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«Ce l'hanno con me perché sono romano. E' assurdo, ma è
per questa
ragione che in alcune città non mi possono vedere». Queste
sono le
parole del grande Carletto Mazzone e nell'assurdita' di quella frase,
c'e' tutta la verita'. E' una cosa che mi fa venire da ridere, ma e'
cosi'. Poi se sei un "lumbard" te la puoi pure prendere per
il gesto
scomposto di quella corsa e quegli insulti e puoi anche fare querele
oppure fare il superiore ("Chi e' Mazzone ?") ma la sostanza
resta
quella racchiusa in quella frase di Mazzone. Lui e' un'icona della
romanita' e a Roma gli vogliono bene un po' tutti, da tutte e due le
sponde del Tevere. Per questa sua identificazione cosi' stretta con
la cultura (ma soprattutto con l'"ignoranza") tipicamente Romana,
lui
viene piu' o meno sistematicamente attaccato al livello personale da
tutti quei tifosi che hanno astio nei confronti della citta', della
gente o delle squadre di Roma. Niente di tanto strano, niente che non
si sia visto gia'. Ma tra la montagna di stronzate che leggo scritte
nei vari giornali, nessuno ha semplicemente detto che forse sarebbe
meglio se si dessero tutti una calmata. Per primi i tifosi. Quegli
ultra' Atalantini sono indifendibili (come indifendibili sono quei
tifosi Laziali e Veronesi che insultano i giocatori di colore) ed e'
ridicolo che ci sia gente disposta a fare addirittura querele. E' ora
che i tifosi si prendano delle responsabilita' e che si comportino
come persone e non come bestie rinchiuse (e addirittura protette...)
dentro la loro gabbia. L'Atalanta si sente colpita nella sua immagine
da quella corsa di Mazone ? Ma perche' allora non vanno in giro per
le citta' Italiane a chiedere che cosa la gente pensi dei tifosi
Atalantini ?
Passiamo ad altro.
I risultati delle partite dell'ultima giornata ci riconsegnano un
Campionato piu' equilibrato. Con quella vittoria, la Roma ha
riportato la Juve nella mischia, non solo sul discorso classifica ma
soprattutto sul piano psicologico. Sicuramente quella vittoria a
Torino non la pronosticavano in molti.
Sulla mia Lazio si e' addirittura alzato il vecchio coro "Si chiama
Beppe Signori....E segna sempre lui" e cio' la dice lunga anzi
lunghissima su come stanno andando le cose. Il ventilato ritorno del
vecchio capitano e' una spaventosa leccata di culo della dirigenza
della Lazio ai propri tifosi. C'e' bisogno di ritrovare il supporto
di tutto il popolo Laziale per venire fuori da questo tunnel, i
Cragnotti lo sanno. Per come stanno le cose adesso, lo zero a zero e'
il massimo che la Lazio possa ottenere. Sembra che gli avversari
giochino sempre con la regola del golden goal. Appena si fa un goal
alla Lazio, la partita finisce li'. E' successo a Milano ma anche
contro il PSV e sarebbe successo anche contro il Parma se il
bravissimo Marchegiani non avesse fatto piu' del suo dovere.
Vedremo. E' sicuramente un momento psicologicamente bruttissimo e in
casa Lazio si spera addirittura che il fantasma del vecchio capitano
possa aiutare a ritrovare fiducia. So cose tristi queste....
alla prossima
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