Peanuts di saggezza
Questa settimana rompo gli argini da me stesso edificati
per inoltrarmi, ma neanche poi tanto, nell'universo dei fumetti stranieri.
Mi ero ripromesso di non farlo ed ero sinceramente convinto che non
l'avrei fatto mai, ma i miei propositi sono caduti come mele mature
quando ho avuto fra le mani un libro meraviglioso pubblicato da Mondadori
nella collana dei Super Miti (al prezzo stracciato di lire 12.900).
Mi riferisco a Peanuts di Charles M. Schulz, la raccolta delle ultime
tavole domenicali pubblicate dal compianto fumettista sui quotidiani
americani. La raccolta e' stampata in maniera superba e su carta da
veri signori. Qualcuno di voi potra' obbiettare che il mio e' uno spot
in piena regola, una reclame smaccata di un prodotto editoriale. Ebbene
si! Non posso negarlo, il mio consiglio e': COMPRATELO!.
Abbandono
per un attimo le lodi sperticate per fornirvi qualche ulteriore dettaglio
sul libro. Dicevo che contiene tutte le tavole domenicali pubblicate
da Schulz dal 1994 fino al 2000. Innanzitutto devo chiarire cosa sono
le tavole domenicali, ebbene esse sono qualcosa di irrinunciabile per
ogni buon americano e un espressione autentica del loro modo di essere
e della loro cultura. Compaiono ogni domenica nei quotidiani in forma
di inserto piu' o meno corposo a seconda dell'importanza della testata.
Anche il resto della settimana ci sono una o piu' pagine dedicate al
fumetto ma quella domenicale e' un occasione davvero speciale, perfino
il piu' squattrinato dei giornali di provincia cerca di accaparrarsi
un buon fumettista. Schulz e' stato certamente uno dei migliori, conteso
e ambito da tutti i piu' importanti quotidiani del paese, in altre parole:
un modello. Il giornale che poteva vantare la sua collaborazione contava
certamente qualche centinaio di migliaia di lettori in piu'.
Peanuts
letteralmente significa noccioline, ma sarebbe meglio tradurlo come
"bruscolini" questo termine ha il merito, infatti, di individuare
la saggezza spicciola che sta alla base delle storie quotidiane dei
piccoli protagonisti. Il fumetto vede la luce nel lontano 1950 e gia'
dalle prime storie pubblicate riscuote un meritato successo. Le strisce
che raccontano la vita di quel piccolo universo infantile piacciono
molto agli americani che finiscono per ritrovarci se stessi. Ma Peanuts
non piace solo a loro se e' vero che e' uno dei fumetti piu' pubblicati
al mondo. Questi ragazzini che frequentano la scuola elementare e che
vivono la loro vita tra il campetto di baseball e il giardino della
loro casa sono la sintesi delle frustrazioni e delle gioie dell'uomo
comune. Charlie Brown e' il loro "capo" anche se mai si riconoscerebbe
questo titolo perche' convinto di essere stupido e impacciato, in effetti
non ha tutti i torti. E' un sognatore che viene messo a dura prova dalla
vita, eppure non smette mai di sperare e immaginare un esistenza piu'
vicina alle sue aspirazioni. E' il simbolo dell'uomo moderno nevrotico
e angosciato che si vuole diverso da quello che e'. Si vedano i risultati
della squadra di baseball, sempre perdente, o gli innumerevoli tentativi
di far volare gli aquiloni che costruisce, Charlie Brown gestisce se
stesso e il gruppo come puo', ma non riesce a cavare un ragno dal buco.
Poi c'e' Linus che non si separa mai dalla sua copertina, tranne forse
che per lavarla. E' uno dei tipi umani che ha raccolto i maggiori consensi
e ha dato il nome ad una sindrome psichiatrica.

Snoopy
e' il cane di Charlie Brown, un bracco bianco e nero nasuto e
sognatore. Sa un po' di francese perche' ha combattuto nella prima guerra
mondiale sul fronte franco-tedesco contro il Barone Rosso, naturalmente
non e' vero ma non ha alcuna importanza. Ha per amico un pennuto di
nome Woodstok con cui dialoga all'infinito. Snoopy conosce la vita o
almeno si atteggia come uno rotto a tutto, ma ovviamente non e' quel
tipo di cane. Fuori dal suo giardino, lontano dalla famiglia che lo
nutre e coccola ha paura anche lui come tutti noi. C'e' Schroeder che
non e' il premier tedesco, ma e' quel bimbo biondo che suona il piano
con trasporto e passione. Ha sul pianoforte, un piccolissimo pianoforte
in verita', il busto di Behetoven che gli tiene compagnia e gli fa da
esempio. Debbo forse dirvi chi sono Patty, Lucy, o Pig Pen? Credo proprio
di no.
Schulz
e' morto da pochi mesi e quindi noi non leggeremo piu' storie nuove
di Linus & Co., ma questo benche' sia un peccato assegna un valore
maggiore a tutte le strisce o tavole che sono state disegnate fino a
poco tempo fa.
Prima di morire (Schulz era affetto da una grave malattia che gli impediva
di svolgere con continuita' il proprio lavoro) si e' ritirato dall'attivita'
non potendo e non volendo passare ad altri la sua creazione. Ha fatto
bene, noi lettori avremmo perso la sostanza conservando l'involucro.
Attento ad ogni fenomeno sociale, Schulz lo trasferiva puntualmente
nelle sue tavole mettendo in mostra i contrastanti sentimenti che l'evento
produceva sulla gente comune. Un osservatore attento della realta',
ma anche un conoscitore dell'universo uomo di cui ha saputo cogliere
i piu' segreti moti dell'anima, le paure, le aspirazioni e i desideri
piu' intimi. Per questo motivo Peanuts non e' destinato ai bambini che
non ne comprenderebbero tutte le sfumature, ma agli adulti che vi sono
fedelmente rappresentati.
Anche per oggi e' tutto.
Ate' logo, ragazzi!