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I RE DEL SERTÃO

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Cari amici questa settimana ho deciso di parlare dei CangaÁeiros. Si tratta di personaggi certamente sfruttati dal fumetto, ma non abusati e che per questo mantengono un fascino inalterato nel tempo. A meta' tra eroi e banditi, "affollano" le storie di Mister No, Corto Maltese e tanti altri. Sono tra le figure piu' poetiche che il lettore possa incontrare tra le pagine di un fumetto.

Un po' di storia. Nel Brasile dei fazendeiros, i proprietari terrieri, tra gli ultimi anni dell'800 e i primi del '900 si consuma lo scontro tra il modo di vivere delle citta'  della costa, piu' evolute e ispirate dal modello europeo, e l'arretratezza sociale e civile delle immense distese latifondiste dell'interno. Una vera e propria civilta' medioevale, nel senso deteriore del termine, fatta di soprusi, latifondi grandi quanto regioni e popolazioni ridotte a servi della gleba. Questo il quadro poco edificante in cui si muovono i cangaÁeiros. Il termine deriva da cangaÁo che, nel sul utilizzo normale, indica il giogo degli animali, ma nel nostro caso fa riferimento al fardello di armi che i cangaÁeiros si portavano dietro.

Teatro delle loro gesta furono le regioni del nord-est e la zona montagnosa del sud del Brasile. Soprattutto il Sertão, il mitico Sertão, zona depressa per eccellenza dove la terra e' arida e la vita e' un inferno. Da questa terra partivano i cangaÁeiros per rapinare, saccheggiare e depredare lo aree piu' ricche del paese. Ma chi erano realmente? Contadini che cercavano di sfuggire alla regola della povertà, che si ribellavano al destino che gli imponeva la sofferenza e la fame come uniche compagne di vita. Fu cosi' che questi poveracci finirono per diventare in una volta sola i nemici del potere, inteso come potere centrale dello stato, e i difensori dei poveri e degli oppressi, ma anche spietati banditi privi di scrupoli e, in alcuni casi, mostri sanguinari. Alcuni di loro divennero formidabili esecutori degli ordini dei latifondisti piu' potenti e spregiudicati. Finirono per essere membri degli eserciti personali di loschi individui che volevano controllare il territorio indipendentemente dal governo centrale. Il cangaÁeiro e' un po' santo, un po' diavolo. Assetato di giustizia, ma malato di violenza. Secondo Lisa Baruffi, che ha curato l'introduzione a "L'Uomo del Sertão" di Hugo Pratt, questa genia di ribelli non e' contro la proprieta' privata, ma contro l'utilizzo sbagliato che i potenti ne fanno. Vestono in modo a dir poco pittoresco. Indossano gilet carichi di ninnoli d'argento, utilizzano un buffo copricapo simile ad un sombrero, le cui falde sono unite al vertice, una specie di feluca dei poveri, anch'esso decorato con stelle d'argento, monete e simboli luccicanti. Sono, inutile dirlo, carichi di armi tra cui spicca la luccicante spada corta, o lungo pugnale, che li identifica.                                                                               

In un albo speciale di Mister No (Il re del Sertão) le contraddizioni dei cangaÁeiros e le strumentalizzazioni di cui sono stati, e saranno, oggetto sono analizzate con intelligenza e acume. Un gruppo di scalcagnati ladri trafugano la testa di Lampião, vero nome Virgulino Ferreira da Silva, dal museo "Estacio de Lima" di Bahia. ( Le teste dei cangaÁeiros furono tutte, perlomeno quelle dei capi piu' noti, staccate dal busto e mummificate per convincere il popolo della loro  morte e della vittoria dell'esercito. Le potete vedere in una delle foto riprodotte nella pagina. Tra esse c'e' pure quella di Lampião ucciso nel 1938) Il  gruppo di "ignoti", dunque, ruba la testa di Lampião per venderla ad un generale in pensione che vuole ricostituire il mito dei banditi gentiluomini e costituire un nuovo paese: il "Nuovo Sertão". Egli e' convinto che la gente sara' nuovamente affascinata dal carisma di Lampião e sara' disposta a seguirlo benche' morto. Nella storia ideata da Guido Nolitta (vedi num. prec.) vengono fuori le diverse anime del cangaÁeiro. L'autore utilizza la testa come espediente narrativo sul quale ricostruire la storia controversa degli stessi cangaÁeiros. Cosi' il colonnello megalomane descrive Lampião come un reazionario difensore dei ricchi e del latifondo, una placida famiglia lo descrive come l'anticristo, un prete come un devoto e fervente cattolico, un gruppo di ribelli come una comunista convinto, pur mancando della pur minima formazione politica. Ma qual'e' la verita'? Una verita' oggettiva non esiste. Il cagaÁeiro e' stato tutto questo e molto altro. Egli e' il simbolo del disagio di un popolo, un po' come i nostri briganti sono stati per il Mezzogiorno. Egli e' il simbolo dell'avventura nel remoto Sertão!

                                         

In Corto Maltese i cangaÁeiros compaiono in una storia molto significativa. Si tratta di "Samba con Tiro Fisso" un racconto dolce e amaro in cui Corto viene a contatto con un gruppo di cangaÁeiros che hanno appena perso il proprio capo. Egli vede in Tiro Fisso il possibile sostituto per continuare la lotta contro il potente di turno. E vede giusto perche' Tiro Fisso (lo potete vedere in un immagine qui sotto) sacrifica la propria vita per far trionfare la causa. Una pira fatta con le assi e le tavole della residenza del potente accoglie il corpo del giovane eroe. Lo stesso Corto consegna a Corisco, un giovane componente della banda, il cappello di Tiro Fisso in segno di continuita'. La maga Bocca Dorata legge il futuro di Corisco nel fuoco in cui brucia il cadavere di Tiro Fisso e dice: "Quel ragazzo diventera' famoso. Il fuoco sta raccontando la sua storia". Difatti Corisco de Sao Jorge diventera' Capitão Corisco uno dei piu' noti e temuti cangaÁeiros di tutti i tempi.

                             

Chiudiamo con  "L'Uomo del Sertão" di Hugo Pratt che racconta la storia complessa e sensuale di Gringo, un cangaÁeiro della banda di Capitão Corisco. Questi e' legato sentimentalmente a Satãnhia, un'avvenente ragazza del Sertão. Gringo muore in uno scontro a fuoco con i "macacos", i militari secondo il gergo della gente comune. Grazie ad un sortilegio della strega Mãe Sabina, oppure all'odio nutrito per il traditore Sabino o all'amore della sua donna, il corpo di Gringo continua a vivere nonostante la ferita sia mortale. Vivra' fino alla morte di Satãnhia scoprendo la profondita' e la sincerita' del suo amore. Nell'ultima inquadratura Capitão Corisco torna sulla terra per portare con se il proprio uomo.

Anche per questa settimana abbiamo concluso,

 Ate' logo rapazes!

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