Dal nostro inviato sul fronte

 

Una piccola bufera

Tutto bene che meglio non si potrebbe. Eppure la settimana si era chiusa malissimo. Baruffa tra me e Mario e conseguente attrito tra gli altri due obiettori su chi, tra noi, avesse torto o ragione. Il fatto in due parole: Mario, come quasi ogni giorno, arriva in ritardo di circa 2 ore in sede. Cazziatone da parte del segretario e presa di posizione stupida e ingiusta: "pagherete tutti per lo sgarro di uno solo"! Bisogna sapere che ognuno di noi, per concessione del segretario, puo' scegliersi un giorno a settimana in cui sara' esentato dal servizio. Un giorno di cui tutti sentiamo un gran bisogno e che, voglio sia chiaro, non ci spetta assolutamente: e' un'iniziativa del segretario, un premio. A fronte del regalo, il segretario pretende due cose: puntualita' e un po' di senso di responsabilita'. Tutto sta a noi. In pratica non dobbiamo lasciare scoperto l'ufficio, facendo si che due di noi siano presenti ogni mattina a partire dalle 8,30. Mi sembra che, per la prima volta, il segretario abbia fatto un discorso di una certa apertura mentale. Anzicche' organizzare gli orari e i giorni lui stesso, ce lo lascia fare permettendoci cosi' di gestire i nostri orari con un minimo di discrezionalita', che ci e' molto gradita. E poi c'e' il giorno di riposo che e' manna dal cielo, ve lo assicuro.

E Mario che fa? Viene in ritardo, cambia il giorno di riposo all'ultimo momento; fa casino, insomma. Il segretario allora, toglie il giorno di riposo a tutti! Per me e' stato come se mi avesse tolto un litro di sangue, ne' piu' ne' meno. Ho minacciato Mario di morte prematura e ho cercato di rimediare in qualche modo. Ma quel giorno sembrava che non ci fosse nulla da fare: il segretario era nero! Poi, non si sa come, tutto si e' messo nel binario giusto. La calma e' tornata e il segretario questo lunedi' ci ha chiesto di ripartire di nuovo il giorno di riposo tra noi. Anche questa settimana si respira, allora!

Per quanto riguarda Mario, ho provato a parlargli con calma e chiarezza. Gli ho detto che lui poteva fare quello che voleva, ma che non doveva danneggiare gli altri in alcun modo. Mario non sa cosa significa essere persone responsabili, ha un'eta' mentale inferiore a quella biologica che e' di 21 anni. Non lo fa a posta, ma non riesce a rispettare orari e impegni.

 

 

 

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Questa rubrica e' a cura di:

Erine Pyke


 

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