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Kamaraden, Achtung!

Bentornati al "Thimble Theatre"!

In uno dei primi numeri di questa rubrica parlai di Bonvi e della sua collaborazione con Guccini a proposito di quelle "Storie dallo spazio profondo" che tanto attirarono la vostra attenzione. Oggi, fucile in spalla, ci caliamo in quelle trincee che ospitano i piccoli soldatini delle Sturmtruppen, la piu’famosa delle sue creature di carta. Si tratta di una stip in piena regola e perfettamente rispondente ai requisiti tracciati dal modello americano. In essa si narrano le vicende di uno sconclusionato gruppo di fantaccini tedeschi, impegnato su uno dei tanti fronti aperti dal nazismo durante l’ultima guerra. Pur piacendo molto ai bambini, Sturmtruppen e’ un fumetto adulto che narra storie e situazioni che solo da un pubblico adulto possono essere ben comprese. Iniziamo dal suo autore e disegnatore, quel Bonvi che era un vero e proprio fenomeno del fumetto italiano. Profondamente antimilitarista, egli ha saputo far ridere e riflettere (ma non e’ la stessa cosa?) il lettore narrando le grottesche vicende di un gruppo di poveri fanti germanici, i vinti dell’ultima guerra, travolti da un dramma molto piu’ grande di loro. Un mondo immaginario poetico e sublime, pervaso di nostalgica tristezza per la vita borghese e la perduta liberta’. Bonvi ha tratteggiato come nessun altro l’assurdita’ della vita militare, fatta di insensata routine e di ordini assolutamente incomprensibili. Un epopea comica nel senso piu’ alto del termine, una commedia che scava a fondo nelle nostre fobie e nevrosi di uomini moderni.

I protagonisti di questa striscia sono piccoli uomini afflitti da un sergente dispotico e ignorante (quello che Toto’ definiva un caporale, cambia il grado ma non la sostanza), alla merce’ di ufficiali viziati e spacconi. Immersi fino al capo nelle loro trincee le sturmtruppen affrontano ogni giorno i pericoli della guerra, ma senza coraggio o fiducia nella vittoria, piuttosto per abitudine. Solo gli ufficiali sembrano entusiasti della guerra, ma unicamente perche’ essa consente loro di esercitare il potere su altri uomini. Vivono la guerra come l’occasione giusta per tentare la scalata sociale, per imporsi all’attenzione di quanti il potere lo esercitano per censo o per sangue gia' nella vita civile. Un solo ufficiale si salva dal resto dei suoi colleghi, ma finisce male: ucciso in azione. Bonvi gli dedica una serie di strisce tra le piu’ divertenti e toccanti che abbia mai disegnato.  Non e’ difficile scorgere dietro la divisa grigia e sotto l’elegante cappello con visiera lo stesso autore. Troppi sono gli elementi che li accomunano. Come Bonvi, anche l’ufficiale e’ dedito al bere, e’ un anticonformista, un anarchico allergico al potere e al comando. Egli e’ rispettato dalla propria compagnia che, per la prima volta da quando la guerra e’ iniziata, non e’ sottoposta alle solite angherie. Lo piangeranno a lungo quell’ufficiale quei poveri fantaccini! Allo stesso modo in cui buona parte di noi rimpiange Bonvi morto da pochi anni a causa di uno maledetto incidente d’auto. Un ultima nota. Nelle Sturmtruppen compare un personaggio meravigliosamente comico: il fiero alleato Galeazzo Musolesi, un soldato italiano intrallazzatore e vigliacco pronto a sbafare pranzi a ufo e a nascondersi al primo pericolo. Galeazzo rappresenta al peggio i vizi di noi italiani, ma e’ ugualmente simpatico perche’ tenta di sopravvivere, a suo modo, alle brutture della guerra. Certo intrallazzando e imbrogliando si puo’ vivere, ma che prezzo? Bonvi ride di Musolesi, lo descrive perche’ Musolesi e’ uno dei tanti tipi umani in circolazione, ma sta decisamente dalla parte dell'ufficiale ribelle che fa il suo dovere, ma non vende la propria dignita’ e la propria intelligenza al miglior offerente.

Ate' logo, ragazzi!

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