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Il Film
della Settimana
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Harry Potter….e la pietra filosafale! E cosi ieri sera, per magia, ho accompagnato degli amici al cinema, per guardare stupefatti le prodezze di Harry Potter, o come il vezzo di uno dei protagonisti vuole, Haarriiiii Pottaeeeerr (con un dittongo alla francese prolungato). Per magia, Andrea mi ha fatto un bellissimo regalo, una tessera magica che per un anno mi permettera’ di entrare in qualsiasi multisala UGC, (tranne quelle dell’ East London), per vedere il quasivoglia film dell’occasione. Posso per magia vedere la stessa proiezione anche fino a memorizzarne il numero di sequenze e di parole pronunciate. Grazie ancora Andrea! Dunque…. E’ una notte tutta inglese, il cielo e’ blu e la luna lo illumina. Alberi solitari riempiono la scena di un verde pesto, perche’ e’ buio. Si odono solo dei passi felpati e il leggero strofinio come di stoffa, sull’erba. Dal prato appena imperlato di acqua, si passa ad un mantello scuro. Il mantello di Albus Dumbldore, master wizard, una sorta di Mago dei maghi, o meglio il maestro degli Stregoni. Con un fare abile e saggio Dumbldore attira a se, con uno strano aggeggio nelle mani, tutte le fiammelle accese negli alti fari che flebilmente illuminavano prima la via. La sua barba lunga e bianca, e i suoi capelli come zucchero filato, emanano lo stesso chiarore della luna. Si avverte una strana atmosfera, come la silenziosa anticamera di un grosso furto ad una banca. Un gatto blocca il procedere del lesto Dumbldore, e presto da felino, assume sembianze umane, quelle di Minerva McGonagall, ossia la “Dama del cinema” come la si usa indicare, Maggie Smith, la Reverenda Madre di Sister Act, e la fedele amica Wendy di Peter Pan, con Robin Williams e Dustin Hoffman. Lei e’ una evidente amica di Dumbldore. I due maghi, sembrano attendere…. Planando sul buio della notte, arriva una grossa motocicletta, con in sella un altrettante grosso e possente pilota. La sua barba e i suoi capelli non mostrano affatto confini, un po’ come il nostro Mangiafuoco di Pinocchio, la sua mole sovrasta un piccolo fagotto stretto tra le braccia. E cosi, Harry Potter fa ingresso nel film, a pochi anni di vita. Il mastodontico fattorino, dopo aver atterrato con il suo due ruote, lo consegna in lacrime, ai due “stregoni”. Harry Potter viene adagiato sulla soglia di quella che dovrebbe essere la casa di una normale famiglia inglese. Egli passa in realta’ i suoi primi dodici anni, “al servizio” di questa famiglia e del suo capriccioso e intollerante fratellastro. E’ assai originale vederlo dormire nel sottoscala, in uno spazio cosi angusto che in genere e’ popolato da scope, ramazze, secchi, stracci e vecchi stivali da giardinaggio. Cosi lo spettatore, comincia ad amare il ragazzino Harry Potter e a desiderare la sua riscossa. Spesso, gli accadono strane cose, come ad esempio, riuscire, con il solo pensiero, ad eliminare il vetro che in uno zoo, separa i visitatori da un grosso pitone, per farvi cadere dall’altra parte il fratellastro, alle prese con il suo ennesimo dispetto. Allora lo spettatore, attende la strabiliante presa di coscienza di Harry, dei suoi poteri di mago, si intende, perche’ il film offre a tal punto proprio questo tipo di desiderio, offre cioe’ una naturale “con-sequenza”, dei fatti. Harry e’ un bimbo intelligente, dolce, sfortunato, maltrattato, ma ricco inconsapevolmente di magici poteri da stregone, e il film DEVE decollare secondo l’intreccio che segue, a meno che non si discosti dalla trama naturale aper mostrare qualcosa di veramente originale. Il giorno del suo compleanno, non e’ strano che non riceva auguri ed attenzioni da parte della famiglia adottiva che per giunta si ostina a proibirgli la lettura di centinaia di lettere, tutte dello stesso tipo, che ormai da tempo riempiono la casa, fatte recapitare da bellissimi e soffici gufi, o allocchi. E qui, finalmente inizia la riscossa di Harry. (Credevo………!) Il grosso e possente amico che anni prima lo aveva abbandonato sulla soglia della porta, arriva con impeto, per strapparlo da una vita, come dire, “normale”, e dargli il benvenuto nella citta’ dei maghi. Probabilmente il libro, che io non ho letto, sara’ mi auguro, poco avaro di dettagli e particolari relativi alla presa di coscienza di Harry. Perche’ per qualsiasi bambino di dodici anni che si rispetti, a cui per giunta, mancano i genitori naturali, apparentemente scomparsi in un incidente stradale, che e’ costretto a svegliarsi ogni mattina di gran lena a suon di grida e a preparare la colazione per tre selvaggi inquilini, che e’ costretto ad ignorare il suo compleanno, perche’ “…poco importante…”, COME MINIMO la scoperta di essere un mago e per giunta un “fior fiore di mago, dovrebbe, COME MINIMO, far…..urlare dalla gioia, volare dalla felicita’, sussultare per la meraviglia, ridere per la scoperta, non dormire dall’eccitazione, smagheggiare qua e la, e rimanere incredulo a bocca aperta. Non so se questo tipo di passaggio viene descritto nel libro, ma nel film manca del tutto, e la sua assenza comincia a spogliarlo di qualsiasi entusiasmo, io credo, non solo per un adulto, ma credo anche per un bambino. Harry Potter sembra non avere espressioni, sembra non avere emozioni. Si passa immediatamente dall’arrivo dell’omaccione che lo invita a seguirlo, ad Harry Potter, sempre con la stessa espressione in volto, all’interno di un antico negozio londinese di………bacchette magiche. Non vi sto a raccontare tutto, ma il piccolo mago che, ripeto, ha tolto lo scettro a Maria Grazia Cucinotta per l’avidita’ di espressioni, e’ destinato a Hogwarts, citta’ che esiste geograficamente solo ….per magia. Li, troneggia davanti ad un vasto giardino, una imponente struttura, tutta torri, feritoie, cancelli, e lamapade soffuse, CIOE’ la piu’ famosa scuola per maghi del mondo. Il suo direttore e’ proprio Albus Silente Dumbldore, ossia il grande Richard Harris, di Tarzan con Bo Derek (che consiglio alle donne che amano gli “animali” da lap dance, non per Richard Harris, ma per l’uomo scimmia, si intende), de il Riccardo III di Sheakspere, de L’uomo chiamato cavallo”, e di molti altisonanti titoli, che e’ meglio non nominare per non sentirsi in imabarazzo al confronto con Haariiiii Pottaaeeerr! Era gia’ passata un’ora e venti e da spettatore cominciavo a perdere ogni speranza che il film potesse valere quello che le cronache e i numeri della BBC-Cinema-News dichiaravano. Pare che all’uscita a Londra abbia battuto Star Wars. Ho aspettato che in una magica escalation, Harry Potter, mettesse a frutto gli insegnamenti presi durante le ore di lezione ad Hogwarts. Ora di Volo sulla Scopa, ora di Pozioni Magiche, ora di Come Usare la Bacchetta Magica, ora di La Dizione Corretta degli Incantesimi, ecc..ecc… Ho aspettato ma la storia ha volato sempre bassa. E’ molto divertente e per certi versi originale vedere gli alunni allineati nel parco con le veloci-scope al fianco, pronti ad annotare delle buone dritte, dall’insegnante, per evitare voli maldestri e spropositate virate. Ancora una volta, non si e’ visto nulla. Anzi, solo un piu’ che sicuro Harry Potter che salta in groppa alla sua “nuova di zecca” scopa, per difendere un amico. Tutto qui, nessun colpo di scena, nemmeno quando appare o meglio si nomina, il nemico di tutta questa allegra e scopiazzata combriccola di maghi, LORD VALDEMORT, il Signor Valdemort, di cui non si fa nessuna segreta e spaventosa introduzione. La solita faccia cattiva della situazione e’ il perenne cattivo, Alan Rickman, cugino cattivo del Re Cuor di Leone nel film Robin Hood, con Kevin Costner, capo cattivo dei terroristi europei in Die Hard, con Bruce Willis. Lui e’ Snape Serverus, amico del male……. Soliti capelli nero corvino, taglio alla Renato Zero, viso molto pallido e cattivo, e abiti scuri, come la solita leggenda dei maghi buoni e dei maghi cattivi vuole. Harry Potter avra’ magicamente fatto lievitare il portafoglio della scrittrice Rowiling, che vive a Edinburgo, i conti della casa di distribuzione, ma che nessuno osi dire che ha arricchito il buon cinema, altrimenti lo trasformo in ranocchio. Credo sia quanto di piu’ scontato si possa mischiare in una favola. Prendi un anziano mago, con barba e capelli lunghi, bianchi e lucenti. Prendi un mantello blu con all’interno una brillante fodera celeste. Prendi oggetti che volano, quadri che parlano, prendi dei trolls, delle bacchette magiche, una piattaforma 9 e 3/4 alla stazione, a cui si accede entrando nel muro e cosi…..mischiando il tutto, OTTIENI, Harry Potter. Dopo che hanno volato alati destrieri, dopo che ha volato il maggiolino tutto matto della Disney, perche’ non far volare una motocicletta, giusto per non ripetersi?! Ad esempio?! Al di la del fatto che il film abbia potuto o meno sminuire la piacevole lettura e il costrutto del libro, credo che in definitiva, il libro stesso non sia un granche’. Provate a leggere i fratelli Grimm, a vedere un paio di film della Disney e soprattutto provate a leggere IL SIGNORE DEGLI ANELLI, (tutti opere precedenti a quella in questione) e avrete voglia di firmare gli autografi sul libro di Harry Potter. E’ una storia ovvia che pero’ “ovviamente” fa felici i bambini, accompagnati al cinema da papa’ e mamma che quindi vanno ad infoltire i botteghini. In definitiva avrei potuto assumere come piacevole questo film dalla trama OVVIAMENTE magica, se solo mi avesse regalato delle emozioni. Se ci sono state sono state poche e fugaci, e mi hanno dato l’impressione che quelle poche sequenze originali non fossero altro che tentativi di deviare da una storia scopiazzata e ovvia, nel tentativo mal riuscito di essere originali. Se il libro vale quanto il film, come io credo, Accidenti! Lo spettatore pare che chieda sempre di meno al cinema e alla scrittura. Attendo il Signore degli Anelli, mentre la mia lettura del II libro va avanti e continuo a credere che Tolkien amasse davvero molto i suoi lettori e non avesse intenzione aime’, di sbancare ai botteghini!
P.S. Della famosa pietra filosofale, il film offre pochissimi dettagli, se non alla fine, forse per offrire il giusto inizio per il sequel e ripetere gli incassi.
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