HE GOT GAME!

 

Bentornati a He got game!

In queste ultime settimane il mondo del basket e' stato sconvolto dalla incredibile notizia del ritorno in campo di Michael Jordan. In realta' era una notizia nell'aria ormai da diversi mesi, visto che gia' da luglio l'ex Bulls aveva iniziato ad allenarsi a pieno regime. Una scelta che inevitabilmente ha creato molte attese, tra gli addetti ai lavori e tra i tantissimi tifosi che il grande MJ ancora ha in tuttto il mondo. Si tratta del suo secondo ritorno alle gare, dopo il primo avvenuto a metá della stagione 94/95. Il primo ritiro di Michael erŽ avvenuto nel 93 all'indomni del terzo titolo di fila conquistato con i Bulls, fu dovuto essenzialmente alla trgica scomparsa del padre e dalla voglia di provare una nuova sfida nel mondo del Baseball. Fallita quest' avventura (riusci' ad arrivare a giocare solo in una lega minore e mai nelle Major) e smaltita l'amarezza per la perdita del genitore, Michael decise di rientrare nei suoi Bulls e nei successivi tre campionati avrebbe ottenuto altrettanti successi. Una impresa straordinaria e che si concluse con una delle piu' incredibili ed indimenticabili prove individuali a cui abbia mai esistito. In gara 6 delle finali del '98 a Utah, MJ colpito da un virus poco prima della gara, gioco' con la febbre a 40. Nonostante cio' trascino' i suoi compagni alla vittoria, mettendo a segno il canestro decisivo a pochi secondi dal termine, in un uno contro uno ormai entrato nella storia di questo sport contro l'ala dei Jazz Bryon Russell. Dopo quel successo Mike decise di ritirarsi, affermando di scegliere quel momento perche' era il miglior giocatore del mondo e della storia e che non gli sarebbe piaciuto invecchiare sul parquet! A tre anni di distanza pero' Jordan ci ha ripensato, la scorsa stagione da presidente dei Wizards e' stata per lui molto frustrante. Abituato a vincere non riusciva a sopportare la incredibile serie di sconfitte che la sua squadra era costretta a subire. Inoltre vedendo l'attegiamento molle e quasi rassegnto dei suoi "dipendenti", era inevitabile che maturasse in lui la voglia di dimostrare ancora di potersela giocare con i migliori. Cosi' all'inizio quasi per gioco, poi con sempre maggior consapevolezza, Jordan ha iniziato ad allenarsi duramente in una esclusiva palestra di Chicago, gestita dal suo ex preparatore atletico personale Danny Grover. Dopo aver perso circa venti chili e dopo saggiato le sue possibilita' in alcune partitelle con diverse stelle Nba, Michael ha capito che ce la poteva fare e neppure un brutto infortunio alle costole, che l'ha tenuto fermo per diverse settimane e' riuscito a fermarlo. Certo a 38 anni affrontare la durissima stagione Nba non sara' uno scherzo, ma statene certi se Michael ha deciso di tornare vuol dire che che e' sicuro delle sue possibilita' e che potra' quindi ancora farci sognare come qualche anno fa. Certo il ritorno all'attivita' da parte di grandi campioni gia' in vanti negli anni e' spesso stato molto deludente, rispetto alle attese, si ricordino a proposito i patetici tentativi di Mohammed Ali' e di Bjorn Borg. Ma per Jordan e' diverso, lui era solo tre anni fa il piu' incredibile atleta in circolazione, il migliore in assoluto e se non ai livelli a cui ci aveva abituato, sicuramente potra' essere all'altezza dei migliori. Un capitolo a parte meriterebbe l'incredibile volume di affari che il rientro di MJ creera' introrno all'Nba. I suoi sponsor, la Nike in primis stanno giá gongolando, visto che anche a tre anni dal suo secondo ritiro Michael rimaneva uno degli alteti piu' conosciuto ed influente in assoluto. Non solo ma anche la lega americana ne trarra' un grosso vantaggio, non caso infatti il rientro ufficiale di Michael avverra' al Madison square garden di New York, vale a dire il parquet piu' prestigioso del mondo e uno dei palcoscenici preferiti da Michael, dove ha sempre giocato delle partite esaltanti, come quaando nel 95, a poche settimane dal suo primo rientro ando' a stampare 55 punti in faccia ai Knicks di Pat Riley. Difficilmente il 30 ottobre Jordan riuscira' a ripetere una prova del genere, ma sicuramente l'aria del Madison lo carichera' ancora di piu' e allora non ci rimarra' altro da fare che sederci in poltrona e goderci lo spettacolo!

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Questa rubrica e' a cura di:

Antonio Martelli


 

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