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puxa vida rapazes!

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Sergio Bonelli, nei panni di soggettista e sceneggiatore con il nome di Guido Nolitta, crea nel 1975 Mister No. Un personaggio che a detta di molti rappresenta il primo strappo del fumetto italiano con il passato fatto di west e poco altro. Un personaggio innovativo sotto molti punti di vista. Innanzitutto, particolare e' l'ambientazione delle storie: l'Amazzonia e il Sud America in genere. Sergio Bonelli spiego' a suo tempo che la scelta di ambientare Mister No in Amazzonia fu dovuta a due ordini di motivi: innanzitutto, il territorio amazzonico era quasi del tutto sconosciuto negli anni '50, gli anni in cui Mister No vive le sue avventure, permettendo all'autore di creare storie che sarebbero state improponibili in altri paesi; in secondo luogo, Bonelli ha sempre avuto un debole per i paesi dell'America Latina ed e' un buon conoscitore dei luoghi e delle abitudini dei popoli che li abitano. Ha detto una volta a chi gli chiedeva di ambientare il personaggio in oriente verso terre piu' favolose: "Preferisco raccontare storie basate, anche se in minima parte, su esperienze personali. E' vero che nella storia della letteratura ci sono esempi di illustri narratori di storie avventurose che non hanno mai lasciato il salotto di casa: basta citare Salgari. Per quanto mi riguarda, pero', penso che aver visto personalmente certi paesaggi incantati, aver conosciuto le persone che vivono in quei luoghi e aver ascoltato i loro racconti, sia un aiuto non indifferente per immaginare nuove storie."

Il nostro personaggio e' uno statunitense, un "gringo" che si chiama Jerry Drake come il pirata e ammiraglio inglese Francis che sconfisse l'Invincible Armada, e che per sbarcare il lunario fa il pilota nell'antica citta' coloniale di Manaus nel cuore dell'Amazzonia. E' uno sbandato, uno scavezzacollo e un ubriacone a cui i commilitoni, durante la seconda guerra mondiale, hanno appiccicato il soprannome di Mister No a causa del suo carattere difficile. Reduce dalla guerra di Corea, decide di trasferirsi in un posto tranquillo e poco costoso dove tirare avanti con i pochi risparmi accumulati. La speranza di fare la bella vita muore ancora giovane e Mister No e' costretto a darsi da fare prima di quanto avesse pensato. Diventa un pilota di piper, l'aereo lo ha vinto a poker, e trasporta i personaggi piu' strani da un capo all'altro dell'Amazzonia. Vive tutte le sue notti tra  le fetide cantine e i bar della Manaus piu' povera. Quando non e' al verde spende il proprio danaro al bar del pretenzioso, ma decaduto Hotel Amazonas. Le ragazze, le bellissime garotas, sono pazze di lui perche' e' alto, aitante e, prima che Riccardo Gere lo imitasse, e' l'unico a portare i capelli scuri con le basette bianche. Il suo miglior amico e' un tedesco di nome Otto Kruger, detto EsseEsse, del cui passato il lettore sa molto poco. Ha combattuto su tutti i fronti per la grandezza della Germania nazista, ma e' un disilluso e uno sconfitto, molto simile a Mister No, che lavora poco e pensa a godersi la vita tra donne e colossali bevute nei bar cittadini. Con EsseEsse, Dana Winter e' uno dei personaggi piu' amati. E' un americano di colore che fa il cantante e per vivere gira tutto il Sud America in turne'. Compare in una delle prime storie per poi scomparire e fare un'altra apparizione dopo molti anni. Indimenticabile la scena in cui Mister No riceve da Aureliano, il cantineiro, il compito di andare a ricevere con tutti gli onori la star americana. Il povero barista Aureliano credeva di aver ingaggiato una bella cantante di nome Dana che riuscisse ad  attirare nuovi clienti nel bar da troppo tempo depresso.

Le avventure che Mister no vive sono in gran parte giocate sui contrasti generati dall'eterogenea massa di gente che abita le citta' e i paesi sudamericani. Una societa' in via di sviluppo che freme per convertirsi al way of life degli USA, ma che non riesce a lasciarsi alle spalle l'arretratezza e la poverta' in cui ha marcito per secoli. Nuovi arricchiti e vecchi prepotenti affollano le storie di Mister No, che mal sopporta abusi e prepotenze, ma non vuole essere il paladino di nessuno se non di se stesso. E' un uomo d'azione che vuole tenersi lontano dai pericoli e dalle rogne , ma finisce sempre per cacciarvisi dentro. E' il richiamo dell'avventura, un richiamo a cui lui non puo' resistere. Le storie andrebbero lette con un sottofondo di buona musica jazz, preferibilmente accompagnata dalla voce di Billie Holiday, che si sposa benissimo con le atmosfere anni '50 create da Sergio Bonelli. Questi ha detto in un intervista: "Mister No ? il mio confessore. Depositario di qualche mio piccolo segreto, apparentemente piccolo, perche' anche l'emozione di un rumore nella giungla, prodotto da un niente, e' gia' una cosa che merita di essere raccontata ad uno che lo possa capire. Lui lo capirebbe..."

Grande protagonista e'la foresta. Con Mister No gli italiani entrano per la prima volta nei suoi meandri. Scoprono che la foresta non e' solo un intrico di piante piu' o meno sgargianti, molte sconosciute ancor oggi, ma e' un organismo vivente e pulsante. Gli animali che la abitano, i fiumi immensi che l'attraversano, gli indios che ne conservano gelosamente i segreti sono tutti tasselli che hanno una propria collocazione precisa, il venir meno di uno di essi rompe l'equilibrio per sempre. La foresta come micro e macrocosmo. Soprattutto prima di Sting e contemporaneamente a  Chico Mendes. La foresta e' anche il luogo in cui si possono materializzare piramidi maya e citta' nascoste, animali giganti e civilta' perdute. Il luogo in cui gli alieni sono venuti a contatto con gli indios migliaia di anni addietro, lo stesso posto in cui i primi descobridores portoghesi o spagnoli hanno compiuto massacri ed eccidi. Il posto in cui si nascondono gli ultimi criminali nazisti animati da folli, ma pericolosi propositi.

Ta bom, compadres. Per oggi ho finito ci leggiamo tra sette giorni!

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