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Il respiro e il sogno ---------------------
Si chiamava "Casa dolce Casa" il primo numero di Ken Parker
che ho tenuto tra le mani. Parker Editore serie oro, lire duemila cinquecento. In copertina, come
sempre, un bellissimo acquerello firmato Milazzo. Scoprii allora che esisteva
anche un altro modo di fare un fumetto rispetto a quello tradizionale,
un modo diverso e piu' intenso di raccontare una storia d'avventura.
Ken e' un personaggio strano. Innanzitutto non gira armato come tradizionalmente
farebbe, sarei tentato di dire deve fare, un eroe dei fumetti tradizionale.
Egli dispone solo di un antiquato fucile da caccia ad avancarica modello
Kentuky e di un coltello, a fronte di personaggi ammazzacattivi che generalmente
si portano dietro un arsenale vero e proprio (ricordate il colonnello
Mortimer di "Per qualche dollaro in piu"?). Non veste con stivaloni e cinturone, non estrae le pistole alla velocita'
della luce, non porta cappelli alla Tex Willer. Indossa sempre un completo di fattura indiana: una giubba e un pantalone
con le frange di morbida pelle e ai piedi un paio di comodi mocassini
alti. Solo in caso di freddi estremi un copricapo di pelliccia di castoro. In una delle prime storie Ken deve recarsi a Washington e un signore
paffuto, conosciuto sul treno, osserva che cosi' vestito fara' molta sensazione
nella capitale. "Perche' da voi vanno in giro nudi?" e' la secca
risposta di Ken. I suoi abiti sono gli stessi
che si possono vedere nei disegni e nelle fotografie che documentano la
vita degli abitanti della Frontiera. Egli non vive le sue avventure solo tra montagne innevate e brulli deserti
polverosi, i luoghi classici del West, anche se ama gli spazi liberi e
selvaggi come Jack London.
Ken e' il primo antieroe del fumetto italiano. Sergio Bonelli ha detto
che con lui nasce il fumetto adulto. In un certo senso e' vero: un personaggio
che non e' tutto muscoli e forza bruta, che non e' il difensore dei poveri
e degli oppressi, o perlomeno non si prefigge di esserlo a priori, ma
e' un uomo con tutti i limiti della sua umanita', certo puo' dirsi adulto.
Nel cinema i suoi fratelli/modelli sono "Corvo Rosso non avrai il
mio scalpo", "Piccolo Grande Uomo" e "Soldato Blu".
Berardi racconta storie che mai prima avevano trovato asilo in un albo
a fumetti di 98 pagine sul selvaggio West. Fa diventare Ken un marinaio
per descrivere la poeticita' e la terribile realta' delle navi impegnate
nella caccia alla balena, negli anni in cui l'olio del capodoglio non
costituisce piu' l'unica fonte di luce per il mondo e sta per essere sostituito
del tutto dal petrolio e dalla luce elettrica. Ken vive alcune delle sue avventure tra gli indiani piu' dimenticati
della storia: gli Inuit. Un popolo che abita le immense distese di ghiaccio
del nord del mondo e che erroneamente noi chiamiamo esquimesi. Il Popolo
degli Uomini, questo significa Inuit, che ogni giorno combatte contro
una natura inospitale e vince. In alcuni degli albi piu' intensi vengono toccati temi attualissimi:
l'omosessualita', la pena di morte, il razzismo ("Diritto e Rovescio",
"Cronaca", "Adah"). L'uomo Ken vince i pregiudizi,
i propri e quelli altrui, accetta il suo prossimo senza giudicarlo, si
crea un'etica personale che gli permette di guardare alla vita e alle
sue vicende serenamente. I due autori sono riusciti a combinare il piu'
sano fumetto popolare con i temi e la struttura narrativa raffinata dei
fumetti sperimentali, senza per questo annoiare il lettore. Addirittura, in un albo speciale intitolato "Il respiro e il sogno"
le storie sono raccontate senza il ricorso alle parole. Sono storie della
foresta, in cui la natura e i suoi ritmi e' protagonista. Un albo a colori
disegnato a china e acquerello da Ivo Milazzo, impedibile. Questo fumetto
ha attraversato periodi di crisi lunghissima, che sembravano terminati
con l'uscita del nuovo Ken Parker Magazine una rivista di fumetti e d'avventura
edita in origine dagli stessi Berardi e Milazzo. Purtroppo le leggi del
mercato sono implacabili. Un progetto troppo ambizioso, poco adatto al
lettore italiano lo hanno condannato in poco tempo alla chiusura. Dove stara' vagando ora Lungo Fucile? So long, amici e alla prossima settimana.
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