The Thimble Theatre

 

Comix

Con il sottotitolo di "Giornale dei fumetti" la Franco Cosimo Panini (la stessa delle figurine dei calciatori) comincio' le pubblicazioni di questa rivista settimanale agli inizi degli anni '90. Fu subito successo, occorre dirlo, sia per la formula editoriale (aveva lo stesso formato di un quotidiano), sia per gli autori pubblicati: il meglio da tutto il mondo! Dai tempi di Linus non si vedeva qualcosa di simile e il pubblico se ne accorse subito.

Disegni e Caviglia, di cui abbiamo parlato gia' qualche numero fa, Iacovitti, Altan, Origone, Quino, Mordillo e ... potrei continuare per un bel pezzo. C'erano tutti, ma proprio tutti i fumettari piu' bravi degli ultimi 50 anni. Convivevano benissimo con un gruppo di autori comici oggi noti a tutti, ma allora alle prime armi. Parlo di Iacchetti, Luttazzi, De Luigi, i Gialappa's, Bisio, Milani, Gnocchi e via di questo passo. Un mix riuscito di immagini e parole al servizio del lettore. Guccini descrisse la vita da bar su quelle pagine prima di interpretare il barista filosofo in "Radio Freccia" di Ligabue. Luttazzi tenne una rubrica memorabile di sessuologia e medicina. Donna Malizia (non ho mai saputo chi fosse) rispondeva alla posta dei lettori di altri giornali. Si corbellavano cosi' le varie Susanne Agnelli e gli Alberoni che credevano, allora come oggi, di poter risolvere i problemi della gente con consigli ipocriti e preconfezionati. E poi musica, spettacoli teatrali, racconti, sketch e trovate incredibili. Bonvi disegno' le etichette di alcune bottiglie di lambrusco di Sorbara che i lettori potevano vincere partecipando ad un concorso, "L'Incredibile esiste" raccolse le centinaia di articoli (veri) che contenevano strafalcioni e castronerie, innescando una vera e propria competizione tra i lettori. Sandro Paternostro raccontava aneddoti e curiosita' dal Regno Unito, gli stessi che la Rai avrebbe censurato. E molto altro ancora.

Un giornale diverso da tutti gli altri, dunque, che aveva il suo punto di forza in una redazione composta da tantissima gente (un elenco preciso sarebbe impossibile) piena di passione e di genialita'. Cosa non mi piaceva? Il fatto che da quando Berlusconi si fosse presentato alle elezioni il giornale si fosse assegnato il compito di sbeffeggiarlo per impedirne l'affermazione. Non che il cavaliere mi stia simpatico, ma se il lettore avesse voluto comprare un giornale di satira non ne avrebbe scelto uno di fumetti, vi pare? L'invasione di campo costo' cara a Comix tanto che, di li' a poco, ritorno' sui suoi passi. Poi la trasformazione a mensile che non gli ha portato molto bene. Oggi non ne so piu' niente.

 

 

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Questa rubrica e' a cura di:

Armando Orlando


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