Oltre il monitor

 

LEGGENDE METROPOLITANE.

 

Non so se vi e’ mai capitato di essere coinvolti in una di quelle assurde catene di Sant’Antonio in cui si augurava ogni sorta di sciagura a chi non avesse spedito almeno una decina di lettere (fra rotture di scatole nel ricopiarle e costo dei francobolli) oppure ripetuto la stessa frase sulle banconote da mille lire…ho sempre odiato questo genere di cose, e non sto a raccontarvi la rabbia che mi e’ presa quando mi sono resa conto che anche la famosa “catena” si evolve con i tempi, adeguandosi alla rete e utilizzando le e-mail come mezzo di diffusione.

Gli argomenti trattati sono di vario genere, l’ultima che mi e’ capitata ultimamente ad esempio prometteva a chi avesse girato la mail ad amici (almeno venti persone) un fantastico regalo, un cellulare di ultima generazione…francamente non capisco che vantaggio dovrebbe acquisire la casa costruttrice di questo cellulare, vantaggio tale addirittura da poter permettersi tranquillamente di regalare una cosa comunque molto costosa come puo’ essere un telefonino.

Sulla stessa linea mi son capitate mail riguardanti ad esempio la Microsoft…sinceramente l’ho letta distrattamente e non so dire con precisione quale fosse il vantaggio nel proseguire la catena…ormai le riconosco appena le apro anche perché molti hanno la pessima abitudine di rigirare direttamente la mail rendendo visibile agli altri tutti gli indirizzi di posta elettronica coinvolti in questo giro tortuoso. Il risultato e’ una fila lunghissima di nomi e di indirizzi e, cosa peggiore, la propria casella di posta intasata da mail di gente di cui non si ha la piu’ pallida idea di chi sia…credo che tale “fenomeno” sia definito in gergo col nome di spamming.

Comunque, fra tutte quella che mi ha colpito, forse per l’argomento trattato o forse perché era una delle prime e quindi avevo piu’ pazienza, riguardava i “gattini bonsai” ed era una sorta di denuncia contro un sedicente studioso giapponese residente in America che dal suo sito impartiva lezioni, con tanto di illustrazioni dettagliate, a quanti avessero voluto far crescere il povero animale “in vitro”, procurandogli delle malformazioni indicibili visto che nella crescita la sua forma si adeguava a quella della bottiglia…una pratica assurda quanto totalmente immorale.

Nella mail si invitava anche a visitare il famigerato sito….a dir la verita’ non ho pensato minimamente a visitarlo anche perché io adoro i gatti e penso che ne sarei rimasta alquanto turbata. Contrariamente ai miei principi ho aderito alla cosa inviando la mail ad alcuni amici e la cosa e’ finita la’.

Giorni dopo mi e’ capitato di leggere alcuni articoli pubblicati da settimanali riguardanti proprio i famosi gattini: in uno si dava semplicemente spazio alla notizia circolata via internet, ponendo l’accento sulla dovizia di particolari (sonde per la nutrizione ad esempio) fornite dall’orribile giapponese, nell’altro invece si apprendeva (con mio grande sollievo, sperando pero’ a questo punto che cio’ sia vero) che tutta la storia era una pura invenzione, una voce messa in giro da qualche burlone e propagatasi come un tam tam attraverso ogni mezzo via web…

La considerazione fatta dalla rivista, alla quale io mi associo perfettamente, e’ la seguente…d’accordo, la notizia non era reale, ma pare che il sito esistesse davvero (io purtroppo non ho piu’ l’URL) e a questo punto mi chiedo cosa impedisca a qualche demente di trarre ispirazione dalla cosa e dar vita realmente ai poveri gattini bonsai…la stessa considerazione l’ho fatta a riguardo delle istruzioni in rete a riguardo della costruzione di una bomba…chi puo’ impedire che queste cose siano realizzate davvero???

La Rete e’ realizzata e frequentata dagli uomini che popolano il mondo…e si vede purtroppo!!!

 

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Questa rubrica e' a cura di:
Giusy Flamini

 

 

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