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Tossico (In)dipendente: quando l'insalata non basta piu'.
 

In qualunque parte del mondo andiate e' sempre possibile abbinare al piatto del luogo una bella coppa di insalata. Capita che nei paesi dalla non celebre tradizione culinaria sia spesso l'ultima spiaggia per non rimanere a digiuno. Ma nella maggior parte dei casi e' un fresco contorno dal sapore delicato.

Menzione particolare merita quella proveniente dal Pakistan.

E' il piatto piu' richiesto in tutti i ristoranti.

Ma nessuno lo sa.

Allora una vedova che scopre i debiti lasciati dal marito appena defunto (era su un bell'aereo e nel cercare il bagno ha sbagliato porta ed e' precipitato) non ha molta scelta. Abbandonare la casa (il castello) in cui abita o recuperare una quantita' di denaro difficile anche da immaginare.

Il suo aitante giardiniere ha l'hobby della ristorazione (dello spirito) e cerca da tempo di rifornirsi in modo autonomo dell'insalata tipica del Pakistan, pianta costosa nonche' illegale. Ma poiche' le sue doti di giardiniere non sono poi cosi' eccelse, quei ramoscelli proprio non riescono a crescere.

La nostra vedova invece ha decisamente il pollice verde e dispone di una immensa serra.

Ecco quello che si chiama un perfetto abbinamento.

Lei lo aiuta a coltivare la sua bella insalata e lui, in cambio, la aiutera' a venderla fino a risanare i debiti.

E cosi' le piante crescono, crescono, crescono fino a riempire l'intera serra ormai adibita alla sola ristorazione (dello spirito).

Ma gli ingredienti di qualita' non fanno un piatto di qualita'. Quello e' il ruolo di uno chef di esperienza. E allora, anche se la convenienza e' decisamente minore, meglio vendere in blocco ad un ristoratore gia affermato e con la sua clientela. Ma dove trovarlo ?

Nella piccola comunita' (una di quelle in cui tutti sanno tutto di tutti) non esiste e allora si viaggia alla volta della metropoli. Facile a dirsi, ma l'inferno della citta' risucchia come un vortice anche i piu' coriacei. Serve un contatto, uno che faccia da tramite. E siccome il tempo stringe ci si deve accontentare del primo che capita: l'amante del defunto marito. D'altra parte "la fortuna aiuta gli audaci" e "la fortuna" porta la nostra vedova al cospetto di uno degli chef piu' importanti di Londra.

L'incontro tra i due e scoppiettante. Certi affari si trattano nel cesso di una discoteca pronta ad accogliere un' orda di scalmanati. Per non dare nell'occhio, naturalmente. Lui e' un uomo affascinante ma di certo non ha gusti facili. Dopo tutto la sua clientela non vuol perderla ed e' quindi lecito (si fa' per dire) che "assaggi" il prodotto prima di comprarlo.

Ma i nostri amici sono consapevoli di aver fatto un ottimo lavoro e lo "chef" al primo assaggio capisce che ha tra le mani qualcosa di unico. E accetta di acquistare in blocco tutta la serra.

Anzi di rubarla.

A questo punto la tavola e' imbandita. Siamo tutti pronti a gustarci il pasto, ma le portate che arrivano troppo velocemente finiscono per mescolarsi tra di loro fino a comporre una singolare macedonia finale di sapori e colori troppo diversi tra loro: la serra si accende e il fumo risora tutti quelli che, in quel momento, si trovano nella casa della vedova. Inizia una danza senza musica e senza veli di una intera comunita' (una di quelle in cui tutti sanno tutto di tutti) fino al sopraggiungere dello "chef" che ivece di rubare l'insalata, ruba il cuore della vedova.

E, infatuato da questo amore imprevisto ed improvviso, il pubblico accetta che il pasto si chiuda con un dessert che, col senno di poi, era decisamente fuori luogo.

Peccato.

E' vero che oggi scrivono tutti, ma il "Talismano della Felicita'" e' uno solo.

YODA

 

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