![]() |
Dal nostro
inviato sul fronte
|
|
|
|
Chi puo' e chi non puo'
Avrei tanto bisogno di una vacanza, ma il servizio e qualche faccenda personale mi impediscono di concedermi anche un solo giorno di riposo. Ogni cosa a suo tempo! Per il momento assaporo ogni attimo di tregua che la mia giornata mi concede come se fosse l'ultimo. In queste rare occasioni mi resta in bocca uno strano sapore. Capisco solo in quei momenti cosa intendeva dire Socrate quando, liberato dalle catene, provava sollievo a massaggiarsi i polsi e le caviglie. E' il piacere che nasce dal dolore, o piu' esattamente dal fastidio come nel mio caso. Nel frattempo Mario il raccomandato non si fa piu' vedere pur avendo terminato i giorni di licenza. Mastico amaro, lo devo ammettere, ma tento di dissimulare la mia stizza. Il segretario fa il finto tonto e gli altri obiettori tentano di approfittare della situazione come possono, ma la sproporzione tra i favori concessi a Mario e i loro e' comunque grande. E io? Beh io cerco di non vendermi per qualche ora di permesso in piu', ma e' dura. Voglio che alla fine di questi dieci mesi possa guardare dall'alto in basso tutti quelli che sono stati con me in questa esperienza. E' un desiderio sciocco? Non lo so. Odio quei sorrisini d'intesa che si scambiano due complici autori di una brutta azione. Voglio essere coerente ecco tutto. In Italia dovrebbe essere approvata una legge nuova e mi permetto di suggerirne il contenuto: ai sindaci non dovrebbe essere consentito fare da padrino al battesimo di nessuno. Meno che mai ai figli dei segretari dell'Unione Italiana Ciechi. Si perche' poi i segretari si sentono obbligati a favorire gli altri figliocci del sindaco in questione. In questo modo tutti i Mario che affollano in nostro paese non potrebbero assentarsi senza permesso. Saluti dal vostro inviato Ernie Pike
|
Questa
rubrica e' a cura di:
|
|||||||||
|
|
|
|