Il Film della Settimana

 

Brotherhood of the wolf


Avendo come sempre ed erroneamente, la convinzione che solo il cinema
americano possa sfornare film dalla trama, come dire, “semplice”, ma
dall’intreccio visivo, accattivante, devo ammettere che questo film
francese, mi ha sorpreso e divertito. Interessante!
C’era una volta in una cittadina del 1600 credo, una serie misteriosa e
cruenta di micidiali omicidii. Giovani donne soprattutto, e uomini, erano
soliti essere rinvenuti in pieno bosco o in aperte radure, con il volto
malamente sfigurato, un occhio all’altezza di quello che prima era un
orecchio, interiora liberamente sparse a un metro dal cadavere, e buchi
cavernosi piu’ meno nei fianchi, proprio da dove insomma era venuto via
l’intestino grasso
Queste lezioni di chirurgia interna non me le aspettavo ma sono state
interessanti.
Il villaggio in questione viene presto raggiunto, da due interessantissimi,
e dico interessantissimi, CARE LETTRICI, personaggi, muniti di cavallo,
coperti sino al naso da un lungo e scuro impermeabile che rende altrettanto
misterioso il loro ingresso in paese. Ma…
Piove, il paesaggio e’ desolato, il rumore cadenzato e viscido degli zoccoli
dei cavalli nel fango e’ l’unico suono udibile. In una multi sala con il
Dolby surround sembra che il cavallo vada al trotto una fila dietro, in una
pozza di cocacola.
All’improvviso l’arrivo tranquillo dei due “buoni” personaggi, viene
interrotto dalla spiacevole visione di un gruppo di vagabondi che sembrano
particolarmente motivati nel picchiare un povero vecchio e sua figlia.
I vagabondi sono in sette o forse in otto o forse sono dieci, o quindici,
tutto e’ possibile. I cavalli si fermano. Guardano. Uno degli uomini
ingiubbotati sino al naso, affianca gia’, a terra, il suo cavallo. L’altro
soprassede. Non si muove. C’e silenzio.
I vagabondi circondano il primo. Sono un po’ troppi pensa lo spettatore.
Inizia il film. Un film degno delle prodezze di “Matrix”, il cui progenitore
se ci pensate e’ “Grosso guaio a Chinatown”, un film degno di "La tigre e il dragone"
Insomma Van Damme e i suoi giochetti marziali, sono
ormai poca roba, non ha piu’ scampo forse dovrebbe darsi al “dramma”, o alle
“ombre cinesi”, o al teatro sheakspeariano, sarebbe IMPRESSIONANTE.
INSOMMA, parte un gioco di calci, pugni, spinte, dalla potenza quasi
sovrumana, (posso solo dirvi che con un calcio nello stomaco, il nostro
straniero vestito di nero e di pelle sino al naso, e’ capace di sollevare un
uomo, o una donna che sia, facendolo volare come volava Sara Simeoni alle
Olimpiadi).
La regia e le sequenze al rallenty aiutano ad amplificare la violenza dei
colpi.
Ma questa non e’ la dote pricipale del nostro viaggiatore, lui e’ indiano
d’America, schivo, alto, silenzioso, savio, tatuato come Madonna nel video
“Frozen”, e che indossa sotto il suo paltrano scuro, solo un gonnellino di
renna marrone, che in un paio di giravolte e coraggiose arrampicate
sull’altrui stomaco, allieta il pubblico femminile in sala, mostrando un
marmoreo…mmmm…..Dunque,
I due viaggiatori arrivano da Parigi e hanno il compito di “dare la caccia”,
all’assassino misterioso e crudele, che il villaggio sa ormai essere una
orrenda e non identificabile “bestia”. Un mostro! Una creatura che ha le
fattezze di un lupo, o tale la si crede, e le stesse lezioni di catechismo
di Jack lo Squartatore.
Non importa se la storia, come all’inizio appare, sembra degna davvero di
una buona favola nera, e che poi magari possa rivelarsi, ripeto “semplice”,
questo dipende dai gusti di chi sceglie di vedere il film, tuttavia
l’avvicendarsi delle immagini e delle situazioni, diverte, alletta, tiene
svegli e eccitati.
Gli attori francesi, tra i quali il gia’ conosciuto Vincent Cassel di
“Doberman” , sono bravi, belli, e credibilmente cattivi o buoni, secondo il loro ruolo.
Non ho amato molto quello di Monica Bellucci, che veste i panni non ignoti
al pubblico, di una affascinante ed elegante donna di bordello, seppur molto
scaltra.
Lei e’ molto brava, ma forse sa fare qualcos’altro che recitare sempre e
piu’ meno lo stesso ruolo.
Questo film mi ha ricordato infatti la sua apparizione in Bram Stocker’s
Dracula, e’ vestita allo stesso modo, e il suo ruolo da protagonista in
“Malena” di Tornatore. Il personaggio e’ lo stesso, la scenografia
leggermente diversa. Ma questa rimane una polemica personale. Ovviamente il
pubblico maschile la vede meglio nei panni scollati di una entreneuse, che
non in quelli castigati di un avvocato di provincia. Capisco!
Dunque, dopo aver ballato con i lupi, adesso si puo’ addirittura stringere
misteriose fratellanze, sulle quali investigare. Non voglio svelare altro
della trama.
Aspettando quello che considero personalmente l’evento dell’anno, e cioe’
l’arrivo a Cardiff de “The Lord of the Rings”, (Il Signore degli Anelli),
mi piace andare in giro per le sale a vedere storie di misteriosi
apparizioni, misteriose e crudeli sparizioni, nei boschi bui di qualche era
passata, con oscuri personaggi ed eroici uomini a cavallo, storie che
possano solo lontanamente fare da anticamera alle vicende di FRODO, Il
Signore degli Anelli.
Insomma bel film francese, anche se ammetto che Amelie mi ha spiazzato piu’ di tutti,
ma questo e’ degno di nota, lo consiglierei a chi ama gli intrighi e i
combattimenti uno contro mille.

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Questa rubrica e' a cura di:
Anna Larizza
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