Cico Felipe Cayetano
Cico
Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales e' la "spalla"
di Zagor. Una spalla di lusso in verita'. Il ricorso al comprimario
non ha bisogno di essere da me spiegato perche' non e' una novita'.
La letteratura, la narrazione cinematografica e il fumetto traboccano
di personaggi di secondo piano che hanno fatto e fanno la fortuna
del protagonista influendo in modo determinante al suo successo.
Cico non fa eccezione a questa regola. A lui sono stati dedicati anche
un buon numero di albi speciali a cominciare da quel Cicostory che
e' unanimemente considerato il piu' spassoso dell'intera serie.
Cico compare nel primo numero di Zagor e si trova nei
guai fin dalle prime pagine. Un certo Reagan, capo di una banda di
fuorilegge che operano su di un fiume, massacra tutti i suoi amici.
Solo l'intervento di Zagor riesce a salvare il piccolo messicano da
morte certa. Da quel momento in poi i due diventano inseparabili amici
e compagni di avventure. Zagor e' alto e atletico, non ha paura di
nulla e sopporta fatiche e sofferenze con stoica determinazione.
Cico e' grasso come un otre, basso, alquanto bruttino, un po' pappamolla
e codardo. Ha una fame lunga come il suo nome ed e' felice come un
bambino quando Zagor cattura qualche preda per cucinarla, meglio se
cervo o cinghiale. Ogni tanto i due escono dalla foresta e giungono
in qualche villaggio costruito ai margini di essa, e' in queste occasioni
che Cico s'industria a racimolare un po' di grana per pagarsi un pranzetto
succulento nella migliore locanda della Main Street. Ed e' proprio
in queste occasioni che si mette nei guai. In un episodio Cico si
trova in uno dei forti che l'esercito americano ha costruito lungo
il confine con i territori indiani, ovviamente muore di fame ma non
ha un soldo bucato. Si finge mutilato di un braccio e con l'aria di
un vecchio eroe di guerra si reca presso lo spaccio delle truppe all'ora
del rancio. Ovviamente il cuoco si impietosisce e decide di dare una
razione di rancio abbondante anche a quello sfortunato patriota. Ma
Cico, con l'arto superstite occupato a reggere la gavetta colma di
cibo, commette l'errore di indicare un succulento pezzo d'arrosto
con il braccio che teneva celato sotto la giacca e che non avrebbe
dovuto avere. Non gli servi' gridare al miracolo per scampare alle
mestolate che il cuoco gli affibbiava sul cranio mentre lo inseguiva
per tutto il forte.
Compare di queste esilaranti truffe e', occasionalmente,
un certo Trumpy un vagabondo filosofo e scroccone che ne sa una piu'
del diavolo. In una storiella particolarmente gustosa, Cico incontra
Trumpy in una citta' letteralmente invasa dai topi, tanto da indurre
il sindaco ad offrire una ricompensa di 25 centesimi a chiunque avesse
ucciso o catturato un topo. Ebbene Trumpy, tra la meraviglia generale,
riesce sempre a portare all'ufficiale pagatore una decina di topi
ben chiusi in un sacco e ad ottenere ogni giorno un bel gruzzoletto
da spendere nelle locande e nei saloon della citta'. Su insistenza
di Cico, Trumpy si decide a rivelare il suo segreto per ottenere cosi'
copiose catture: egli i topi li alleva in gran numero in una casupola
fuori dal centro cittadino! In tal modo non gli serve catturarli o
ucciderli. Qualche cittadino piu' sospettoso di altri riusce a scoprire
il trucco e ai due soci di truffa non resta che fuggire a gambe levate
dalla citta' anche questa volta.
Si
tratta di episodi che rendono bene l'atmosfera delle gags che vedono
protagonista il nostro panciuto amico. Innocenti siparietti che servono
a smorzare la tensione narrativa e a regalare qualche sorriso al lettore,
anche quello piu' smaliziato. Fu il successo di questi siparietti
da rivista anni '50 che indusse Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli,
a scrivere un albo speciale sulla vita di Cico. Un albo che e' assolutamente
esilarante e ha avuto anche qualche seguito. Cicostory e' il racconto
delle vicende di Cico dalla nascita fino al sodalizio con Zagor. Disegnato
da Gallieno Ferri, che e' uno dei due padri di Zagor, l'albo e' una
sequenza infinita di gags e battute semplici ma estremamente efficaci.
Segui' a distanza di alcuni anni un albo speciale intitolato FantaCico,
quello preferito da Bonelli stesso, in cui il nostro affamato pancione
si trova alle prese con un gruppo di feroci alieni che lo trasportano
un po' casualmente sul pianeta Babelia che si trova a 19 miliardi
di miliardi di chilometri dalla Terra. Il pianeta e' retto dal malvagio
Kokodix di cui nessuno conosce la vera natura. Cico riceve l'incarico
di ucciderlo da un gruppo di babeliani ribelli. Niente di piu' facile
in quanto Kokodix e' un pollo, cattivissimo ma pur sempre un pollo.
Cico gli tira il collo e se lo cucina con meticolosa attenzione rimpiangendo
di non poter fare una visitina al pianeta da cui proviene Kokodix,
sai che abboffata!
Ate' logo, ragazzi!