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Storie dello spazio profondo

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Sara' stato piu' o meno otto anni fa. Enzo, patito gucciniano, mi disse: "sai, negli anni '60 Guccini e Bonvi, quello delle Sturmtruppen, fecero un fumetto assieme!" Fu cosi' che un po' per curiosita', un po' per sfida ci mettemmo a cercare qualche copia di quello sconosciuto e dimenticato fumetto. Iniziammo dalla piu' fornita libreria cittadina per passare in rassegna poi gli albi usati del bancarellaro di piazza Roma. Non ci fu nulla da fare, quel fumetto dimenticato era e tale voleva restare. Qualche tempo dopo mi venne tra le mani un volumetto della serie Oscar Mondadori dedicato a Dick Tracy. In terza di copertina c'era tra i titoli in promozione anche "Storie dello spazio profondo" di Guccini e Bonvi. "Trovato!" direte voi, ma vi ingannereste perche' si trattava di un edizione del 1978, oramai irreperibile, di cui non si era sentito il bisogno di una ristampa. Per farla breve, qualche tempo dopo acquistai, casualmente, qualche numero di "Sturmtruppen mensilen". Lıeditore a grande richiesta dei lettori aveva deciso di ristampare le oramai mitiche storie (i numeri vanno dal 39 al 46). Il mese successivo era tra le mie mani la prima delle sette storie scritte da Guccini e disegnate da Bonvi.

Perche' vi racconto queste cose? per dirvi che quello di cui si parla in questo numero e' una vera chicca da intenditori! Racconta Guccini che l'amicizia con Bonvi (vero nome Franco Bonvicini) nacque a Modena negli anni dell'adolescenza. Li univano, tra le altre cose, le stesse passioni per la fantascienza e i fumetti. Dice Bonvi nella presentazione delle storie: ³Conobbi Guccini nel novembre del 1956, quando, tentando per ben quattro mesi di file di vendermi un banjo-chitarra, mi assicurava che con detto strumento ed un sottile sigaro tra le labbra avrei potuto benissimo cantare "Ho un paio di storie da raccontare" come Kirk Douglas nel film "Ventimila leghe sotto i mari", facendo cosi' stramazzare ai piedi intere legioni di giovani fanciulle." Gli anni trascorsero e i nostri si persero un po' di vista fino a rincontrarsi a Bologna. Le loro strade si erano divise e le passioni li avevano portato a battere itinerari molto diversi. Un po' lıamicizia passata, un po' lıalcool bevuto assieme li convinsero che qualcosa di buono ne poteva venire fuori e cosi' videro la luce le "Storie dello spazio profondo".

Il divertimento degli autori che le hanno scritte e disegnate traspare nitidamente dalle pagine. Il lettore se ne accorge fin dal primo momento. Il mordente, sia pure a tanti anni di distanza, c'e' e si vede. I personaggi sono due strani "cittadini" di un futuro non tanto prossimo: un umano e un piccolo robot uniti da un sodalizio affaristico e affettuoso. Il robot e' in realta' Guccini, un essere razionale afflitto da una miriade di nevrosi e tic, l'umano e' Bonvi, un avventuriero guascone e arruffone. Vivono ai margini della societa' cercando di cogliere al volo le occasioni che essa offre a due disillusi desperados delle stelle. Ogni volta si imbarcano in affari poco chiari che dovrebbero togliere una volta e per sempre il problema di sbarcare il lunario, senza sottometterli al sacrificio di un lavoro ordinario come accade per la maggior parte delle persone. In un episodio, i due, acquistano una stazione radiotelevisiva spaziale da un vecchio ubriacone conosciuto allıHarry's Bar di chissa' quale galassia. Il prezzo e' da vera occasione "cinquecento vecchi onesti talleri", ma l'affare si rivelera' meno grosso del previsto: la stazione radio tv e' sommersa da ipoteche e debiti ed e' in disuso da molti anni. L'umano, che il piccolo robot chiama "boss", per salvare il proprio investimento cede la propria astronave ad un agente delle tasse interstellare. L'unica e' trasmettere alcuni programmi tv per poter vendere gli spazi pubblicitari e far fruttare quellıammasso di rottami per il quale hanno perso ogni cosa. L'umano si inventa un prodotto inesistente: il pirulazio e con una martellante sequela di spot tanto insinuanti, quanto dementi riesce a creare lo scompiglio tra gli abitanti di piu' di una galassia! Tutti vogliono il pirulazio, ma nessuno puo' averlo perche' non esiste. Alcuni rappresentanti di multinazionali avvicinano i due soci per avere l'esclusiva sul pirulazio. Il robot coglie l'occasione al volo: si fa rilasciare sostanziosi acconti sulla vendita del pirulazio da tutti i manager spaziali promettendo ad ognuno di essi l'esclusiva sul prodotto. I due senza astronave, ma con un bel mucchio di danaro, fuggono via con un ridicolo scooter del terzo millennio.

Bonvi e Guccini hanno saccheggiato intere collezioni di Urania,film e fumetti per arrivare ad un prodotto che e' assolutamente unico ed inimitabile. Un fumetto smaliziato e ammiccante, in molti casi profetico. La scena del bar, come fu pensata e disegnata nel 1969 da questo diabolico duo, compare, tale e quale, in Guerre Stellari. Una bella soddisfazione se si pensa che il film e' un capolavoro del genere. Il sodalizio tra i due si rompe dopo appena un anno. Guccini era impegnato ad inseguire un amore in America e Bonvi non se la sente di continuare da solo, ne viene meno tutto il divertimento. E poi ha gia' da fare di suo. Ci restano sette storie assolutamente spassose e un rimpianto. Quello per Bonvi che qualche anno fa ci ha lasciati a causa di un maledetto incidente stradale.

Ciao ragazzi!

Ci leggiamo tra sette giorni, dico sette, non mancate!

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