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Fumetti del Ventennio

Questa settimana facciamo un passo indietro. Un passo molto lungo. Daremo un'occhiata al fumetto anteguerra, ai personaggi piu' importanti, ai disegnatori e agli autori dei testi. Questo capitolo della storia del fumetto italiano e' stato scritto infinite volte, ma sempre, o quasi, con un odioso atteggiamento di sufficienza.Richiedera' almeno un paio di puntate quindi fatemi sapere se e' di vostro gusto. 

Iniziamo con un personaggio tra i meglio riusciti dell'epoca: Virus ovvero "il mago della foresta morta". Fu creato da Federico Pedrocchi nel 1939 con i disegni di Walter Molino, i piu' anziani lo ricorderanno perche' successe a Beltrame come disegnatore delle copertine della Domenica del Corriere. Il personaggio venne pubblicato sul settimanale "Audace" di G.L.Bonelli di cui abbiamo parlato un paio di numeri fa. Virus e' uno scienziato folle che vuole dominare il mondo. Fin qui niente di nuovo, negli anni '30 la figura dello scienziato folle e desideroso di potere era assai utilizzata, in altre parole: topica. Egli si serve, pero', di mezzi quanto meno inusuali. Ad esempio: con una macchina di sua invenzione riesce a trasmettere a distanza i corpi degli uomini, una sorta di teletrasporto ante litteram. Con un altra apparecchiatura risveglia le mummie egiziane dal loro sonno millenario e le sottomette alla sua volontà. Nel dopoguerra ci riprova inventando una macchina capace di dirigere i raggi del sole. E' accompagnato da un fedele servitore: Tirmud, una misteriosa figura. I suoi antagonisti sono Roberto, un ingegnere, e suo nipote Piero. I suoi tentativi finirono sempre male e la sua smisurata sete di potere finirono per essere puntualmente frustrate.Il personaggio resta uno degli esempi piu' importanti e riusciti di fumetto italiano di fantascienza.

Con "Saturno contro la Terra" restiamo nella migliore fantascienza italiana. Autori delle storie furono Cesare Zavattini, lo ricorderete come sceneggiatore del primo neorealismo italiano, Federico Pedrocchi e il disegnatore Giovanni Scolaro. Il protagonista della storia e' il Professor Marcus assieme al suo assistente Ciro. A differenza di Virus, questo scienziato e' un buono e tutt'altro che folle. Dobbiamo a lui, infatti, se i saturniani non ci hanno invaso! Molte le trovate originali di questo fumetto. A partire dalla realizzazione grafica degli extraterrestri che sono in tutto e per tutto simili agli esseri umani, ma di colorito giallognolo. Hanno occhi sporgenti assai inquietanti e un copricapo a forma di cresta di gallo. Detto cosi' non sembra poi molto, ma le figure di questi malvagi alieni hanno inciso un ricordo indelebile nella memoria dei ragazzi di allora e ancora oggi conservano un fascino sottile. Si avvalgono, neanche a dirlo,di una tecnologia superiore soprattutto in fatto di armi. Vi presento i loro capi: Nutor, Darfo, Berco e Rebo. Ma il piu' pericoloso di tutti e' il loro scienziato Netro, un vero irriducibile. La serie e' molto bella, almeno cosi' assicura chi ne ha letto qualcosa in piu' di tre o quattro tavole come me. E' purtroppo quasi introvabile. Rebo, uno dei saturniani, e' stato riproposto da Luciano Bottaro, un disegnatore disneyano in alcune storie sulla famiglia dei paperi piu' famosa del mondo. La prima risale al 1960 e si intitola "Paperino e il razzo interplanetario". Successivamente Rebo e' apparso nel 1995 nella storia "Paperino e il ritorno di Rebo" e in altre storie successive. Vi propongo un'immagine del nuovo Rebo targato bottaro.

Il piu' noto fumetto di quegli anni e' certamente Dick Fulmine. Disegnato da Carlo Cossio su testi di Vincenzo Baggioli nasce all'indomani della messa al bando dei fumetti americani ad opera del Minculpop. La lotta al sistema democratico non si fermava neppure di fronte ai personaggi dei fumetti. I ragazzi di allora poterono leggere le storie dei grandi eroi americani solo dopo che fossero state opportunamente epurate dai censori di regime. In molti casi non ci si limito' ad italianizzare i nomi dei protagonisti, come era allora in voga, ma si arrivo' a vietare del tutto la pubblicazione di intere storie. Unica eccezione fu il Topolino di Disney che, assicurano i beneinformati, era un protetto dello stesso Duce e per questo fu guardato con un occhio di particolare benevolenza.Ma torniamo a Dick Fulmine. Dotato di un fisico poderoso, di una mascella maschia e chiaramente mussoliniana Dick e' l'immagine del perfetto italiano ligio al dovere, coraggioso e patriota. Il suo modello fisico e' Primo Carnera il campione dei massimi che tanto esalto' le folle e inorgogli' il regime. Ovviamente egli agisce al di fuori dei confini nazionali, preferibilmente in America o in estremo oriente. L'ambientazione esotica e' una costante di quegli anni e appare quasi irrinunciabile agli autori dei testi. Dick e' un italo-americano, laddove per americano si intendeva qualcosa di straordinario. I suoi nemici abituali erano: il cubano Zambo, cosi' ben caratterizzato dagli autori che fini' per risultare molto simpatico e amato, l'ipnotizzatore Flattavion, dotato di poteri stupefacenti che richiamavano quelli piu' famosi di Mandrake, e Maschera Bianca, un bandito armato di una pistola a gas soporifero di sua invenzione. Allo scoppio della guerra Fulmine, come allora fu chiamato per una patriottica rinuncia al nome Dick, servi' l'Italia sui diversi fronti portando lo scompiglio tra le file degli alleati. La fine della guerra lo trovo' in Giappone impegnato ad aiutare i nostri alleati di allora nella lotta agli americani. Il personaggio sopravvisse alla guerra e continuo' le sue uscite in edicola con regolarita' fino agli anni '50, ma in quegli anni il gusto dei lettori andava orientandosi verso nuove direzioni e la fortuna di Dick Fulmine cesso'.

Anche per questa settimana e' tutto.

Ate' logo, ragazzi!

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