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Gordon Link La gloriosa casa editrice Dardo, la stessa che pubblicava le avventure del Grande Blek e Capitan Miki eroi simbolo per un paio di generazioni d'italiani, negli anni '90 ha proposto un nuovo personaggio che ha riscosso un discreto successo. Si tratta di Gordon Link il cacciatore di fantasmi, spettri ed altre entita' non meglio identificate creato da Gianfranco Manfredi e Raffaele Dalla Monica. Proposto nel formato degli albi Bonelli, Gordon Link non e' un clone di Dylan Dog, che pure in quegli anni furoreggiava tra i lettori. Certo non si tratta di un personaggio originalissimo, certi suoi caratteri sono tipici di un filone letterario che potrei definire giallo o fanta-giallo. Gianfranco Manfredi deve aver divorato interi scaffali di letteratura di questo genere, alla Weird Tales per dare un riferimento. La rivista Weird Tales era specializzata nel proporre al lettore storie di autori che dalla cultura tradizionale e dalla critica piu' conformista erano considerati poco piu' che pennivendoli privi di reale talento. Il tempo ha fatto giustizia e molti di quegli scrittori sono diventati dei veri e propri maestri, capostipiti di nuovi generi letterari. Gordon e' un Ghost Finder di professione, guida una stupenda e rombante Bugatti, vive in una villa piena di oggetti strani ed inquietanti, conduce una vita brillante, ma non mondana. Ex poliziotto del Dipartimento Casi Bizzarri e' particolarmente portato per la risoluzione di misteri in cui la spiegazione piu' irrazionale e' sempre la piu' giusta. Molto corteggiato dalle donne, ha una intensa relazione con sua moglie, un commissario di polizia bello e scalmanato, dalla quale e' sempre ad un passo dal divorziare senza che se ne faccia mai nulla. La tradisce molto spesso e senza grandi rimorsi, in fondo non vivono piu' assieme e di fatto sono separati. Gordon fuma la pipa, veste elegantemente e con un certo vezzo snob, ? colto e raffinato nei modi. La sua imprecazione preferita, o piu' ricorrente, e' "ghosteria!", meno efficace di quel "Giuda ballerino!" che caratterizza il collega londinese. Anche se a sentire Manfredi Gordon e Dylan non sono affatto colleghi. A ben guardare c'e' del vero in questa affermazione. Non solo perche' nelle storie di Dylan il soprannaturale quasi mai prende il sopravvento sulla realta', segno che la realta' puo' essere molto piu' terrificante di qualsiasi spettro, ma perche' Gordon si muove in un universo molto piu' elementare dove il buono e' buono e il malvagio e' indiscutibilmente malvagio. Condivide la propria abitazione con Helga, una bella bruna disinibita (per non dire mignotta) che ha poteri paranormali, con Chuck, un ricercatore un po' folle che sta tutto il giorno a progettare e realizzare marchingegni elettronici capaci di contrastare gli spiriti piu' irrequieti, e con Nick, un energumeno palestrato ed ignorante che passa la maggior parte del suo tempo ad allenarsi e a mangiare banane. La squadra di ghost finders ne ha viste davvero di tutti i colori: da Godzilla al morbo viola, da fantasmi cinesi a spettri "nostrani" ma altrettanto pericolosi. L'azione si svolge ad Hinterland, fantomatica capitale degli Stati Uniti d'Europa, citta' da 13 milioni d'abitanti infestata da almeno un numero doppio di spettri e fantasmi. Hinterland ha le caratteristiche di Caracas e New York assieme con un pizzico di vecchia Europa che non guasta mai. Una citta' tentacolare, avvinta da un traffico paralizzante, e da un alto tasso di criminalita'. Gordon Link e' stato definito come un fumetto scanzonato e penso che questa sia ancora una definizione valida. Le storie sono popolari ma non nel senso piu' romantico del termine. Gordon non e' il Grande Blek o Capitan Miki, un solco troppo grande li divide e non e' solo temporale, ma pure qualitativo. Mentre questi ultimi sono capolavori del fumetto, anche se ingenui o forse proprio per questo, Gordon e' un prodotto appena sufficiente sotto ogni punto di vista. Manfredi mostra di padroneggiare a sufficienza la materia che tratta, conosce i testi, le storie ed gli avvenimenti che si sono verificati nel misterioso mondo dello spiritismo e del paranormale. Lo ha dimostrato anche in un romanzo che ha ottenuto un discreto successo e che si intitola "Magia Rossa". Le storie, come ho detto gia' prima, risentono un po' troppo della letteratura di serie "B" americana, non propongono vicende a noi vicine se non in rari casi, puntano tutto o quasi sull'effetto speciale che ad un certo punto del racconto fa la sua comparsa. Questo e' sufficiente per ottenere qualcosa in piu' di un 6 scarsino? Secondo me, no. Ovviamente la mia valutazione e' solo mia e di nessun altro, non e' vangelo ne' corano. Ate' logo, ragazzi!
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