Alan Ford, la dinamite del fumetto
Di
questi tempi si fa un gran parlare di satira, di quello che e' la satira
o, meglio, di quello che dovrebbe essere. Entriamo anche noi nell'agone
cultural-sociologico, ma lo facciamo a modo nostro. Il fumetto puo'
essere satirico? La risposta non e' delle piu' facili, ma una risposta
affermativa e' non solo ammissibile, ma necessaria. Il fumetto riproduce
la realta' anche quando ha per protagonista un supereroe dotato dei
poteri piu' incredibili e fantasiosi. Non e' forse vero che gli Stati
Uniti furono arruolati anche Superman, Capitan America e compagnia cantata
per combattere la guerra contro il nazismo? E in Italia? Beh, come spesso
accade nel nostro paese, il fumetto ha preso una strada tutta sua per
esprimere il dissenso e la critica nei confronti della politica e della
societa'. Spesse volte gli autori sono riusciti a farlo con una tale
efficacia da traversare i confini nazionali e conquistarsi un posto
al sole anche in altri paesi. Pensiamo a Sturmtruppen di Bonvi, la striscia
italiana piu' conosciuta nel mondo, che e' una feroce satira della guerra
e dei suoi orrori.
Questo e il prossimo numero (speriamo che bastino altrimenti
abbonderemo) saranno dedicati ad Alan Ford il fumetto italico che coniuga
(anche se non sono verbi) avventura, gusto per il grottesco e ovviamente
la satira contro il modo di vivere occidentale.
Alan Ford e' il capolavoro della coppia Magnus & Bunker
di cui abbiamo parlato molto nei numeri precedenti. E' il 1969 e il
vulcanico duo, reduce da una mezza dozzina di clamorosi successi, trova
il bandolo della matassa e crea un universo di personaggi che racchiude
e completa tutte le invenzioni degli anni precedenti.
Alan
Ford, il personaggio che da il proprio nome alla serie, e' un povero
grafico pubblicitario macilento e allampanato, ma dotato di un certo
fascino gentile, che viene coinvolto nelle avventure di uno scassatissimo
gruppo di spie al servizio del governo. Si tratta del "Gruppo T.N.T."
(TriNitroToluene, la sigla della dinamite) costituito da un vecchio
furbone di tre cotte che si nasconde sotto lo pseudonimo di Numero Uno.
Il vecchio e' riuscito ad ottenere un misero finanziamento da parte
del governo attraverso un perfido gioco di ricatti e minacce a scapito
dei corrotti politicanti di Washington. Di eta' indefinibile, il Numero
Uno, e' immobilizzato su di una sedia a rotelle fatta in casa che ogni
tanto ha bisogno di essere rappezzata. Ha una barba lunghissima che
corre fino a terra e che gli ha fatto guadagnare anche il soprannome
di "Barbabianca". Il suo e' un caratteraccio. Tirannico e
dispotico, non e' disposto ad essere contrariato e non accetta consigli
ed intromissioni da parte di chicchessia. Il suo asso nella manica e'
un minuscolo libricino che tiene sempre con se, in esso ci sono le informazioni
piu' disparate e segrete su chiunque. Utilizzando l'arma del ricatto,
attraverso le informazioni contenute nel suo piccolo libricino, il Numero
Uno riesce sempre a ottenere quello che vuole soprattutto se il ricattato
e' un politico o un uomo di governo. Forte dell'autorizzazione governativa
ottenuta nei modi che ho detto, il Numero Uno si attiva per raccogliere
intorno a se i primi collaboratori. Ovviamente si circonda di perfetti
imbranati, "il meglio che sono riuscito a trovare" dira' in
seguito, che, ad ogni modo, riescono a portare a termine una serie di
incarichi strampalati e bislacchi come loro stessi.
Il
primo ad essere arruolato e' Cariatide, al secolo Gervasio De Statuis,
dormiglione emerito. Tiranneggiato dalla moglie per via della sua endemica
malattia del sonno, Cariatide decide di arruolarsi nell'esercito per
sottrarsi alle botte e alle sevizie. Ma anche nell'esercito si rendono
subito conto di che pasta e' fatto il buon Cariatide. Passa il suo tempo
a dormire e quando non dorme fa danni. Scrivano particolarmente ricercato,
riesce a scrivere le parole con lo svolazzo, e' pero' lentissimo e nel
USA ARMY il lavoro assegnatogli, quello di decifratore, lo svolge malissimo.
Finita la guerra il ritorno in patria per il nostro Cariatide non e'
dei migliori. Trova al porto la moglie che lo attende e, sorpresa!,
scopre che fingendosi uomo e' riuscita a farsi assumere come scaricatore.
Le angherie e le busse continuano, ma una notte Cariatide fa l'incontro
con il Numero Uno che gli propone di costituire un gruppo di super agenti
segreti. Piu' per sfuggire alle botte della moglie, che per spirito
patriottico Cariatide accetta.
Il
secondo ad essere arruolato e' un immigrato italiano, tale Geremia Lettiga.
afflitto da ogni male che il corpo umano possa contrarre, Geremia e'
sempre alla ricerca di un ambulatorio o di medicinali. Vecchio, ma non
troppo, ha un solo dente che gli spunta da un angolo della bocca. E
meno male! Peche' quell'unico dente gli procura dolori lancinanti per
via di una carie che di tanto in tanto si sveglia. E' il meno attivo
del gruppo e per questo fa coppia fissa con Cariatide con il quale condivide
il carattere indolente e accidioso.
La sede del "Gruppo T.N.T." e' un cadente negozio
di fiori in uno dei quartieri piu' poveri e depressi di New York. Privo
di qualunque comodita', il covo e' abitato alla meno peggio dai componenti
della sgangherata squadra di spie. Con il trascorrere del tempo alla
sede madre se ne e' affiancata un altra a Los Angeles, gestita da un
mafioso megalomane chiamato Grande Cesare.
Il
Numero Uno non vive con i suoi uomini, ma in un covo situato accanto
alla linea della metropolitana accessibile attraverso un passaggio segreto
situato accanto ad una cabina elettrica. Egli abita il nascondiglio
segreto con Grunf un altro dei membri del "Gruppo T.N.T.".
Si tratta di un immigrato di origine tedesca che veste una divisa aviatoria
della I Guerra Mondiale completa di casco in pelle e occhialoni. Ma
non si tratta di un ex pilota, bensi' del meccanico tuttofare del Barone
Rotto la versione tutta da ridere del mitico Barone Rosso. E' a causa
di Grunf che il Barone ci rimette la pelle nel corso dell'ultimo combattimento
e sempre Grunf, questa volta nella II Guerra Mondiale, da un colpo decisivo
alla disfatta della potente Luftwaffe hitleriana. Gruf e' per il "Gruppo
T.N.T." quello che Q e' per James Bond. Solo che i risultati di
Grunf sono eccezionali tenuto conto che opera con il misero budget di
qualche centesimo e pesca le sue attrezzature in una discarica o allo
scasso. Quando lavora spesso si sveste della giacca di pelle da pilota
ed esibisce magliette tarmate con motti di stampo littorio: "marciare
non marcire", "obbedire non tradire" ed altri inventati
da Bunker surreali ed assurdi non meno degli originali.
Mi rendo conto di essermi dilungato parecchio, quindi
vi rimando a sette giorni per conoscere gli altri componenti del "Gruppo
T.N.T." e alcune delle vicende che negli anni li hanno visti protagonisti
Ate' logo, ragazzi!.