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puxa vida rapazes! ---------------------
Sergio Bonelli,
nei panni di soggettista e sceneggiatore con il nome di Guido Nolitta,
crea nel 1975 Mister No. Un personaggio che a detta di molti rappresenta
il primo strappo del fumetto italiano con il passato fatto di west e poco
altro. Un personaggio innovativo sotto molti punti di vista. Il nostro
personaggio e' uno statunitense, un "gringo" che si chiama Jerry
Drake come il pirata e ammiraglio inglese Francis che sconfisse l'Invincible
Armada, e che per sbarcare il lunario fa il pilota nell'antica citta'
coloniale di Manaus nel cuore dell'Amazzonia. E' uno sbandato, uno scavezzacollo
e un ubriacone a cui i commilitoni, durante la seconda guerra mondiale,
hanno appiccicato il soprannome di Mister No a causa del suo carattere
difficile. Reduce dalla guerra di Corea, decide di trasferirsi in un posto
tranquillo e poco costoso dove tirare avanti con i pochi risparmi accumulati.
La speranza di fare la bella vita muore ancora giovane e Mister No e'
costretto a darsi da Le avventure che Mister no vive sono in gran parte giocate sui contrasti generati dall'eterogenea massa di gente che abita le citta' e i paesi sudamericani. Una societa' in via di sviluppo che freme per convertirsi al way of life degli USA, ma che non riesce a lasciarsi alle spalle l'arretratezza e la poverta' in cui ha marcito per secoli. Nuovi arricchiti e vecchi prepotenti affollano le storie di Mister No, che mal sopporta abusi e prepotenze, ma non vuole essere il paladino di nessuno se non di se stesso. E' un uomo d'azione che vuole tenersi lontano dai pericoli e dalle rogne , ma finisce sempre per cacciarvisi dentro. E' il richiamo dell'avventura, un richiamo a cui lui non puo' resistere. Le storie andrebbero lette con un sottofondo di buona musica jazz, preferibilmente accompagnata dalla voce di Billie Holiday, che si sposa benissimo con le atmosfere anni '50 create da Sergio Bonelli. Questi ha detto in un intervista: "Mister No ? il mio confessore. Depositario di qualche mio piccolo segreto, apparentemente piccolo, perche' anche l'emozione di un rumore nella giungla, prodotto da un niente, e' gia' una cosa che merita di essere raccontata ad uno che lo possa capire. Lui lo capirebbe..." Grande protagonista e'la foresta. Con Mister No gli italiani entrano per la prima volta nei suoi meandri. Scoprono che la foresta non e' solo un intrico di piante piu' o meno sgargianti, molte sconosciute ancor oggi, ma e' un organismo vivente e pulsante. Gli animali che la abitano, i fiumi immensi che l'attraversano, gli indios che ne conservano gelosamente i segreti sono tutti tasselli che hanno una propria collocazione precisa, il venir meno di uno di essi rompe l'equilibrio per sempre. La foresta come micro e macrocosmo. Soprattutto prima di Sting e contemporaneamente a Chico Mendes. La foresta e' anche il luogo in cui si possono materializzare piramidi maya e citta' nascoste, animali giganti e civilta' perdute. Il luogo in cui gli alieni sono venuti a contatto con gli indios migliaia di anni addietro, lo stesso posto in cui i primi descobridores portoghesi o spagnoli hanno compiuto massacri ed eccidi. Il posto in cui si nascondono gli ultimi criminali nazisti animati da folli, ma pericolosi propositi. Ta bom, compadres. Per oggi ho finito ci leggiamo tra sette giorni!
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