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Il respiro e il sogno

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Si chiamava "Casa dolce Casa" il primo numero di Ken Parker che ho tenuto tra le mani.

Parker Editore serie oro, lire duemila cinquecento. In copertina, come sempre, un bellissimo acquerello firmato Milazzo. Scoprii allora che esisteva anche un altro modo di fare un fumetto rispetto a quello tradizionale, un modo diverso e piu' intenso di raccontare una storia d'avventura.

La cavalcata di "Lungo Fucile", con questo nome gli indiani chiamano Ken, inizia nel 1977. Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo sono l'autore e l'ideatore grafico del personaggio. Occhi chiari, capelli color del fieno, il volto bello ed intenso di Robert Redford.

Ken e' un personaggio strano. Innanzitutto non gira armato come tradizionalmente farebbe, sarei tentato di dire deve fare, un eroe dei fumetti tradizionale. Egli dispone solo di un antiquato fucile da caccia ad avancarica modello Kentuky e di un coltello, a fronte di personaggi ammazzacattivi che generalmente si portano dietro un arsenale vero e proprio (ricordate il colonnello Mortimer di "Per qualche dollaro in piu"?).

Non veste con stivaloni e cinturone, non estrae le pistole alla velocita' della luce, non porta cappelli alla Tex Willer.

Indossa sempre un completo di fattura indiana: una giubba e un pantalone con le frange di morbida pelle e ai piedi un paio di comodi mocassini alti. Solo in caso di freddi estremi un copricapo di pelliccia di castoro.

In una delle prime storie Ken deve recarsi a Washington e un signore paffuto, conosciuto sul treno, osserva che cosi' vestito fara' molta sensazione nella capitale. "Perche' da voi vanno in giro nudi?" e' la secca risposta di Ken. 

I suoi abiti  sono gli stessi che si possono vedere nei disegni e nelle fotografie che documentano la vita degli abitanti della Frontiera.

Egli non vive le sue avventure solo tra montagne innevate e brulli deserti polverosi, i luoghi classici del West, anche se ama gli spazi liberi e selvaggi come Jack London.

Ken affronta tutti i pericoli che la Frontiera offre. Agisce negli ultimi anni anni dell'800, un periodo in cui molte trasformazioni si stanno verificando negli Stati Uniti: le citta' diventano metropoli, l'economia cresce, le nuove terre da colonizzare sono sempre di meno. Ken e' l'ultimo della sua razza. Dopo di lui non ne verranno piu' di uomini che dovranno cacciare per nutrirsi, che avranno, trecentosessantacinque giorni all'anno, il cielo per tetto e la terra per giaciglio, che vivranno liberi lontano dalle convenzioni e dalle lusinghe della cosiddetta civilta'.

Ken e' il primo antieroe del fumetto italiano. Sergio Bonelli ha detto che con lui nasce il fumetto adulto. In un certo senso e' vero: un personaggio che non e' tutto muscoli e forza bruta, che non e' il difensore dei poveri e degli oppressi, o perlomeno non si prefigge di esserlo a priori, ma e' un uomo con tutti i limiti della sua umanita', certo puo' dirsi adulto. Nel cinema i suoi fratelli/modelli sono "Corvo Rosso non avrai il mio scalpo", "Piccolo Grande Uomo" e "Soldato Blu".

Berardi racconta storie che mai prima avevano trovato asilo in un albo a fumetti di 98 pagine sul selvaggio West. Fa diventare Ken un marinaio per descrivere la poeticita' e la terribile realta' delle navi impegnate nella caccia alla balena, negli anni in cui l'olio del capodoglio non costituisce piu' l'unica fonte di luce per il mondo e sta per essere sostituito del tutto dal petrolio e dalla luce elettrica.

Ken vive alcune delle sue avventure tra gli indiani piu' dimenticati della storia: gli Inuit. Un popolo che abita le immense distese di ghiaccio del nord del mondo e che erroneamente noi chiamiamo esquimesi. Il Popolo degli Uomini, questo significa Inuit, che ogni giorno combatte contro una natura inospitale e vince.

In alcuni degli albi piu' intensi vengono toccati temi attualissimi: l'omosessualita', la pena di morte, il razzismo ("Diritto e Rovescio", "Cronaca", "Adah"). L'uomo Ken vince i pregiudizi, i propri e quelli altrui, accetta il suo prossimo senza giudicarlo, si crea un'etica personale che gli permette di guardare alla vita e alle sue vicende serenamente. I due autori sono riusciti a combinare il piu' sano fumetto popolare con i temi e la struttura narrativa raffinata dei fumetti sperimentali, senza per questo annoiare il lettore.

Addirittura, in un albo speciale intitolato "Il respiro e il sogno" le storie sono raccontate senza il ricorso alle parole. Sono storie della foresta, in cui la natura e i suoi ritmi e' protagonista. Un albo a colori disegnato a china e acquerello da Ivo Milazzo, impedibile. Questo fumetto ha attraversato periodi di crisi lunghissima, che sembravano terminati con l'uscita del nuovo Ken Parker Magazine una rivista di fumetti e d'avventura edita in origine dagli stessi Berardi e Milazzo. Purtroppo le leggi del mercato sono implacabili. Un progetto troppo ambizioso, poco adatto al lettore italiano lo hanno condannato in poco tempo alla chiusura.

Dove stara' vagando ora Lungo Fucile?

So long, amici e alla prossima settimana.

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