La finestra sulla serie A

 

Dino Zoff e' stato esonerato e questa e' certamente la notizia piu'
clamorosa (anche se attesa) della settimana. Se ne e' andato a modo
suo, con grande dignita'. In campo con il Nantes poi lui ha schierato
il 3-5-2, come a dire, coerenza fino alla fine. Non ha fatto proprio
nulla lui, il tecnicomito, per evitare che le "colpe" e le
"responsabilita'" venissero addossate cosi' pesantemente su di lui.
Non ha certo fatto le piazzate in pubblico contro la squadra, in
stile Lippianno, anzi, durante la partita si e' addirittura
incaponito nel fare le sostituzioni piu' impopolari che fosse
possibile. Tirare fuori Crespo per Kovacevich e tenere in campo
Inzaghi sono state scelte proprio "suicide" per un tecnico in
discussione. Di sicuro , a caldo, anche il tifoso piu' affezionato
del grande Dino, si sara' incazzato selvaggiamente nel vedere la
Lazio cosi' incapace di cambiare il corso del proprio destino con
quei due goffi attaccanti a tirare stracci bagnati contro la porta
Francese. E cosi', a caldo, l'hanno preso tutti bene questo esonero.
Ma la realta' e' li' sotto gli occhi di tutti e la squadra non ha un
carattere e Zac non potra' certo fare miracoli in due giorni.
Cragnotti deve aver ripensato allo scorso anno quando sbaglio' nel
tenere Svenny troppo a lungo sulla panchina dei Campioni d'Italia ma
questa volta la situazione non e' la stessa. Il cambio
dell'allenatore e' cosi' un segno un po' sterile da mandare agli
investitori piu' che alla squadra ed ai tifosi. La domenica c'e' il
Milan che nonostante i suoi problemi e' comunque una squadra ed il
risultato di 2-0 non puo' stupire proprio nessuno.
Ci riuscira' Zac prima o poi ad uscirne fuori. Ci riuscira' come ci
sarebbe riuscito anche Zoff. Ma la stagione della Lazio sara'
probabilmente gia' conclusa. Spero solo che Cragnotti impari da
queste esperienze. Rivoluzionare una squadra dalle fondamenta ogni
anno, non porta benefici ed alla fine non conviene nemmeno dal punto
di vista economico. Finche' nella Lazio c'e' stato un progetto
preciso di rafforzamenti mirati senza sconvolgimenti, la Lazio e'
sempre cresciuta. Da quando il progetto e' diventato una specie di
girandola di giocatori un po' a vanvera, gli obbiettivi da centrare
si sono allontanati. Dino lo sa bene e spero vivamente (da tifoso)
che si trovi una via praticabile per portare la sua esperienza a
sedere sulla poltrona del presidente. Mi auguro tanto che Dino
rimanga un uomo della Lazio.


Per il resto, la quarta di campionato ci ha dato pochi goals e tanti
cazzotti che non vale la pena nemmeno di commentare. Apprezzo solo
come la Juve prenda finalmente le distanze dai suoi soliti sicari.
Anche questa e' una scelta precisa della Juve. Visto che sta per
entrare in borsa, non si vuole dare un'immagine di squadra violenta.


alla prossima

 

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Questa rubrica e' a cura di:
Charlie Dancer

 

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