The Thimble Theatre

 

Gli anni della Grande Guerra e il Becco Giallo

Contrariamente al periodo che segui' la formazione dello Stato Italiano, periodo in cui il socialismo era stato quanto mai internazionalista, gli anni che precedettero la I Guerra Mondiale furono caratterizzati da un grande scontro su temi di politica internazionale che crearono dissidi all'interno di tutto il partito socialista europeo. A Galantara e Podrecca non andava giu' una certa cultura tedesca in cui i temi della supremazia teutonica la facevano da padroni. Celebre una vignetta in cui il caricaturista rappresenta questa cultura come un obeso militare prussiano che schiaccia con il suo peso gli edifici di una citta'. Quel militare e' l'immagine del militarismo tedesco che nasconde sotto nuove vesti culturali l'istinto e l'aggressivita' dei propri governanti. 

I socialisti italiani insorgono contro Galantara che, dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria e poi alla Germania, dichiara apertamente da che parte sara': quella italiana. In quegli anni gli esponenti di spicco del Partito Socialista Italiano erano decisi a contrastare la guerra con ogni mezzo e, quando essa fu dichiarata, buona parte di loro decise di mantenere una neutralita' per dir cosi' "politica" sostenendo che gli interessi di classe erano un gradino al di sopra dell'amor di patria. I socialisti al di sopra degli stati e dei conflitti, dunque. Pura utopia.

Curioso e' un fatto che accadde prima della dichiarazione di guerra: Galantara aveva attaccato il militarismo tedesco, nella persona del Kaiser Gugliemo II, con tutta una serie di magnifiche tavole pubblicate dall'Asino, ma che avevano fatto il giro d'Europa. Von Bulow, ambasciatore a Roma, fu incaricato di seguire la questione per conto dello stesso Imperatore di Germania. Ci fu un processo che coinvolse Galantara e Podrecca accusati di "aver recato offesa all'onore e al decoro dell'Imperatore". Lo scoppio della guerra salvo' i due coraggiosi giornalisti dalla furia dell'Imperatore, che nel frattempo si era trasformato in nemico. 

Dopo la guerra Galantara tornera' in seno al partito sostenendo di aver agito in buona fede, non avendo alcuna intenzione di tradire la causa del popolo, ma di averla agevolata con i propri disegni sbeffeggiatori dell'imperialismo germanico. 

Il Dopoguerra e la Marcia su Roma

Perso Podrecca, che aveva aderito al fascismo e morira' in America nell'atto di costituire un giornale destinato ai nostri emigranti laggiu', l'Asino torno' nell'alveo del partito Socialista ben deciso a restarci. Ma non erano piu' quelli i tempi eroici dell'ultimo '800, periodo aureo per il giornale e fu chiaro da subito a tutti. In primo luogo agli avversari. La satira, per quanto mordace, non colpiva piu' il bersaglio. I socialisti, e gli altri, erano incapaci di contrastare la politica mussoliniana perche' i tempi e la fortuna erano con il futuro duce. Galantara non smette di disegnare e di fare centro al bersaglio, quello grosso. 

La collaborazione al Becco Giallo chiude, se si escludono le vignette per il Marc'Aurelio, l'attivita' politica del povero e sempre piu' solo Galantara. Il Becco Giallo Era un foglio satirico antifascista che scomparve contemporaneamente alla libertà di stampa in Italia. Eppure tenere in piedi questo giornale gia' in anni come il '24 e il '25 fu impresa difficile e degna di nota. Galantara non aveva perso il mordente e la sagacia delle sue prime vignette pubblicate sul Bononia Ridet, aveva semmai guadagnato in esperienza. Deluso dalla politica, aveva assistito al disfacimento di tutti i suoi ideali. Piuttosto la pittura sembra attirarlo molto piu' del passato. Alcuni suoi oli di questo periodo sono eccezionali per forza ed espressione.

Dopo la parentesi al Becco Giallo piu' nulla, se si esclude la collaborazione al Marc'Aurelio, ma questo foglio satirico non puo' occuparsi di politica in virtu' della dittatura che nel frattempo si era instaurata e cosolidata, anche nei consensi. Fara' satira di costume, ma a Galantara il costume, se non quello politico, non e' mai interessato. Egli collaborera' per sopravvivere, ma senza passione e soprattutto senza poter utilizzare la sua firma. Mussolini non poteva soffrirlo ne aveva decretato una damnatio memoriae a cui il solo Longanesi era riuscito a sottrarsi, pagandone le conseguenze. Galantara mori' a Roma solo e dimenticato da tutti. Il regime perse un terribile antagonista, l'Italia un grande artista.

Ate' logo, ragazzi!

 

 

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Questa rubrica e' a cura di:

Armando Orlando


 

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