IL CHIODO

Citazioni, cinema e altro dal letamaio della politica

 

Il piangina di Arcore suole lamentarsi della malafede della stampa estera, sobillata dai comunisti di casa nostra, che notoriamente controllano per intero l'informazione italiana, mentre lui stipendia gente che non fa altro che denigrarlo, come Sgarbi e Fede. Per puro caso quindi, tra la montagna di testate nemiche, mi sono imbattuto in un giornalino che voglio segnalare ai nostri lettori, e che non puo' essere accusato di faziosita' antiberlusconarda.

L'altro giorno all'uffico del turismo di Nizza mi e' capitato tra le mani "Il foglio italiano", che di sottotitolo fa "Mensile per gli italiani di Monaco e Costa Azzurra". A parte l'evidente sgrammaticatura, il suddetto giornalino (20 pagine farcite di pubblicita') mi ha incuriosito perche' nel sommario faceva bella mostra di se' proprio lui, il mitico Emilio. Sotto la foto, il titolo: "Foglio d'oro". Pagina 12.
Non ho saputo resistere, e ne ho imboscata una copia nel passeggino di Julie, per leggermela con calma a casa, e possibilmente farmi due risate.

Prima di precipitarmi a pagina 12 non posso fare a meno di notare che gli articoli di "politica" parlano del "miracolo" (e daje, e' contagiosa sta mania dei miracoli) promesso dal ministro Tremaglia, cioe' l'approvazione della legge che permette agli italiani all'estero di votare nel luogo di residenza (eh si, Montecarlo e' troppo lontano per rientrare; oppure non sara' per qualche affaruccio col fisco?) oppure una bella fota del nano di Arcore che stringe la mano ad un armatore genovese ("uno scambio di idee tra grandi manager" recita il pezzo).

L'articolo piu' gustoso, a firma di tale Renata Rivella, si intitola: "Secondo successo del Premio Foglio d'Oro 2001" (perche' "secondo"? era una replica? mah...). Occupa due belle pagine, con foto a colori dei partecipanti e dei premiati che banchettano lautamente, il 10 luglio, allo Sporting Monte Carlo. Spigolando, sottolineo alcune perle di puro giornalismo di terz'ordine, come "Una serata dall'indiscutibile eleganza e stile tutto italiano" (la concordanza e' un optional), oppure "...un conduttore sempre all'altezza del suo compito, Daniele piombi (minchia...) che ha condotto in maniera eccezionale la serata". Poi continua il racconto dell'evento "irripetibile", perche' ha partecipato quasi l'intero governo monegasco (mah...), con un elenco delle "personalita'" pià in vista: un gioielliere, tale Repossi Giove, evidentemente ben ammanicato nel Pricipato; il signor Wimer, della Fiorucci di Monaco (salumi) e, dulcis in fundo, rullo di tamburi, DONNA ASSUNTA ALMIRANTE!!!
La crema della societa' insomma. Poi vi e' una dettagliata descrizione del menu', che vi risparmio, e il doveroso ringraziamento agli immancabili sponsor della serata (Banca Rothschild, Campari, Ferrero...). Chiude l'ugurio di ripetere anche il prossimo anno la "straordinaria esperienza" che dovro' diventare "un punto fermo del panorama delle grandi manifestazioni del Principato di Monaco". Punto.

E io, lettore curioso, se invece che leggere i bei nomi del jet set volessi sapere per quale motivo e' stato premiato Emilio Fede? Devo telefonare in redazione? Nooo, preferisco fare delle supposizioni.
Abbiamo diverse possibilita'.

A) Il premio e' dovuto alla cristallina imparzialita' con cui rende conto, da decenni, della vita politica del nostro paese, la cui eco giunge fino al lontano Principato.
B) E' un attestato di valore per avere combattuto, sulla trincea piu' difficile, la battaglia per la liberta' negli anni bui della dittatura comunista, contribuendo, con la sua abnegazione, al trionfo del bene sul male.
C) Emilio stava al Casino', e perdeva il suo miliarduccio mensile; era un po' giu', e l'addetto alle relazioni pubbliche del succitato mensile (di grande spessore culturale), suo vicino allo "chemin de fer", per consolarlo gli ha proposto un premio di consolazione: premiato in qualit‡ di maggior contribuente dell'erario monegasco.

A ciascuno la sua risposta. Questa e' la stampa estera che vuole il Cavaliere.

P.S. Il responsabile di cui sopra, tale Roberto Biasiol, ha tirato le cuoia il giorno 27 dello stesso mese di luglio. Il coccodrillo del giornalino lo descrive come "un italiano vero, anzi verace, con le sue ben radicate idee politiche a cui e' sempre rimasto fedele come un soldato alla bandiera del suo reggimento...". Che uomo...
Coincidenze "straordinariamente straordinarie", come diceva il cinghialone Bettino?

Per chi, incuriosito, volesse informazioni su questa indispensabile testata: foglioit@tin.it

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Questa rubrica e' a cura di:
Angelo Vai
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