HE GOT GAME!

 

 

Bentornati a He Got game! Sono passate ormai due settimane da quel tragico 11 settembre che ha cambiato il corso della storia di questo inizio di muovo millennio. Anche lo sport mondiale À stato sensibile al richiamo della tragedia avvenuta a New York e in un modo o nell'altro non ha fatto mancare il suo apporto. Un pŽ da per tutto ci sono state manifestazioni di affetto e cordoglio per le innumerevoli vittime della tragedia americana, anche se in alcune occasioni si e' agito con un colpevole ritardo. Mi riferisco ovviamente all'infelice decisione di far comunque disputara le partite della Champions League nel giorno stesso del disastro delle Twin Towers. Una scelta assolutamente deprecabile da parte dell'Uefa, che ancora una volta ha dimostrato come al suo interno, agiscano soltanto una massa di funzionari incompetenti e dediti soltanto alla ricerca del profitto. Una parte di responsaibilitá da parte mia va anche alle societá e ai giocatori, che nonostante l'ordine dell'Uefa di giocare, potevano benissimo rifiutarsi di scendere in campo in quel determinato momento. Sicuramente avrebbero dimostrto agli occhi dell'opinione pubblica generale, che i soldi ancora non sono tutto e quando succedono cose come questo À giusto mettersi da parte. A dimostrazione dell'incredibile autogoal fatto dal massimo organo del calcio europeo, la decisione poi di non giocare le gare del giorno dopo, quasi una ammissione di colpa a cui si À cercato di rimediare in qualche modo.

In definitiva ancora una volta una grossa lezione ci À stata impartita dallo sport americano, che immediaatamente si e' fermato e senza la benche' minima esitazione. Sicuramente loro erano coinvolti piö direttamente di noi in questa immane tragedia, ma l'organizzazione degli sport professionistici americani e' di gran lunga piö complicata rispetto a qualla europea, non solo ma il giro di miliardi di dollari À decisamente sproporzionato rispetto al nostro. Uno sport come il Baseball, che negli ultimi sessant'anni si e' fermato una volta sola nell'arco della sua storia, in occasione dello sbarco in Normandia (Giugno '44 tanto per farsi capire!) , ha deciso quasi immediatament di interrompere le partite per una settimana. Stesso discorso per il Football della Nfl, che ha meno rilevanza del baseball sul tessuto socioculturale degli americani, ma che pure e' uno dei primi tre sport piu' seguiti negli states. Non solo ma alla ripresa delle partite, deopo la settimana di sosta, si e' ricominciato in modo molto soft, con manifestazioni di cordoglio e commozione in ricordo delle vittime americane. L'inno nazionale cantato all'inizio di ogni partita, il God bless America che ha risuonato un po' dapertutto e' stato certamente un momento molto toccante e che tutti gli sportivi americani hanno sentito molto forte. Non solo ma solo pochi giorni fa, una partita di Hockey della Nhl e' stata interotta all'inizio dell'ultimo periodo per ascoltare in diretta il discorso di Bush al Congresso americano nel quale si preannunciava l'impegno deciso degli americani alla lotta per sgominare la banda di Osama Bin Ladin. Ancora una volta quindi, noi europei abbiamo subito una grande lezione di civilta' da parte di un popolo, che anche in un momento di grande sofferenza e di graande commozione ha saputo insegnarci qualcosa. Certamente lo sport in questa immane tragedia ha una rilevanza secondaria, ma l'impatto che questo ha su milioni di appassionati, soprattutto giovani, in tutto il mondo fa si che comunque determinati comportamenti finiscano per influenzare positivamente la cultura non solo sportiva, ma civile di tante persone.

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Questa rubrica e' a cura di:

Antonio Martelli


 

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