbigliamento preferiti sono quelli Energie. Si proteggono
dal freddo con giubbotto tipo Bomber. Capelli ossigenati e con molto
gel. Molto trucco le ragazze. Sono in generale piuttosto appariscenti.
Usano gridare per chiamarsi. I motorini preferiti sono Buster e Phantom.
Molti orecchini anche i ragazzi e diversi monili le ragazze. Uso di
anelli senza differenze di genere.
Frequentano le discoteche la domenica pomeriggio e si incontrano in
piazza Duomo. Ascoltano musica commerciale e tecno. Studiano (si fa
per dire) in istituti tecnici e commerciali. Vivono in periferia. Appartengono
alle classi meno agiate. Faranno lavori tendenzialmente manuali e poco
remunerati.
Sfigati
o babbi
L'eta' e' compresa tra i 13 e i 17 anni. Si vestono come mamma comanda.
Senza una scelta precisa. Maglioni normali, scarpe normali, giubbotti
normali. Eccetera. Hanno amici in ambito scolastico. Poca discoteca.
Studiano di piu' (ma non e' detto che siano piu' bravi). Abitano in
modo distribuito in citta'. Ascoltano la musica della radio, senza preferenze
precise.
In altre parole non hanno il concetto di "distinzione".
Hip
hop
Sono una variante degli alternativi. Eta' tra i 14 e i 18 anni. Pantaloni
e magliette larghe. Vanno sugli skate board. Sono writer. Si radunano
in gruppi detti CRU. Ogni gruppo ha un nome e ogni membro un suo nome
e relativa firma che consiste del nome personale e di quello del gruppo
di appartenenza. Hanno territori di riferimento. Ascoltano musica Hip
hop e vanno in locali dove e' possibile ascoltare questa musica ed anche
il rap. Sono tendenzialmente di sinistra. Piu' degli altri usano un
gergo specialistico come ad esempio: teg (scritta sul muro), tegare
(scrivere sul muro), cru (gruppo), b-boy (ragazzo del gruppo), fly girl
(ragazza del gruppo) eccetera.
***
I gruppi si frequentano all'interno. Puo' accadere che si incrocino
ma anche qui esistono delle tipologie di preferenze. Se usiamo il segno
++ per indicare alta preferenza, +- per indicare media preferenza e
- - per indicare nessuna preferenza, abbiamo la seguente combinazione
di possibilita' di incroci:
Hip hop ++ Robbosi
Pettinati +- hip hop
Robbosi +- pettinati
Zarri - - pettinati, robbosi, hip hop
Gli zarri sono i veri esclusi da qualsiasi forma di contagio e comunicazione
intergruppo.
Gli zarri sono quelli che hanno il capitale culturale e economico piu'
basso. Gli alternativi e i pettinati quello piu' alto.
***
L'appartenenza al gruppo e' interclassista nel senso che una volta dentro
le differenze economiche non sono rilevanti. C'e' invece tra i diversi
gruppi verso gli Zarri.
Questi sono gruppi di "distinzione" basati su habitus differerenti.
L'habitus (insieme di preferenze e gusti) preorienta le esperienze.
Mette assieme sostanza e forma. Nel senso che il mondo attorno e la
sua percezione e' attivata e selezionata secondo i codici del gruppo.
L'appartenenza orienta il desiderio, nel senso che fa apparire come
una propria volonta' cio' che e' possibile all'interno di quella specifica
forma di esperienza.
Il gruppo fornisce identita'. Ci si riconosce. Funziona come selettore
rispetto alle possibilita' del mondo. E' un riduttore di complessita'
in quanto le scelte seguono codici di gruppo.
L'appartenenza al gruppo ha carattere duale: da un lato fornisce identita'
e liberta' di fare assieme, di potersi divertire. Dall'altro e' vincolo
in quanto riduce le scelte possibili, anche se queste appaiono come
volizioni individuali. Alcune scelte infatti fanno apparire questi ragazzi
come epifenomeni dei gruppi di riferimento.
La comunicazione e' mediata dallo stile espressivo costituito dall'abbigliamento.
Anzi lo stile d'abbigliamento e' forma espressiva e comunicativa essa
stessa.
Non sono dei gruppi performativi che si uniscono per fare delle cose,
per raggiungere degli obiettivi. In questa loro negazione finalistica
sono assolutamente anticapitalisti anche se consumeristici.
Hanno una concezione del tempo non finalizzata. Il futuro inteso come
spazio del progetto non e' per loro. Ma questo dipende anche dall'eta'.
Il rapporto con la politica e' debole e in taluni di totale estraneita'.
La scuola e' un ostacolo noioso del risveglio mattutino. C'e' frattura
tra docenti e discenti. Il tentativo di "ortopedia sociale"
dell'istituzione non riesce.
Questi gruppi sono "spazi di stili di vita". Sono il luogo
della formazione del criterio del bello e del gusto. Sono un insieme
strutturato di preferenze e di giudizi. Essi, i gruppi, sono la trasfigurazione
delle reali condizioni materiali e di esistenza delle diverse classi
sociali. Ma su questo occorre ritornarci.
Si pone un problema di identita' e di autonomia di giudizio per i partecipanti
ai gruppi, in quanto le scelte derivano dalla contingenza del gruppo
e non dall'individuo. Ebbene non esiste nessuna liberta' al di fuori
della comunita' vincolante. Anche il linguaggio e' un vincolo: ma cosa
al di fuori del linguaggio? Colui che non sa parlare non e' piu' libero,
ma "prova" di meno, sente di meno perfino le emozioni. Perche'
non sa rappresentarle, perche' non sa rappresentarsele.
Se per gli antichi (i greci) perseguire la felicita' era compito della
politica, con il moderno la felicita' deve trovarsela ognuno per se'.
E qui la grande difficolta' dell'individuo: il compito eccede la possibilita'.
E non la si ritrova nell'isolamento ma nella comunita' anche se vincola.
Questi gruppi sono forme di comunita' con pratiche e linguaggi propri.
Non devono essere demonizzati. Fanno parte, con tutti i loro limiti,
delle fasi di esperienza del mondo. Sono forme di organizzazione rispetto
alla complessita' del mondo.
In fondo sono dei "giochi linguistici".
Nulla di piu'
Maurizio
Catino
PS: ringrazio Michela, Federica e "braccio offeso" per le
precise e dettagliate informazioni fornitemi.