Il Film della Settimana

 

Moulin Rouge

Sino a qualche giorno fa non avevo visto un film, eccetto ÏLÌultimo boy-scoutÓ, che potesse avere una partenza cosi interessante, cosi accattivante, intrigante, non so come dire, insomma quelle sequenze iniziali che quasi ti portano giaÌ a decretare il film molto bello, nonostante scorrano ancora i titoli di testa. Quando ho visto per la prima volta ÏLÌultimo boy-scoutÓ, (spero che lo abbiate visto anche voi e che nessuno si offenda per il paragone fra i due film dal genere completamente diverso), rimasi a bocca aperta Ünel vedere il giocatore di football che andava a rete, ÏeliminandoÓ i suoi avversari a suon di pistolettate, invece che a suon di spallate. Decisi che il film mi sarebbe piaciuto e mi piacque!

Per ÏMoulin RougeÓ eÌ successa la stessa cosa, le prime sequenze sono Üspettacolari, nel vero senso della parola, colorate, veloci, intense, ti tengono eccitato al cinema con una voglia quasi di alzarti e di metterti a ballare a suon di Can Can. Gia dalle prime sequenze ti dici che il film saraÌ piacevole, anzi piacevolissimo. Il set eÌ pieno zeppo di colori, di facce pittate, di gambe, di sederi con le coulotte di pizzo, di costumi variopinti e di allegria. La musica eÌ frizzante e non puoi fare a meno di divertirti, percheÌ la regia eÌ a suon di musica. E cosi il film ti piace. Tuttavia, dopo poco, mi eÌ sembrato che quel divertimento fosse stato fatto apposta per annunciarti il vero intreccio del film, di un tono completamente diverso da quello previsto. Un bravissimo, Ewan McGregor di Trainspotting, esordisce con:Ü
Ï÷questa eÌ la storia di una donna che ho amato molto e che adesso non cÌeÌ piuÌ÷Ó. AllÌimprovviso ho dimenticato lÌeffetto soprendente che ÏLÌultimo boy-scoutÓ aveva avuto su di me, e non ho potuto fare a meno di pensare allÌeffetto che ÏLove storyÓ, aveva avuto su di me, con la sua bella frase iniziale, Ï÷che dire di una ragazza morta a 25 anni, che amava, Bach, Mozart e me?Ó. Tremendo, non amo questo genere di film.

Allora a questo punto mi sarei alzata e sarei andata a comprare unÌaranciata. Ma ho aspettato, per questa ragione: sapevo che Moulin Rouge non aveva avuto un successo clamoroso, eppure dalle sequenze iniziali e dal primo impostarsi della storia, dalla regia, sarebbe potuto essere un altro cult importante, come ÏKundunÓ, come ÏCasinoÌÓ, come il vecchissimo ÏYankee Doudle DandyÓ, come ÏSheakspeare in loveÓ, ma in realtaÌ non lo eÌ stato e cosi sono rimasta seduta per capire percheÌ. I costumi sono bellissimi e altrettanto originale eÌ la sceneggiatura, scritta quasi tutta sui testi di canzoni moderne, di Madonna, dei Queen, e quindi risulta davvero divertente e geniale, notare come testi che cantiamo tuttora, calzino a pennello in un racconto ambientato nel 1800 a Parigi nel quartiere Montmartre.

La star della situazione eÌ quella che molti definiscono, la ÏStatuaria Nicole KidmanÓ, io non ce lÌho piuÌ nelle mie grazie percheÌ ho letto su un giornale che in una sua intervista qui, nel Regno Unito ha parlato di Tom Cruise come di un Ïmoscio amanteÓ, non so se mi spiego÷ eÌ la stessa frase che scrisse Priscilla Presley sul suo primo libro, ÏElvis and IÓ, parlando appunto del suo ex-marito. Queste donne non sanno quello che dicono, un poÌ come tutti i ragazzi che vanno in giro a dire che Ricky Martin eÌ gay, Ï..quando il lupo non arriva allÌuva dice che eÌ acerbaÓ. Allora, dicevo, la Statuaria Nicole Kidman appare bellissima e brillante come un diamante, dallÌalto del Moulin Rouge, su unÌaltalena di fiori argentati, ed eÌ molto accattivante e spettacolare la sua performance, ma a questo punto del film lo spettatore si aspetta la novitaÌ percheÌ il film ti da lÌimpressione di essere uscito finalmente dagli schemi. Ma cosa accade? Nel mezzo dello ÏSpectacular SpectacularÓ, nel bel mezzo della musica dirompente, dei ballerini energici, delle tube nere che volano, delle ballerine colorate,÷÷÷÷÷lei tossisce.

E qui mi eÌ venuta in mente, Violetta, de la Traviata, malata di tisi. E cosi la Ümia delusione eÌ cominciata a montare e non mi ha piuÌ abbandonata fino alla straziante e stridente scena finale con tanto di lacrime strappa cuore di Ewan McGregor, che saluta la sua amata, sul palcoscenico, stringendola tra le braccia come una sorta di PietaÌ al femminile. Io stessa non ho trattenuto le lacrime.

Quindi, il problema di questo film eÌ che ti offre delle aspettative incredibili e puoÌ permetterselo, ma la trama, niente affatto originale, riesce a demolire la genialitaÌ iniziale. Vale la pena di vederlo percheÌ eÌ davvero spettacolare, vale la pena ancorarsi alle sequenze e non alla storia.

 

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Questa rubrica e' a cura di:
Anna Larizza
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