Il Film della Settimana

 

"The Others",
o forse dovrei dire, "the intruders".

“The Others”, o forse dovrei dire, “the intruders”.
Bhe! Sbagliarsi qualche volta sull’intreccio di un film, e’ buona cosa, significa che qualcuno ha finalmente avuto un’idea originale!
Dopo un paio di strizzate all’avambraccio di Andrea, credevo di aver afferrato la trama de “The Others”, ma mi sbagliavo. l'effetto sopresa e' forse la migliore qualita' di una storia.
Puo’ darsi anche che la tensione e la suspence mi abbiamo distolto dall’anticipare la fine, ma comunque sia, anche questo e’ un buon espediente per sorprendere. La paura.
Come dire, sei troppo impegnato a “…….sotto”, che non fai caso a quello che “probabilmente” potra’ succedere. Dunque!
Lo scenario e’ quello di una casa, anche se e’ riduttivo definirla tale, nel Jersey, durante la seconda guerra mondiale, circondata solo da un bosco e da un fiume.
Un fiume e un bosco i cui colori sono perennemente indecifrabili a causa di una fitta nebbia, che rende quindi, anche i lineamenti umani difficilmente, come dire, “scovabili”.
Una nebbia che e' il make-up ideale degli horror- movies, una fitta nebbia che riuscirebbe a far sembrare smorta, e cadente anche Vanna Marchi durante i suoi annunci pubblicitari.
Quindi ovviamente, gia’ a partire dal panorama che le finestre della casa offrono, si respira da subito un’aria molto tesa, poco rilassata, in aggiunta c’e’, (sono costretta a dire), una brava Nicole Kidmann, alle prese con la strana mania di chiudere a chiave tutte le porte dietro di se, con una fare esasperato che regala subito la sensazione che ci sia qualcosa che non va. La sua mania si aggiunge al caparbio desiderio di tenere sempre al buio i suoi due figlioletti, Nicholas ed Anne.
Non so perche’ ma il continuo muoversi di un grosso mazzo di chiavi nelle sue mani durante il film, serve a mettere una tensione insolita, …..per un rumore da mazzo di chiavi.
Nicole Kidmann e’ brava in questo film, credo che sia uno dei primi in cui, il suo ruolo non gira solo intorno alla sua statura, (che ha sempre fatto invidia a Tom Cruise), o ai suoi ochi chiari pieni di lacrime. Nonostante non ami molto questa attrice, credo che sia davvero brava in “The Others”.
La casa in questione, e’ cosi grande e per certi versi inesplorata, che rende la paura molto piu’ tangibile, laddove strani cigolii costringono la protagonista a superare rampe di scale, girari angoli, varcare porte, con un incedere esitante e ansimante, e con la sola compagnia di una lampada ad olio, e del buio pesto che lunghe e spesse tende creano coprendo ogni singola finestra. La luce fioca della lampada ad olio, e la stoffa pesante delle tende scure, effettivamente creano terreno fertile per ombre, nascondigli, movimenti, fruscii, impressioni, vocii indecifrabili, rumori impercettibili, quanto basta per l’ansimante attesa che qualcosa accada al piu’ presto pur di smettere di “aspettare”.
Inoltre si ha l'impressione che alle sue spalle ci sia sempre un esile ed eterea creatura magari dal volto ormai provato, che sta sempre per ....fare qualcosa.
Credo che la sorpresa finale possa anche cancellare alcune sequenze usuali dei film come questo, come, il dover aprire necessariamente porte dietro le quali qualcuno di non aspettato, si muove, e come quelle che vedono Nicole Kidmann ispezionare impaurita e sudata fino all’osso, una classica stanza piena di mobili accatastati e coperti da lunghe lenzuola, in un crescere di tensione, e durante le quali FORSE tenere un fucile stretto tra le mani puo’ servire a ben poco, se quello che cerchi sono "fantasmi".
Tuttavia ci sono altre occasioni di originale paura, e il film risulta anche divertente, a me personalmente la suspence diverte.
Se devo azzardare un paragone con un altro film che appartiene al genere “horror” se vogliamo dire cosi, di recente uscita, come “What lies beneath”, The Others, pur aggirandosi su un terreno o forse dovrei dire in un mondo che non e’ supposto debba esistere, a seconda delle proprie convinzioni religiose o non, si intende, alla fine non ti da l’impressione che tutto si riduca al solito iter di ad un avvizzito e caparbio fantasma che vuole mostrare i muscoli agli essere umani. Non e’ il caso  di The Others, credetemi, non e’ questo l’iter. Vi inviterei a scrivermi dopo averlo visto, giusto per conoscere le vostre IMPRESSIONI.
Non posso svelarvi altro! Griderete, ve lo assicuro, quando meno sara' prevedibile, griderete e subito dopo arrivera' la sorpresa.
Fatemi sapere.

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Questa rubrica e' a cura di:
Anna Larizza
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