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Diabolik, il fumetto del brivido

 

Carissimi, la scorsa settimana ci siamo occupati del "fenomeno" Dylan Dog. Restiamo nell'ambito dei "fenomeni" di costume e diamo uno sguardo al fumetto nero italiano. Chiunque si sia interrogato sui motivi del successo dell'"Indagatore dell'incubo" non ha potuto fare a meno di gettare uno sguardo alla fortunata stagione del nero anni '60 alla ricerca di possibili analogie.

Figlio di Fantomas e del romanzo d'appendice, Diabolik ha rappresentato per alcuni anni l'unico esempio di personaggio vincente, ma negativo. Il lettore, furioso se derubato nel proprio, si sorprendeva a tifare spudoratamente per il ladro in calzamaglia di Clerville. L'idea di creare un personaggio "nero" nasce a Luciana e Angela Giussani, milanesi purosangue. Negli anni '60 ci fu un forte ritorno del feuilletton francese, soprattutto negli sceneggiati televisivi RAI, e le due sorelline ebbero l'intuizione di trasferire nel fumetto quel genere di storie. Angela Giussani era sposata con l'editore Gino Sansoni, un altro talento dell'editoria italiana, che subito fiuto' l'affare. E che affare! Diabolik ha aperto un filone lunghissimo di imitatori piu' o meno caratterizzati: Sadik, Infernal, Demoniak, Kriminal e Satanik. 

La maggior parte del merito va riconosciuto ad Angela Giussani, come sua sorella ha sempre sostenuto, ma se fu lei a tratteggiare il personaggio per la prima volta di certo Luciana non ha svolto un ruolo secondario nello sviluppo e nella caratterizzazione di Diabolik. Ad Angela venne l'idea vincente delle maschere di gomma con le quali Diabolik si camuffa, che costituiscono lo strumento piu' importante dei suoi raggiri, quello attraverso il quale riesce sempre a sfuggire agli agguati della polizia. Successivamente fu scelta l'auto che lo avrebbe condotto sulle strade di Clerville a folle velocita': una fantastica e futuristica, per quei tempi, Jaguar.

Tutti avrete notato che il volumetto di Diabolik occupa pochissimo spazio e sta comodamente in una tasca. Inoltre le storie si leggono in poco meno di mezz'ora. Non e' un caso. Le diaboliche sorelle avevano studiato le abitudini dei pendolari e avevano creato un prodotto che rispondesse perfettamente all'esigenza dei corti spostamenti e della praticita' di lettura. Diabolik si legge perfettamente anche nelle posizioni piu' scomode e precarie perche' la pagina e' costruita da due vignette soltanto.

Diabolik e' un fascicolo costantemente aperto presso la sede della polizia di Clerville, un fascicolo che con tutta probabilita' non sara' mai chiuso. Il re del terrore, come fu battezzato nel numero 1 del 1962, e' un ladro di professione che prova un gusto particolare a sfidare la legge, rappresentata dall'ispettore Ginko. Seppur sveglio e capace, Ginko non riesce a mettere le mani su Diabolik che ha un'organizzazione logistica assolutamente fuori dal comune. Uno tra gli elementi che ha decretato il successo del fumetto e' senz'altro l'uso dei gadgets alla James Bond. Rifugi segreti, armi da scasso innovative, trappole, congegni elettronici vari, si rinvengono a centinaia disseminati tra le pagine di un suo albo. Sempre nuovi, mai ripetitivi. 

La sua compagna Eva Kant e' cosiderata da tutti come un esempio, direi fulgido, di dedizione e devozione al suo uomo. Meriterebbe qualcosa di piu' in termini di attenzioni da parte di lui. Forse e' per questo che Paolo Eleuteri Serpieri, il padre di Druuna, immaginando Diabolik da vecchio lo ha raffigurato come un pensionato squallido e solo perso in un cadente interno borghese, abbandonato da Eva che e' fuggita via con il suo piu' acerrimo nemico: Ginko.

 "Problemi giudiziari" potrebbe essere il titolo di un capitolo della lunga storia di Diabolik. Non si tratta della cronaca dei processi subiti dall'inafferrabile ladro, bensi' della meno esaltante narrazione delle disavventure giudiziarie subite dalla casa editrice Astorina nel corso delle pubblicazioni. Diabolik, nella persona dei suoi autori, ha frequentato a lungo le aule giudiziarie, chiamato in causa dai cosiddetti benpensanti che in ogni tempo si illudono di salvare i giovani da se stessi vietando loro la lettura di fumetti, libri e la visione dei films ritenuti pericolosi. Luciana Giussani ha detto in un intervista al mensile Fumetti d'Italia: "Quante denunce! Dopo abbiamo fortunatamente trovato sempre un giudice con la testa sulle spalle che diceva: "ma insomma, sono solo disegni!"

Lo scopo di Diabolik non e' rubare per arricchirsi, piuttosto egli ruba per assecondare il suo istinto che lo spinge alla sfida. La sfida e' contro un sistema d'allarme, contro le forze dell'ordine che lo braccano, contro chi si illude di poterla fare franca. Anche quando uccide, e lo fa molto di rado, egli non prova alcun gusto. Mors tua, vita mea. Una delle caratteristiche piu' stimolanti del fumetto sta nel realismo delle sue storie. Innanzitutto i colpi di Diabolik sono tecnicamente verosimili, anche se inattuabili. La citta' in cui opera di preferenza, Clerville, e' stata creata appositamente per soddisfare la smania di precisione delle sorelle Giussani. In una storia ambientata a Milano, infatti, le due autrici avevano riscontrate troppe e tali imprecisioni nei disegni della citta' da indurle a trasferire l'impresa criminosa nella ridente e inesistente cittadina franco-americana di Clerville.

Qualcuno ha fatto notare che se la polizia di Clerville si servisse di elicotteri a Diabolik non sarebbe piu' possibile fuggire. Effettivamente c'e' del vero, ma si dovrebbe rinunciare agli inseguimenti mozzafiato tra la Jaguar truccatissima e superaccessoriata del re del crimine e le auto della polizia. Sarebbe un peccato. Di recente era stato indetto un concorso tra i lettori per individuare la possibile nuova auto di Diabolik. Anche gli eroi dei fumetti hanno gli ordinari problemi che affliggono tutti gli automobilisti, dunque. Non so come sia andata a finire, ma spero che l'auto sia rimasta la stessa, in fondo farebbe sognare anche oggi gli amanti delle quattro ruote.

Anche per questa settimana e' tutto, ci leggiamo tra sette giorni. Protagonisti del prossimo numero del nostro teatro del ditale saranno i terribili Kriminal e Satanik.

Ate' logo, ragazzi!

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