Dal nostro inviato sul fronte

 

Molti mi chiedono se sia davvero cosi' terribile il servizio civile o se, come loro credono, io esageri nel raccontare i miei giorni e le mie settimane di obiettore. Si tratta di un dubbio legittimo che intendo fugare in questo numero della mia rubrica. Vi sarete accorti che tutti coloro che raccontano un fatto tendono ad aggiungere del proprio alle vicende raccontate, gli scrittori in particolare non si soffermano mai ad una cruda rappresentazione dei fatti. 

Io non faccio eccezione alla regola, ma assecondando la mia indole, ho cercato di dare una lettura grottesca alle vicende di cui sono stato testimone, o protagonista, in questi mesi. Debbo aggiungere che tali vicende erano tutte rigorosamente autentiche, piuttosto era il taglio con cui venivano narrate ad essere "personale", ma questo puo' essere ricondotto alla sensibilita' di ciascuno di noi. Ho taciuto alcuni fatti che avrebbero potuto gettare una luce piu' viva sulla condizione mia e dei miei compagni di servizio, ma sono certo di non aver agito ipocritamente perche' tali fatti personali avrebbero permesso al lettore di conoscere meglio le persone con cui ho a che fare, ma non sarebbero serviti a far capire fino in fondo cosa sia oggi in Italia l'istituto del Servizio civile.

Un ragazzo che abita nel mio palazzo mi ha raccontato, ad esempio, che l'ente presso il quale presta il servizio e' in uno stato di pietoso abbandono. Il responsabile dell'ente, un avvocatucolo piccolo piccolo, ha il solo interesse a che lo Stato paghi i contributi per gli obiettori e null'altro. Sta al buon cuore degli obiettori fornire assistenza in maniera adeguata ai due soli soci dell'ente, persone che si trovano in uno stato di bisogno assoluto. E' possibile, vi chiederete, che possano esserci situazioni del genere nel nostro paese? E' possibilissimo e continuera' ad esserlo fintanto che lo Stato sara' disponibile a concedere giovani di leva a tutti gli enti o associazioni onlus che ne faranno richiesta. Tenere un obiettore presso di se finisce per essere una fonte di guadagno considerevole. Fortunatamente tutto questo cessera' con la leva del 1986.

Questo, ma in misura minore e' quanto accade anche presso il mio ente. All'Unione Italiana Ciechi conviene tenere presso di se quanti piu' obiettori e' possibile, con il risultato che noi poveri obiettori siamo trattati come merce di scambio e fonte di ricchezza per gli enti che ci ospitano. Ecco perche' presso il nostro ente ci sono 4 obiettori laddove ne basterebbero 2, ecco perche' siamo costretti a spartire una saletta di 2 metri per tre in cosi' tanti ogni giorno. Ecco perche' io sono stanco di continuare quest'inutile tran-tran e mi avvilisco ogni giorno di piu'.

Allora, per tornare alla domanda iniziale, e' proprio cosi' terribile il servizio civile? A malincuore mi tocca rispondere: SI. Il discorso merita di essere approfondito. Credevo di poter essere utile qualcuno durante questi 10 mesi, ma mi sino dovuto disilludere. Credevo che sarei stato trattato da uomo da coloro che si sarebbero avvalsi della mia collaborazione, ma tranne rare eccezioni, debbo dire che il trattamento riservato agli obiettori e' orrendo. Il poco potere che i responsabili del servizio hanno viene esercitato in modo volgare e autoritario. Ma questo e' gia' argomento del prossimo numero.

Vi saluta il vostro Ernie Pike.

 

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Questa rubrica e' a cura di:

Erine Pyke


 

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