Il Film della Settimana

 

Ghost World


Siamo negli Stati Uniti, unitissimi, credo negli anni ’70, anche se come
Andrea ha fatto notare, ci sono spesso richiami anche agli anni ’60 e in
qualche modo alla “ modernita’ “.
E’ probabile che dopo “Moulin Rouge”, e “Storia di un cavaliere”, l’idea di
far convivere nello stesso ambiente cronologico, musiche, abiti, usanze di
diverse epoche, e’ diventato ormai un marchio di qualita’.
Comunque.
Due ragazze americane, molto sveglie, molto originali, e molto anche
“laterali”, cioe’ poco amalgamate con il resto della gioventu’ del posto,
sono felici di aver preso il diploma. Devono affrontare l’estate e
soprattutto una serie di problemi.
Primo fra questi: trovare un lavoro.
Becky, sembra essere la piu’ responsabile delle due, e’ vero infatti che
trova un lavoro, lo mantiene, e comicia ad arredare quell’appartamento che
dovrebbe essere la nuova casa per entrambe. Capelli biondo scuro, sempre
squadrati, voce bassa, e molto senno.
Enid, dovrebbe essere la “diversa” di tutta la storia, una ragazza
irrequieta che cambia colore di capelli secondo l’umore, e che offre la
sensazione allo spettatore, o almeno a me, di star cercando qualcosa davvero
di originale, diverso dalla, “massa” se possiamo dire cosi. Schietta, fino a
perdere tre diversi impieghi in pochi giorni, dotata per il disegno in
genere, senza una madre e con un padre, esageratamente dolce. Il che sdride
ovviamente con la sua personalita’ irruenta. Lei e’ dotata di molto seno.
Qualcosa di originale in realta’ sembra non trovarlo. Trova uno Steve
Buscemi che viaggia anche lui ai margini, seppur la sua passione per il jazz
e la collezione di vinili, impreziosisce in qualche modo il personaggio.
Non abbastanza da appagare l’attrazione di Edit per lui.
Quindi ben presto quello che sembrava originale si rivela per niente
efficace.
Del resto parliamo di una sedicenne o giu di li, e di un quarantenne senza
sprint.
Se volessimo interpretare questo ennesimo film americano, sulla societa’
americana, secondo il modo americano, diremmo che siamo alle prese con la
solita ragazza dalla famiglia a pezzi, delusa della piccola realta’ in cui
vive, ma incapace di tirarsene fuori, incapace di crescere, anche perche’ la
piccola realta’ non le offre che piccole opportunita’. Se volessimo
affidarci al solito contrasto di cio’ che e’ bene e di cio’ che e’ male,
potremmo dire che Becky rappresenta la ragazza tenace e responsabile, e
Enid, la fuoriclasse, ma perdente e irresponsabile.
Sanno che dopo il diploma devono cercarsi un lavoro, si avverte che e’ un
iter necessario, e del resto e’ un esigenza che tuttora appartiene alla
cultura americana, ma solo una di loro vi riesce.
Quindi Becky e’ brava, Enid non lo e’. Semplice!
E pensare che in Italia, dopo il diploma, (che sia delle medie o delle
superiori), si pretende il viaggio all’estero, possibilmente a Londra, o a
Praga, o a Parigi, (per le signorine), i genitori ce lo devono.
Chi conquista il viaggio premio e’ bravo, chi resta a casa non lo e’.
Almeno questo appartiene ancora oggi alla societa’ giovane italiana.
Tralasciando le differenze piacevoli o meno, tra culture, il film finisce
con una stranissima sequenza, vorrei dire, ruffiana.
So che da qualche parte, adesso non ricordo dove, ci sono delle sale per la
proiezione di film, in cui lo spettatore, giunto quasi alla fine della
storia, puo’ scegliere il finale che piu’ gli aggrada, spingendo uno dei
tasti ai lati della poltrona. Drammatico, lieto, allegro, stupido….non so
quante siano le opzioni.
Se la maggioranza dei presenti fa la tua stessa scelta, la storia finira’
secondo i tuoi gusti.
Ghost World, ha un finale che si presta a tutte le possibili
interpretazioni, non ci sono bottoni da schiacciare, ma sei libero di
leggerlo secondo i tuoi gusti. Se ami i finali drammatici, allora il finale
di questo film e’ drammatico, se ami il lieto fine, allora la storia si
presta al lieto fine, insomma, come dire, la cosa piu’ originale di questa
ennesima storia all’americana, e’ l’ EQUIVOCITA’ del finale, che puoi
interpretare a seconda di come ti senti all’uscita del cinema.
Forse il titolo del film non va trascurato, magari e' la chiave giusta per
capirci qualcosa. Fatemi sapere.

 

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Questa rubrica e' a cura di:
Anna Larizza
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