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Dal nostro
inviato sul fronte
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Una questione di settori... Tutto il discorso di Ercole R. e' basato su questo esile concetto: "tu", mi dice con un fare confidenziale che male si addice alla nostra recente conoscenza, "prima di consultarti con qualcuno devi accertarti che quella persona sia la migliore nel suo settore". Questo concetto, detto nei modi piu' diversi, e' il sugo di ogni discorso fatto con Ercole. Farei meglio a dire, ogni discorso che Ercole impone a chi lo ascolta. Ercole e' pazzo, non ci sono dubbi al riguardo, ed e' un pazzo a piede libero. Egli puo' permettersi di discorrere con me per ore delle cose piu' insensate senza che io possa farci nulla. Ettore e' anche ipovedente e come iscritto all'associazione e' uno di quelli convinti di poter fare o dire cio' che vuole con il "suo" obiettore. "Ercole sei mai stato in analisi?" chiedo a bruciapelo rompendo il filo del suo ragionamento. "Lo sono ancora adesso", mi risponde franco, senza che io possa avvertire neppure una piccola esitazione. Io non so se quell'"adesso" e' riferito all'ora di analisi settimanale che porta avanti con il suo psicologo, o piuttosto alla terapia straordinaria che sta praticando con me. Ercole e' l'ultimo dei graditi omaggi che mi ha fatto il segretario. Devo andare a prendere Ercole a casa e portarlo in sede per dargli il modo di frequentare un corso che altrimenti dovrebbe fare a meno di lui. Finito il corso, mi tocca il tragitto inverso. I primi tempi l'ho accettata come si accetta una calamita' naturale, una peste, un morbo devastante. Piu' per placare la mia coscienza, che altrimenti mi avrebbe tirato dei gran calci, che per fare cosa gradita ad Ercole. Poi Ercole ha commesso un grave errore. Ha telefonato al segretario all'una di notte per dirgli di quanto era felice ed ottimista in questo ultimo periodo. Qualcosa si e' rotto tra lui e il segretario. Oggi Ercole non viene piu' a seguire il corso. Il segretario lo ha epurato dalla lista di coloro che beneficiano dei servizi di noi obiettori. "Questo e' pazzo e pure pericoloso!" e' stato il suo commento.
un gesto eclatante E' quello compiuto questa settimana dal segretario nei confronti di Mario. Meglio farei a dire contro. Mario non si e' presentato per due giorni senza comunicare la propria assenza a nessuno. Il segretario questa non l'ha mandata giu' ed ha avvisato prima i carabinieri e poi il distretto militare. Ha fatto bene? No lo so, quello che credo e' che si sia comportato in modo intempestivo. A Mario mancano solo pochi giorni al congedo e non credo che un provvedimento di questo tipo, quand'anche producesse effetti, sia opportuno a questo punto. Semmai avrebbe potuto prenderlo in considerazione prima, quando Mario e' arrivato ma adesso... Suona come una beffa soprattutto nei nostri confronti. Ecco cosa penso. Ho conosciuto un ragazzo, si chiama Tonino e ha perso la vista ad 11 anni in un modo che fa male al cuore. Uno schizzo di calce ha corroso ambedue le pupille. Madonna Santa! Un incidente del genere credevo fosse frequente solo nell'800 o giu' di li'. Colgo dell'imbarazzo nella voce di Tonino quando mi racconta la propria beffarda tragedia, lo stesso imbarazzo che io provo quando, non sapendo cosa dire, taccio. Alle malattie ti puoi rassegnare, ma a questo modo sciocco e stupido di perdere la vista no. Sono parole che Tonino non pronuncia, ma e' come se lo avesse fatto. Le intuisco dal suo contegno e dal disagio che mi trasmette. Pare che la ricerca sia molto avanti nella riproduzione in laboratorio della retina pupillare. E' lui stesso che me lo racconta subito dopo. Basterebbe che un fratello o una sorella gli donino in microscopico pezzo della loro retina per poterne ottenere una intera coltivata in laboratorio. Auguri Tonino!
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