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Diabolik, il fumetto del brivido
Carissimi, la scorsa settimana ci siamo occupati del "fenomeno" Dylan Dog. Restiamo nell'ambito dei "fenomeni" di costume e diamo uno sguardo al fumetto nero italiano. Chiunque si sia interrogato sui motivi del successo dell'"Indagatore dell'incubo" non ha potuto fare a meno di gettare uno sguardo alla fortunata stagione del nero anni '60 alla ricerca di possibili analogie.
La maggior parte del merito va riconosciuto ad Angela Giussani, come sua sorella ha sempre sostenuto, ma se fu lei a tratteggiare il personaggio per la prima volta di certo Luciana non ha svolto un ruolo secondario nello sviluppo e nella caratterizzazione di Diabolik. Ad Angela venne l'idea vincente delle maschere di gomma con le quali Diabolik si camuffa, che costituiscono lo strumento piu' importante dei suoi raggiri, quello attraverso il quale riesce sempre a sfuggire agli agguati della polizia. Successivamente fu scelta l'auto che lo avrebbe condotto sulle strade di Clerville a folle velocita': una fantastica e futuristica, per quei tempi, Jaguar. Tutti avrete notato che il volumetto di Diabolik occupa pochissimo spazio e sta comodamente in una tasca. Inoltre le storie si leggono in poco meno di mezz'ora. Non e' un caso. Le diaboliche sorelle avevano studiato le abitudini dei pendolari e avevano creato un prodotto che rispondesse perfettamente all'esigenza dei corti spostamenti e della praticita' di lettura. Diabolik si legge perfettamente anche nelle posizioni piu' scomode e precarie perche' la pagina e' costruita da due vignette soltanto. Diabolik e' un fascicolo costantemente aperto La sua compagna Eva Kant e' cosiderata da tutti come un esempio, direi fulgido, di dedizione e devozione al suo uomo. Meriterebbe qualcosa di piu' in termini di attenzioni da parte di lui. Forse e' per questo che Paolo Eleuteri Serpieri, il padre di Druuna, immaginando Diabolik da vecchio lo ha raffigurato come un pensionato squallido e solo perso in un cadente interno borghese, abbandonato da Eva che e' fuggita via con il suo piu' acerrimo nemico: Ginko. "Problemi giudiziari" potrebbe essere il titolo di un capitolo della lunga storia di Diabolik. Non si tratta della cronaca dei processi subiti dall'inafferrabile ladro, bensi' della meno esaltante narrazione delle disavventure giudiziarie subite dalla casa editrice Astorina nel corso delle pubblicazioni. Diabolik, nella persona dei suoi autori, ha frequentato a lungo le aule giudiziarie, chiamato in causa dai cosiddetti benpensanti che in ogni tempo si illudono di salvare i giovani da se stessi vietando loro la lettura di fumetti, libri e la visione dei films ritenuti pericolosi. Luciana Giussani ha detto in un intervista al mensile Fumetti d'Italia: "Quante denunce! Dopo abbiamo fortunatamente trovato sempre un giudice con la testa sulle spalle che diceva: "ma insomma, sono solo disegni!"
Qualcuno ha fatto notare che se la polizia di Clerville si servisse di elicotteri a Diabolik non sarebbe piu' possibile fuggire. Effettivamente c'e' del vero, ma si dovrebbe rinunciare agli inseguimenti mozzafiato tra la Jaguar truccatissima e superaccessoriata del re del crimine e le auto della polizia. Sarebbe un peccato. Di recente era stato indetto un concorso tra i lettori per individuare la possibile nuova auto di Diabolik. Anche gli eroi dei fumetti hanno gli ordinari problemi che affliggono tutti gli automobilisti, dunque. Non so come sia andata a finire, ma spero che l'auto sia rimasta la stessa, in fondo farebbe sognare anche oggi gli amanti delle quattro ruote. Anche per questa settimana e' tutto, ci leggiamo tra sette giorni. Protagonisti del prossimo numero del nostro teatro del ditale saranno i terribili Kriminal e Satanik. Ate' logo, ragazzi!
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