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The Thimble
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Gli anni della Grande Guerra e il Becco Giallo
I socialisti italiani insorgono contro Galantara che, dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria e poi alla Germania, dichiara apertamente da che parte sara': quella italiana. In quegli anni gli esponenti di spicco del Partito Socialista Italiano erano decisi a contrastare la guerra con ogni mezzo e, quando essa fu dichiarata, buona parte di loro decise di mantenere una neutralita' per dir cosi' "politica" sostenendo che gli interessi di classe erano un gradino al di sopra dell'amor di patria. I socialisti al di sopra degli stati e dei conflitti, dunque. Pura utopia.
Dopo la guerra Galantara tornera' in seno al partito sostenendo di aver agito in buona fede, non avendo alcuna intenzione di tradire la causa del popolo, ma di averla agevolata con i propri disegni sbeffeggiatori dell'imperialismo germanico. Il Dopoguerra e la Marcia su Roma Perso Podrecca, che aveva aderito al fascismo e morira' in America nell'atto di costituire un giornale destinato ai nostri emigranti laggiu', l'Asino torno' nell'alveo del partito Socialista ben deciso a restarci. Ma non erano piu' quelli i tempi eroici dell'ultimo '800, periodo aureo per il giornale e fu chiaro da subito a tutti. In primo luogo agli avversari. La satira, per quanto mordace, non colpiva piu' il bersaglio. I socialisti, e gli altri, erano incapaci di contrastare la politica mussoliniana perche' i tempi e la fortuna erano con il futuro duce. Galantara non smette di disegnare e di fare centro al bersaglio, quello grosso.
Dopo la parentesi al Becco Giallo piu' nulla, se si esclude la collaborazione al Marc'Aurelio, ma questo foglio satirico non puo' occuparsi di politica in virtu' della dittatura che nel frattempo si era instaurata e cosolidata, anche nei consensi. Fara' satira di costume, ma a Galantara il costume, se non quello politico, non e' mai interessato. Egli collaborera' per sopravvivere, ma senza passione e soprattutto senza poter utilizzare la sua firma. Mussolini non poteva soffrirlo ne aveva decretato una damnatio memoriae a cui il solo Longanesi era riuscito a sottrarsi, pagandone le conseguenze. Galantara mori' a Roma solo e dimenticato da tutti. Il regime perse un terribile antagonista, l'Italia un grande artista. Ate' logo, ragazzi!
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