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Una Renault Clio per raggiungerlo, Una tessera annuale per entrarvi,
Due posti a sedere per accomodarsi e nel buio goderselo.
Il Signore Degli Anelli
Lungo 1226 pagine ho lasciato che scorresse sotto
i miei occhi la favola piu' bella che abbia mai letto, nonostante fossi
stata affezionata sino ad allora ad un libro di Andersen. Ma e' tutt'altra
"storia".
"Il Signore degli Anelli" e' un libro che non lascia tracce
del tempo in cui e' stato scritto, non ti annoia con la sottile morale,
ma ti tiene ogni sera sveglio nel tentativo di finirlo al piu' presto.
Frodo e un Hobbit. E un essere piu piccolo di un Nano.
A sua volta un Nano e piu piccolo di un Uomo, e a sua volta
un Uomo e piu piccolo di un Elfo.
Questi sono coloro che popolano, come dire, la parte buona o possibilmente
buona, della Terra di Mezzo, dove si svolge il racconto.
Le creature decisamente cattive sono invece gli Orchetti e i Trolls, anche
brutte e differenziate quanto a corporatura, in quanto un Troll giganteggia
su ciascuna delle razze nominate.
Bene, per una ragione che non sto a spiegarvi Frodo si trova in possesso
di un anello forgiato dagli Elfi molti anni addietro su richiesta di Sauron,
Il Dark Lord, il Signore del Male, il Signore degli Anelli.
Insieme a quell'Anello, ne vennero forgiati altri diciannove, esattamente
Tre anelli per i Nani, Sette anelli per i Principi degli Elfi, e Nove
anelli per gli Uomini Mortali.
Quel solo Anello pero' spettava a Sauron, ERA di Sauron, ma soprattutto
E' :
Un Anello per Domarli, Un Anello per Trovarli, Un Anello per
Ghermirli e nel buio Incatenarli.
Quindi era il Master degli Anelli che Sauron aveva creato per rendere
schiava l'intera Terra di Mezzo.
Qualcuno ha sottratto da tempo lAnello a Sauron che lo reclama,
lo desidera, lo brama e lo pretende.
L'Anello ha tra gli altri poteri quello di rendere invisibile chi lo indossa,
ed e' esso stesso attratto dal suo padrone nelle cui mani vuole ritornare.
Un mortale che possiede il Grande Anello, non muore, ma non cresce
e non arricchisce la sua vita, continua semplicemente sino a quando ogni
singolo minuto e stanchezza e se adopera molto lanello per
rendersi invisibile, sbiadisce, vivendo in una orribile zona di confine
tra il nulla e il male.
Dato che risulta sempre doveroso cadere nel paragone con il film, saro'
contenta di dire alla "Compagnia di Frittomisto" che ho visto
il film di Peter Jackson ben due volte.
La prima e' stata emozionante quanto avvincente, la seconda mi ha lasciato
notare una serie di "licenze" se posso dire cosi, che gli sceneggiatori
si sono offerti, rendendo a mio parere il film, a volte, un po' superficiale.
E' come se, abbiano voluto trascurare la genialita' di John Ronald Reuel
Tolkien, per adeguare il film alle esigenze, come dire, di mercato, anche
se comunque rimane davvero una bella visione.
Tolkien e' molto bravo a mio parere nel descrivere l'ingresso via via
di nuovi personaggi nella storia.
La descrizione del modo in cui fanno arrivo, preannuncia gia' il tipo
di persona che il lettore si appresta a conoscere. Ed e' geniale a mio
avviso.
E cosi Gandalf , arriva su un carro, seduto comodamente, fumando erba-pipa,
con il suo cappello grigio calato sugli occhi, dando l'impressione di
non notare nulla. Questo preannuncia Gandalf il Grigio. Un mago tanto
quieto, quanto scaltro e furente. Il racconto si svolge in un epoca
in cui la spada, fa il suo Cavaliere, la spada e' l'onore del suo Cavaliere,
insieme alla discendenza che lo accompagna.
L'ingresso di Grampasso nel libro e forse il momento che piu' ho amato.
Grampasso e' forse tra la "Compagnia dell'Anello", la figura
piu' alta, piu' enigmatica, piu' umile e per
questo piu' nobile .
Tolkien gli offre un ingresso dignitoso e fiero.
Nel buio della stanza dove i 4 Hobbit alloggiano durante il viaggio,
lui si muove con molta flemma e circospezione. Gli Hobbit non si fidano
di lui.
E il lettore stesso dubita di lui. E' un momento molto ricco di tensione
e il potere delle parole in questo sono state molto piu' potenti di quelle
di un ciak.
Giunge nella stanza, una lettera di Gandalf per Frodo, portata dal padrone
dell'osteria. Tra le altre cose ci sono dei versi, al momento indecifrabili
per lui, " L'ombra sprigionera' una scintilla.....non tutto quel
che e' oro brilla, ne' gli erranti sono perduti.......nuova sara' la lama
ora rotta...e Re quei ch'e' senza Corona".
Gli Hobbit sono ancora piu' confusi, sanno che Gandalf vuole dir loro
qualcosa, e diffidano del nuovo arrivato. Scortano qualcosa di molto
prezioso e pericoloso con loro, e in questo momento dimostrano di essere
saggi e prudenti.
Cresce la suspence per il lettore che si trova difronte al tentativo di
interpretare le parole di Gandalf, e di capire dunque la vera identita'
dello sconosciuto, che ha tutte le sembianze di un incantesimo.
Gli Hobbit non cedono alla sue offerte, Grampasso si mostra stanco e all'improvviso
dal buio si alza in piedi, una strana luce brilla dai suoi occhi, e troneggiando
sulle piccole figure degli Hobbit, scosta la cappa e impugna la spada.
Gli Hobbit si fanno silenziosi e la tensione tra loro cresce, sono spaventati.
Ma, stanco di essere sospettato Grampasso si svela loro, svela il suo
vero nome mostrando fiero una spada rotta a pochi centimetri dall'elsa,
pronunciando allo stesso tempo il suo vero nome:
"Aragorn, figlio di Arathorn , se con la vita o con la morte vi posso
salvare,
lo faro' ".
Questo momento nel film di Jackson manca del tutto, invece e' uno dei
piu' belli nel libro, nonostante non manchino poi altre occasioni altisonanti
come questa. Lo spettatore invece non teme Grampasso, lo assume
sin da subito come un amico degli Hobbit, manca la tensione e la sorpresa.
Non avverte l'importanza per Grampasso, discendente di colui che sconfisse
Sauron, di custodire la spada che un giorno, tornando integra
per le valorose gesta del suo cavaliere, fara' di lui, un Re.
Nel libro e' lo stesso Grampasso che a sua volta, ha bisogno di studiare
gli Hobbit per assicurasi che siano i quattro Hobbit di cui Gandalf gli
aveva parlato, visto che prima di allora, il nemico lo aveva tratto in
inganno con dei tranelli.
Quei versi prima incomprensibili, diventano poi le parole che annunciano
e accompagnano il nome di Aragorn, colui che possiede la spada che taglio'
in battaglia, il dito del Signore del Male, prendendo possesso di quel
solo Grande Anello, poi smarrito.
Grampasso nel film invece sembra un po' il Van Damme della situazione,
o il bello e dannato della storia, in realta' Tolkien, ripeto, riesce
a fare di lui un personaggio molto piu' affascinante e meno scontato.
Peter Jackson ha deciso di eliminare allo stesso tempo un paio di personaggi
che a mio parere erano originali, ha scelto invece di inserire quello
di Arwen, nel film impersonato da Tyler, Liv Tyler, figlia di Steven Tyler,
della stirpe degli Aerosmith .
Questo perche' presumo che per esigenze di mercato, la bellona di turno
non potesse mancare, quindi la preparazione del film, a differenza del
libro, rimane legata all'epoca in cui ha preso piede, l'epoca dei calendari
alla Pirelli
Nonostante sia del parere che, tra un bravo scrittore e un bravo regista,
quest'ultimo non regga
mai al confronto, perche' purtroppo l'effetto di una storia "girata"
risulta sempre diversa e spesso deludente rispetto alla sua versione scritta,
non posso non invitarvi a vedere "Il Signore Degli Anelli",
che rimane un bellissimo film.
A voi poi la scelta tra la versione piu' emozionante.
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