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BLOW:


Raccontare una storia vera non e’ semplice, paradossalmente.
Paradossalmente, potrebbe diventare falsa, o quasi, se l’aitante e
bellissimo trafficante in questione,(Johnny Deep), alla fine del film tutto
ispirasse fuorche’ il desiderio di vederlo in carcere, come giustizia vuole.
Sceglieresti piuttosto di prenderlo in custodia personale, di tallonarlo per
evitare che scappi, di perquisirlo a fondo per evitare che nasconda “roba”,
di chiedergli frequentemente di spogliarsi completamente per poi farlo
subito rivestire, come fa il secondino tremendo (Kevin Bacon) di Sleepers,
con i baby-protagonisti, ma…. non lo lasceresti andare in prigione.
Io inoltre lascerei lunghe pause tra il farlo spogliare e il farlo
rivestire, non fosse altro perche’ la punizione giungerebbe piu’ dura.
E cosi, dopo aver visto l’ascesa del bellissimo trafficante, dei suoi
completi bianchi con cravatta nera, del suo stile misto Saturday night
fever/sosia di Elvis Presley gia’ alle prese con i tranquillanti, dei suoi
Rolex, della sua bellissima moglie (Penelope Cruz)…. e’ un dispiacere
vederlo “rimbambito” (ritornato stranamente alla demenza infantile), nel
cortile della prigione.
Di solito un bambino che all’improvviso deve affrontare un grosso problema
familiare, come la bancarotta del padre, e’ un bambino che fa pena, e’ un
bambino che lo spettatore vorrebbe aiutare, anche, e soprattutto, dopo
avergli sentito dire, con una vocina gentile e i corn-flakes nel tazzone,
“…io non voglio essere povero, Daddy!”.
Come mai ho conservato la sensazione di voler aiutare quel bambino
nonostante, dopo i corn-flakes, si sia risucchiate come un vortice, continue
strisce di coca, e invece di scambiare le figurine di Ronaldo abbia aperto
nuove piste al traffico della droga?
Puo’ darsi che la magia del film consista proprio nella non ovvieta’
dell’odio nei confronti di cio’ che, nell’opinione pubblica mondiale, e’
male.
Anche un trafficante di droga ha dei sentimenti.
Ragione per la quale alla fine del film e’ comunque un dispiacere leggere
che non ha mai piu’ rivisto sua figlia, nonostante sognasse di farlo ogni
giorno, eppure quello che hai difronte e’ un trafficante di droga
nell’America latina che aveva promesso a sua figlia di abbandonare il suo
lavoro per portarla in California, ma,,,
Credo che sia valsa lapena vedere Blow, non fosse altro perche’ adesso ho
capito perche’ i miei capelli mi si sciupano all’improvviso senza che possa
individuarne la causa.
I capelli di Jhonny Deep nel film sono lugnhi e spettacolari sino a quando
riesce a guadagnare dollari in gran quantita’, quando cade in disgrazia i
suoi capelli all’improvviso assomigliano a dir poco alla parrucca che King
Hong ha prestato a Jabba the Hutt per fave Star Wars.

Impressionante!


Per le ragazze, N.B.
Spesso la presenza di Jhonny Deep nel film sfalsa le reali emozioni che la
trama dovrebbe rimandare, tipo quando si affaccia ad una balconata,
all’interno di un grande palazzo dove una festa da trafficanti e belle donne
e’ in corso, credo sia al massimo delle inquadrature. Se mi avessero
assoldato per il Casting, nonostante la sua bravura, non lo avrei scelto, se
mi avessero ingaggiata per il Make-Up, avrei fatto dei trucchi spettacolari
nel camerino di Jhonny.

 

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