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Ienza --------------------- Io lascio un bianco e torbido solco, acque pallide, volti piu' pallidi, dovunque io navighi. Flutti gelosi si gonfiano lungo le fiancate Per sommergere la mia traccia. Facciano pure, intanto io passo. H. Melville
Paz si sbagliava: sarebbe morto nel giugno del 1988. E' l'unico errore, il resto e' tutto vero. Compresa la parte in cui dice
che lui e' il piu' bravo disegnatore vivente. La morte non ha cambiato
la sostanza dei fatti. Ogni volta che parlo di Paz mi sale un groppo in
gola. L'ho scoperto dopo morto, come tutti o quasi. Questo fatto mi fa
uscire pazzo: ma che stavo facendo di tanto importante da perdermi un
genio? Ma soprattutto, cosa leggevo allora? La verita' e' che ero troppo
giovane, o dovrei dire piccolo?
Come talvolta accade al genio, Andrea percepiva perfettamente la propria
grandezza. Era conscio di essere un Goya in mezzo a imbrattatele. Se ne
approfittava anche. Lavorava poco rispetto ad un qualsiasi altro autore
di fumetti, ma la qualita' delle sue tavole e delle storie e' altissima. Se fosse nato un secolo e mezzo fa avrebbe conteso a Honore' Daumier
la palma del migliore, ambedue caustici, ambedue taglienti come lame di
rasoio. Adesso come allora, non sarebbe vissuto a lungo ugualmente. Come
Caravaggio anche lui perso tra risse e alcool, o droga, a farsi del male.
Per chi si trova a Napoli andate alla Mostra d'Oltremare. Nel 1987 Andrea
durante la Fiera accetto' di disegnare sull'intonaco di un muro un imponente
murale, ma io non so perche' preferisco dire affresco, di 7 metri per
3. omaggio alla citta' di cui si era innamorato e che gli aveva offerto
il suo amore. Sono passati 13 anni e l'affresco e' ancora dove lui lo
traccio'. Se il mio scanner non fa le bizze ve ne offro una rara fotografia. Alla prossima settimana, puntuali.
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